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Il debbutto il 14 dicembre al teatro Augusteo di Napoli, da oggi in prevendita dei biglietti

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Da oggi al via la prevendita per i biglietti del Musical Mare Fuori, la trasposizione teatrale della serie tv Rai-Picomedia.  Il musical diretto da Alessandro Siani e prodotto da Best Live debutterà il 14 dicembre al Teatro Augusteo di Napoli e avrà tra i protagonisti, anche alcuni tra i volti più amati della serie tv.  Tra questi, MARIA ESPOSITO, per tutti Rosa Ricci, personaggio rivelazione e tra i protagonisti indiscussi della serie.  Per il 2024, dal 20 gennaio, il Musical Mare Fuori farà tappa al Teatro Duemila di Ragusa, quindi dal 1° febbraio al Teatro Alfieri di Torino. Il 14 febbraio le luci del palco si accenderanno al Teatro Arcimboldi di Milano, e a partire dal 23 febbraio al Teatro Team di Bari, quindi il 1° marzo a Roma al Teatro Brancaccio, e dal 15 marzo al Teatro Europa di Bologna.

Info e biglietti su www.ticketone.it Di seguito l’elenco delle date

Napoli Teatro Augusteo dal 14 dicembre 2023

Ragusa Teatro Duemila dal 20 gennaio 2024

Torino Teatro Alfieri dal 1° febbraio 2024

Milano Teatro Arcimboldi dal 14 febbraio 2024

Bari Teatro Team dal 23 febbraio 2024

Roma Teatro Brancaccio dal 1° marzo 2024

Bologna Teatro Europa dal 15 marzo 2024

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Catello Di Capua: chi è l’avvocato condannato scelto da Vannacci per la Campania

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NAPOLI – C’era una volta un Generale che parlava di Patria, dovere, disciplina, “mondo al contrario” e sacri valori costituzionali. Poi è arrivata la politica reale, quella fatta di voti, tessere e quadri territoriali, e il “mondo al contrario” si è dimostrato drammaticamente lineare. Un fantastico museo delle cere giudiziarie.

L’ultimo capolavoro della meritocrazia vannacciana si consuma in Campania. Per guidare Futuro Nazionale sul territorio, l’ex parà ha calato l’asso: l’avvocato Catello Di Capua. Un nome, una garanzia. Non un politico di lungo corso, ma un penalista originario di Agerola con un curriculum giudiziario di tutto rispetto. Per chi avesse la memoria corta, il neo-referente regionale del partito dell’Ordine e della Legalità vanta una condanna definitiva in Cassazione nel 2014 per favoreggiamento personale. Due anni di reclusione (con pena sospesa).  

La vicenda che lo vide coinvolto non era una sottigliezza amministrativa. Secondo i giudici, il penalista – all’epoca difensore di un collaboratore di giustizia – soffiava informazioni coperte da segreto istruttorio. A chi? Ad un collega di spicco, tale Michele Santonastaso, poi condannato per le minacce aggravate dal metodo mafioso pronunciate in un’aula di tribunale contro Roberto Saviano e la giornalista Rosaria Capacchione. Di Capua, stando ai verbali, rivelava «tempi, modalità e contenuto» delle dichiarazioni del pentito. Certo, il legale ha poi ottenuto la riabilitazione – diritto legittimo di chiunque abbia saldato i propri conti con la giustizia civile – ma sul piano dell’opportunità politica, la domanda sorge spontanea.  È questa la rigidità morale del Generale? È questo l’alto profilo richiesto ai quadri del suo movimento?

Il sospetto, malizioso ma inevitabile, è che per entrare nelle grazie di Vannacci non serva la fedina pulita come uno specchio, ma un contenzioso chiuso con lo Stato. Il parallelismo s’impone da solo. Non dimentichiamo le grandi manovre per accogliere a braccia aperte Gianni Alemanno, l’ex sindaco di Roma reduce dai suoi calvari processuali, subito imbarcato con il suo movimento Indipendenza nella nuova creatura politica del Generale.

Viene da chiedersi: la nuova classe dirigente di Futuro Nazionale si recluta nei comitati civici o nelle sale d’attesa dei tribunali? L’uomo forte che prometteva di spazzare via il degrado morale del Paese preferisce forse circondarsi di chi la Giustizia l’ha vista da una prospettiva decisamente “particolare”?

Se queste sono le premesse per ripristinare il rigore e la legalità in Italia, non ci resta che attendere le prossime nomine. Ma una domanda al Generale va fatta, rigorosamente sull’attenti: è davvero questo il “Futuro” della nazione, o soltanto il riassunto delle sue sentenze passate?

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Attualità

Antonella Laezza: l’eccellenza della danza campana brilla al Gran Galà Premio DAS

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La splendida cornice di Villa Campolieto, autentico gioiello architettonico del Miglio d’Oro di Ercolano, ha fatto da sfondo a una serata straordinaria: il Gran Galà Premio DAS. L’evento, promosso dal Comitato Territoriale Napoli di ACSI e presieduto dal Dott. Claudio Cimmino, si è confermato come uno degli appuntamenti più prestigiosi e autorevoli dell’intero panorama coreutico nazionale, nato con l’obiettivo di celebrare la danza quale espressione artistica, culturale e formativa.

