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Acerra, l’assessore Maria De Rosa si dimette dopo l’arresto del marito: le ultime

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La Polizia di Stato di Acerra ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Diego Andretta, Pasquale Balascio, Vincenzo Capone e Behar Jani, oltre ai domiciliari per Carmine Pacilio, Giordano Salvatore Pacilio e Antonio Riemma.

In particolare, i reati contestati sono trasferimento fraudolento di valori, usura aggravata dal metodo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, detenzione di armi aggravata dal metodo mafioso e detenzione nonché traffico di sostanze stupefacenti.

Pertanto, le indagini partite da febbraio 2022, hanno consentito di scoprire l’esistenza di due gruppi camorristici uniti tra loro da un’alleanza, operanti sul territorio di Acerra. Ecco la nota della Polizia di Stato:

“Dalle investigazioni è emerso che nella zona, da decenni, c’era un monopolio nel campo delle onoranze funebri di una specifica ditta che, per eludere le direttive antimafia, fosse fittiziamente intestata ad un prestanome”.

Intanto, sono arrivate le dimissioni di Maria De Rosa, moglie di uno degli arrestati ma estranea all’inchiesta. Ecco la lettera di dimissioni al sindaco Tito D’Errico:

“Oggi devo chiudere quest’esperienza e rassegnare le dimissioni per ragioni strettamente personali e familiari. In questo momento, sento l’esigenza di essere quanto più vicina alla mia famiglia e ai miei cari, e questo non rende più possibile il mio impegno amministrativo. Avendo totale e piena fiducia che la Giustizia possa fare pienamente il suo corso, sono convinta che queste vicende personali non possano avere alcuna ricaduta sul lavoro che va compiuto per la città di Acerra e per gli Acerrani. La mia decisione vuole appunto agevolare questo percorso”.

Infine, ha così concluso: “Ringrazio con rammarico i colleghi della Giunta, il Presidente del Consiglio comunale e tutti i consiglieri comunali, nonché i dirigenti e tutta la struttura comunale. Con ognuno ho avuto rapporti di grande correttezza e collaborazione nell’esclusivo interesse della città e dei cittadini. Auguro a tutti di proseguire con successo quest’esperienza politica”.

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Lombardia, polveri sottili oltre il limite consentito: scattano le nuove misure antismog

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Secondo gli ultimi dati diffusi ieri da Arpa, Milano sarebbe la quarta città al mondo per inquinamento, con un pm10 che resta al di sopra dei valori di riferimento e della soglia dei 50 microgrammi per metro cubo.

Infatti la concentrazione di polveri sottili in quasi tutta la Lombardia resta oltre i limiti consentiti, e da oggi sono in vigore le misure antismog di primo livello come il divieto di circolazione dei mezzi più inquinanti durante il giorno.

Pertanto, in base a tali misure nei comuni oltre i 30mila abitanti dalle 7:30 alle 19:30 è vietata la circolazione alle auto benzina fino a euro 1 e diesel fino a euro 4 tutti i giorni. Inoltre, nelle abitazioni la temperatura massima è fissata a 19 gradi ed è vietato accendere fuochi all’aperto, utilizzare stufe a legna fino a tre stelle e in agricoltura spandere liquami, digestati, fanghi di depurazione, fertilizzanti salvo iniezione e interramento immediato.

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Bonus vacanze Covid-19, scoperta truffa da 800mila euro: nei guai titolare di un albergo

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La Guardia di Finanza di Giugliano ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo del valore di 796.760 euro, indebitamente percepiti da una direttrice di un hotel a nord di Napoli, titolare di ditta individuale.

Si tratta del cosiddetto bonus vacanze, introdotto tra le misure di sostegno al comparto turistico durante l’emergenza da Covid-19, e consistevano in un contributo fino a 500 euro destinato a famiglie con un reddito Isee fino a 40.000 euro, da spendere in unica soluzione per soggiorni in strutture ricettive in Italia: alberghi, campeggi, villaggi turistici, agriturismi e bed & breakfast. 

Le indagini hanno rilevato che nel biennio 2020-2021 l’albergo ha ricevuto cospicui versamenti dal Ministero del Turismo, relativi all’accredito di buoni vacanza i quali, tuttavia, non corrispondevano ai volumi dei ricavi usualmente dichiarati dalla struttura, peraltro di sole 11 stanze e in una zona a bassa vocazione turistica.

Così, dagli accertamenti è emerso che la direttrice dell’hotel consentiva a numerosi clienti fittizi di fruire solo in via documentale dei bonus, offrendo loro in cambio una somma compresa tra i 100 e i 300 euro, in proporzione al valore dell’incentivo stesso.

Pertanto, il sequestro preventivo per ii reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche nonché di impiego di denaro, beni e utilità di provenienza illecita, ha riguardato il valore complessivo dei buoni spesi indebitamente.

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CAIVANO: vincita da due milioni di euro al gratta e vinci

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Se da un lato Caivano risalta agli onori delle cronache per questioni legate alla criminalità organizzata, stavolta la fortuna ha bussato alla sua porta.

Stiamo parlando della vincita da 2 milioni di euro avvenuta al Bar K2, noto esercizio pubblico di Corso Umberto, dove è stato giocato il fortunato biglietto di gratta e vinci del valore di 20 euro, e che ha portato alla grande vincita.

Pertanto, già impazza il toto vincitore, anche se secondo alcune indiscrezioni potrebbero esserci più persone coinvolte. Tuttavia, sul posto si sono tenuti i festeggiamenti ed è stato esposto uno striscione per commemorare l’evento.

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