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Scuola

Allarme per il Liceo Sannazaro

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-NAPOLI- «Il liceo Sannazaro sta morendo». A lanciare l’allarme sono gli studenti dello stesso liceo che questa mattina hanno deciso di organizzare un sit-in fuori dalla scuola per «denunciare la mala gestione del liceo, la cui conseguenza è un enorme calo di iscritti che ci potrebbe a breve costringere all’accorpamento ad un’altra scuola», spiegano – in una nota – gli studenti. Contano poco le classifiche laddove noi Studenti siamo privati di tutto ciò che rende il Sannazaro più che un nozionistico edificio. La palestra, agibile per soli pochi mesi negli scorsi quattro anni; il Sannazarock (un concerto studentesco per il quartiere), fiore all’occhiello delle nostre iniziative, ma di cui purtroppo nessuno vuole più prendersi la responsabilità; i corsi pomeridiani, concentrati in due soli giorni della settimana e fatti in aule sporche perché non si vogliono pagare i dovuti straordinari al personale ATA.

Queste sono solo alcune delle motivazioni che hanno costretto noi Studenti del Sannazaro a mobilitarci. Se vogliamo salvare e far risplendere il nostro Liceo bisogna che chi di dovere abbracci la nostra causa e incontri le esigenze del corpo studentesco e di chi, negli anni a venire, ne farà parte. Non vogliamo una sovrappopolazione, ma neanche aule mezze vuote».

«Diventa sempre più difficile – prosegue la nota – biasimare coloro che scelgono di non iscriversi al primo Liceo Classico della Campania.

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Napoli

Studenti in corteo a Napoli per esprimere solidarietà alla Palestina

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All’incirca seicento studenti stanno attraversando le strade di Napoli per esprimere solidarietà alla Palestina e per ricordare i 78 anni della Nakba, ovvero l’esodo palestinese del 1948.
Il corteo è partito da Porta di Massa e terminerà al Consolato degli Usa in piazza della Repubblica. Proprio lì c’è un folto schieramento di forze dell’ordine.
Ad ora, la manifestazione si sta svolgendo tranquillamente.

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Scuola

Ponticelli, il sindaco Manfredi e l’assessora Striano inaugurano il nuovo anno scolastico

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Riparte l’anno scolastico a Ponticelli, alla presenza stamane del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e dell’assessora all’Istruzione Maura Striano, che hanno inaugurato la stagione scolastica 2023/24 presso l’asilo nido ‘De Meis’.

Pertanto, proprio l’asilo nido in questione, subirà un intervento di riqualificazione che partirà a novembre grazie ai fondi del PNRR, come sottolineato dal sindaco Manfredi:

“Abbiamo operato un grande investimento sulle scuole dell’infanzia. Abbiamo fatto assunzioni importanti, 55 maestre, 70 educatori, e abbiamo riorganizzato tutti i servizi. C’è stato anche un incremento delle iscrizioni, limitatamente alle possibilità che avevamo di accogliere i bambini. Sono previsti importanti investimenti con il PNRR: con questi fondi ristruttureremo tutte le scuole dell’infanzia, anche se la città ha bisogno di ulteriori investimenti, perché le domande d’iscrizione sono nettamente superiori all’offerta che possiamo garantire”.

Poi, aggiunge: “Progressivamente, nei prossimi anni, miglioreremo l’offerta con nuove risorse per fare in modo che ci siano sempre più bambini di Napoli nelle scuole materne pubbliche, in modo da dare una risposta ai bisogni di educazione dei nostri bambini”.

Rincara la dose anche l’assessora comunale Maura Striano:

“Abbiamo anticipato l’avvio delle attività dei nidi e delle scuole d’infanzia comunali al primo di settembre. Cercheremo di partire a settembre anche con la refezione scolastica, e stiamo cercando di completare l’organico del personale. Stiamo facendo in modo di recuperare il tempo perduto e di utilizzare tutte le risorse possibili per dare le risposte alle famiglie”.

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Scuola

Scuola quanto mi costi. Il caro libri investe l’Italia, Napoli la città dove si spende di più

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Il caro libri investe tutta Italia, in particolar modo la città di Napoli, almeno secondo un’indagine condotta da Adoc ed Eures in tre grandi aree metropolitane del Nord, del Centro e del Sud: Milano, Roma e Napoli.

Pertanto, i libri di testo delle scuole superiori di primo grado sono mediamente di 330 euro nel capoluogo campano, 321 a Milano e 315 nella Capitale. Invece, per quanto concerne le scuole secondarie di secondo grado, la spesa media è di 511 euro a Milano, 498 a Napoli e 494 a Roma.

In particolare, l’indirizzo di studi più costoso risulta il liceo scientifico, con una spesa media di 530 euro, seguito dagli studi tecnici con 488 euro e dai licei classici, dove il costo è di 485 euro. Inoltre, a tali spese va aggiunto il costo dei dizionari di latino e greco, che si aggira intorno ai 150 euro, e quello del materiale scolastico, che si attesta intorno ai 200 euro.

Nel complesso, le famiglie devono sostenere in media una spesa pari a circa 2300 euro per l’intero ciclo scolastico, spendendo 601 euro per i libri di testo nei 3 anni delle scuole medie, e circa 1700 euro nei 5 anni delle scuole secondarie superiori.

A tal proposito, ecco quanto afferma il presidente di Eures Fabio Piacenti:

“Anche le scuole potrebbero contribuire al contenimento dei costi dei libri per le famiglie, incentivando azioni di riuso, condivisione e passaggio dei testi tra le classi successive, adottando, laddove possibile, testi comuni per le diverse sezioni e creando al proprio interno biblioteche solidali che mettano a disposizione gratuitamente i libri ed il corredo scolastico per le famiglie in difficoltà. Qualsiasi arretramento nell’accesso alla cultura e nel diritto allo studio è un arretramento nella civiltà di un Paese: occorre quindi adottare tutte le misure necessarie a scongiurarlo”.

Rincara la dose la presidente dell’Adoc Nazionale, Anna Rea:

“I costi per l’acquisto dei libri di testo sono troppo elevati. Le famiglie, già vessate dal caro prezzi e dagli aumenti dei carburanti e delle bollette di energia e gas, si trovano soprattutto quest’anno con una spesa difficile da coprire. Esistono misure e agevolazioni messe in campo da Stato, Regioni e Comuni per garantire la fruizione dei libri di testo per gli alunni meno abbienti. Tuttavia, queste risorse interessano soltanto una parte delle famiglie con Isee fino a 13/15 mila euro, coprono il 40/50 per cento delle spese e, spesso, registrano gravi ritardi nella loro erogazione rispetto al calendario scolastico in corso, rischiando di aggravare le diseguaglianze sociali e generare ulteriori discriminazioni. Il diritto allo studio per tutti è un principio costituzionalmente garantito, pertanto chiediamo di rendere detraibili nella misura del 19 per cento anche le spese per l’acquisto dei libri scolastici, così come avviene per le spese sanitarie. Ciò comporterebbe per lo Stato un costo pari a 277 milioni di euro annui, la cui copertura non dovrebbe risultare particolarmente complessa”.

Poi, conclude: “Vista l’emergenza per le famiglie, chiediamo inoltre agli enti locali e alle scuole di trovare tutte le soluzioni possibili per venire incontro alle necessità delle famiglie abbassando i costi, incentivando il digitale favorendo l’usato e i gruppi di acquisto. Infine, facciamo un appello anche alle case editrici affinché siano meno rigide, evitando di ritoccare al rialzo, ogni anno, i listini”.

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