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Cronaca

Aversa-Melito, incidente sull’asse mediano: coinvolte 3 auto

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Drammatico incidente stradale avvenuto ieri sera sull’asse mediano, nei pressi dell’uscita Aversa-Melito direzione Aversa/Napoli, nel quale sono rimaste coinvolte tre auto.

Secondo una prima ricostruzione, sarebbe risultato decisivo l’intervento di una scorta della Polizia Penitenziaria, in servizio presso il Nucleo Operativo di Napoli-Secondigliano, di rientro dal Tribunale di Aversa e diretti al carcere di Napoli/Poggioreale.

Ecco le parole del segretario regionale per la Campania del SAPPE, Tiziana Guacci:

“Solo grazie al Sostituto Commissario Capasso Emilio, al Sovrintendente Capo Veglia Trichese Rosario e l’Assistente Capo Gheremedin Mariangela, tutti appartenenti alla Polizia Penitenziaria, si è evitata una tragedia. Prontamente, con grande sprezzo del pericolo e della loro stessa incolumità, i tre operatori di Polizia mettevano in sicurezza i soggetti coinvolti, tra i quali alcuni bambini e tre donne in stato confusionale che dopo lo scontro erano sotto shock. Li identificavano e di seguito facevano viabilità stradale, vista la scarsa illuminazione e la pericolosità della strada. Si mettevano tempestivamente in contatto con le altre forze dell’ordine competenti sul territorio per ottemperare alle procedure del caso. Solo grazie al pronto intervento dei nostri colleghi, dunque, si è potuto tempestivamente intervenire in una situazione a potenziale rischio e per questo, auspichiamo che sia loro riconosciuta una adeguata ricompensa”.

Dello stesso avviso Donato Capece, segretario generale del SAPPE:

“Auspico che l’Amministrazione penitenziaria, proponga i poliziotti penitenziari per un’adeguata ricompensa a livello ministeriale. Il SAPPE dice mille volte grazie ai poliziotti penitenziari in servizio, ai nostri poco conosciuti eroi del quotidiano, per quello che fanno ogni giorno nelle carceri italiane a rappresentare lo Stato con professionalità, abnegazione, umanità per garantire ordine e sicurezza, ed anche per gli interventi quotidiani sulle strade del Paese in servizio di Polizia stradale mentre assolvono ai compiti istituzionali del Corpo”.

Città

“Si è spento il sorriso ma non il suo dolce ricordo” il decesso del penalista. I messaggi di cordoglio

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Si è spento a 73 anni l’avvocato penalista del foro di Napoli Sergio Mottola. Da qualche tempo aveva dei problemi di salute che hanno portato al decesso. La nota di cordoglio della Camera Penale di Napoli; “Si è spento il sorriso, ma non il dolce ricordo di un avvocato militante, sempre presente nelle aule di giustizia, generoso e disponibile con tutti. È stato un esempio per le nuove generazioni, in prima linea nella difesa dei suoi assistiti, con il garbo e la simpatia come segni distintivi. A Luca ed alla famiglia giunga l’abbraccio commosso della comunità dei penalisti napoletani per la perdita del collega Sergio Mottola”.

Ecco anche il ricordo per il collega scomparso da parte di Alfredo Sorge, penalista, consigliere dell’ordine degli avvocati di Napoli: “La famiglia dei giuristi partenopei piange per la scomparsa dell’Avvocato Sergio Mottola: con Lui, perdiamo un Signor Avvocato, un Uomo leale e generoso, un Amico sincero. Ho avuto l’onore di lavorare assieme a Sergio in alcune complesse difese e posso testimoniare di aver conosciuto un professionista preparato in maniera esemplare, in grado di individuare con immediatezza i problemi sostanziali e processuali della vicenda giudiziaria affidatagli, di saper valutare con estrema competenza le diverse problematiche che il processo penale presenta – segnatamente per l’imputato in regime detentivo – e di trovare sempre la soluzione più giusta per il cliente. E tale soluzione veniva con costante successo esposta al Magistrato con garbo pari alla sua naturale signorilità, anche grazie alla grande stima che gli stessi Magistrati gli attribuivano, confrontandosi con Lui con la certezza di dialogare con un valoroso Avvocato la cui lealtà era siglata dal suo sorriso, da quel sorriso che già inizia a mancare a tutti. Abbraccio per l’ultima volta il caro Sergio e rivolgo alla famiglia ed in particolare al giovane e già apprezzato Collega Luca, che riceve il testimone dal Suo Papà, le mie più sentite condoglianze”.

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Città

All’interno della sua prorpietà esercita attività di deposito di gas GPL priva di atti autorizzativi in assenza di requisiti di Sicurezza

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I Carabinieri della sezione Radiomobile della Compagnia di Aversa hanno sequestrato un deposito abusivo (vendita/riempimento) di bombole di gpl, realizzato da un 58enne di Aversa in un’area di sua proprietà attigua alla propria abitazione.

Quando i militari dell’Arma dei carabinieri, unitamente a personale dei Vigili del Fuoco di Caserta, hanno fatto accesso in quella proprietà hanno subito notato una struttura in muratura, chiusa su tre lati e coperta con lastre di fibro-cemento, sotto la quale vi erano 22 bombole da 15 Kg e 3 da 10Kg, alcune delle quali piene e munite di tappo di sicurezza, nonché attrezzatura rudimentale composta da un motorino/compressore con applicate tubazioni e raccordi collegati a due bombole di GPL e una pesa basculante.

Accertato quindi che il deposito e/o rivendita risultava essere in esercizio, privo di ogni autorizzazione e in assenza delle minime condizioni di sicurezza e non escludendo, inoltre, che il 58enne si adoperasse anche nella pratica di travaso di gpl, da bombole piene a quelle vuote, in assenza di ogni condizione di sicurezza, esercitando in tal modo manovre di estrema pericolosità e non consentite dalla legge, il sito è stato posto sotto sequestro e l’uomo denunciato in stato di libertà.  

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campania

Ennesimo femminicidio, Sara uccisa a coltellate, l’uomo potrebbe essersi lanciato col il furgone nel fiume non lontano da casa

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L’unica certezza, ad oggi, è che si è di fronte all’ennesimo femminicidio. L’ennesimo sorriso strappato alla vita, l’ennesima donna ammazzata. È Sara Buratin, 41enne uccisa a coltellate a Bovolenta in provincia di Padova. Il suo corpo è stato rinvenuto dalla madre ieri in un cortile della loro abitazione. Le forze dell’ordine sono sulle tracce del marito della giovane, il 39enne Alberto Pittarello: secondo le prime informazioni, l’uomo sarebbe salito sul suo furgone diretto verso il fiume Bacchiglione.

E proprio nel fondale, i sub dei vigili del fuoco avrebbero rinvenuto un veicolo ma ieri, a causa delle avverse condizioni meteo, non è stato possibile procedere al recupero. Non si esclude che il compagno, dopo aver ammazzato Sara, possa essersi suicidato lanciandosi nel fiume con il suo furgone.

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