In questa magica atmosfera, tra i grandi nomi internazionali e le stelle del firmamento della danza, è emersa con forza la figura di Antonella Laezza, direttrice della rinomata scuola “A passi di Danza “ di Crispano (situata in via Provinciale 53). La presenza della direttrice sul palco di una manifestazione così esclusiva — nello stesso contesto in cui sono stati conferiti i Premi alla Carriera e all’Eccellenza a icone mondiali come l’étoile Giuseppe Picone, Steve La Chance e Karl Alfred Schreiner — ne consolida ulteriormente il prestigio e la preziosa collaborazione con il comitato di promozione sportiva ACSI Napoli.

Il ruolo centrale di Antonella Laezza all’interno della serata testimonia la grande autorevolezza e la stima di cui gode nell’intero settore, accreditando la sua scuola come un vero punto di riferimento per la didattica sul territorio. Il successo straordinario della manifestazione è stato, infatti, il frutto di una perfetta sinergia tra le più importanti figure del comitato ACSI: se la Direzione Artistica dell’evento è stata affidata al celebre coreografo Francesco Annarumma, la complessa macchina organizzativa è stata curata da Massimo De Santis (referente del Settore Danza di ACSI Napoli) con la preziosa e fondamentale collaborazione della stessa Laezza.

Operare a stretto contatto con personalità di tale calibro riflette la straordinaria professionalità, la passione e il rigore che la direttrice porta ogni giorno nelle sale della sua accademia.

Di conseguenza, gli allievi di “A passi di Danza ” hanno la straordinaria opportunità di formarsi in un ambiente di assoluto livello, dove si studia regolarmente con maestri e coreografi di chiara fama nazionale e internazionale e si apprende il valore del sacrificio e dell’impegno richiesti da quest’arte.

L’immagine di Antonella Laezza, immortalata sul proscenio di Villa Campolieto, diventa così l’emblema di una Campania che produce cultura, bellezza e soprattutto formazione di altissima qualità, capace di creare un ideale ponte tra chi ha già scritto la storia della danza e i giovani talenti che stanno costruendo il proprio futuro artistico.

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Sistema Luserta, fari sul dirigente Rfi Domenico Semplice: mazzette e Rolex per gonfiare i prezzi

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Si allarga l’inchiesta sul conferimento di terre e rocce da scavo provenienti dai cantieri della tratta ferroviaria Napoli-Bari all’interno di Cava Luserta, nel casertano. Al centro del nuovo filone d’indagine, coordinato dal procuratore capo di Santa Maria Capua Vetere Pierpaolo Bruni e dai pm Anna Ida Capone e Giacomo Urbano, c’è la figura di Domenico Semplice, dirigente di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), destinatario di una perquisizione insieme ad altre quattro persone. Secondo l’ipotesi della Procura, Semplice – insieme all’ex sindaco di Caserta Carlo Marino, già indagato nel primo filone – sarebbe stato il materiale redattore della nota ufficiale inviata il 3 luglio 2022 dal Comune di Caserta a Rfi per indicare la cava dell’imprenditore Giuseppantonio Luserta come sito di destinazione finale dei materiali. Il favore del dirigente Rfi a Luserta non si sarebbe fermato qui: Semplice avrebbe infatti agevolato l’ottenimento di una tariffa pesantemente maggiorata per i conferimenti, facendo lievitare il prezzo da 0,89 a 1,15 euro per ogni quintale di materiale scaricato nella cava. In cambio di questi prezzi gonfiati, l’imprenditore avrebbe profumatamente ricompensato il dirigente attraverso una complessa triangolazione finanziaria studiata per schermare i passaggi di denaro, coinvolgendo la cerchia ristretta di Semplice: la moglie, l’avvocato Laura Arena, e l’architetto Gaetano Sacco, ritenuto l’intermediario chiave. La Procura ha ricostruito due canali principali: il primo ha visto Luserta versare circa 500mila euro all’architetto Sacco per prestazioni professionali ritenute del tutto “fittizie”, somme poi girate da quest’ultimo all’avvocato Arena e alla Deg Ingegneria, società riconducibile al dirigente Rfi; il secondo canale ha riguardato altri pagamenti per 220mila euro a favore della Sc Engineering, capitali poi rimbalzati nuovamente verso Domenico Semplice, verso la moglie e verso la società Rosem. Sia la Sc Engineering che la Rosem sono descritte dai magistrati come tessere fondamentali della “galassia” societaria gestita o controllata dallo stesso dirigente. Il quadro corruttivo delineato non si esaurisce con i bonifici: tra i regali che Luserta avrebbe destinato a Semplice spunta anche un orologio Rolex di valore, acquistato in una gioielleria di Benevento e recapitato a Semplice nel gennaio del 2025, sempre tramite la mediazione di Sacco. L’ombra dei favori legati al dirigente Rfi si estende infine ben oltre Caserta: nell’indagine risultano infatti coinvolti anche i titolari di altre due cave, Giovanni Sferragatta di Maddaloni e Vincenzo Bifulco di Marigliano, i quali avrebbero elargito somme di denaro – anche in contanti – direttamente a Domenico Semplice per ottenere agevolazioni simili per il conferimento dei materiali nella Cava di Tufo Giannelli a Maddaloni e in un altro sito ad Apricena, in provincia di Foggia.

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