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Mamma Rai compie 70 anni, e con essa anche la televisione italiana: i particolari

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Oggi, 3 gennaio 2024, si celebrano i 70 anni della televisione italiana e di conseguenza, anche i 70 anni della Rai. Infatti, l’emittente pubblica compì il suo primo passo ufficiale annunciando al pubblico italiano la sua presenza sulle frequenze radiofoniche e televisive.

Pertanto, dopo cinque anni di sperimentazione da Torino e due da Milano, la tv parte ufficialmente e arriva fino a Roma grazie a 7 trasmettitori e dalla Capitale al resto del Paese. In particolare, in quella domenica del 3 gennaio 1954, gli abbonati Rai erano appena novanta e il mese dopo già 24mila, mentre in un anno 88mila e dopo 4 anni superarono il milione.

Una rapida e incessante ascesa, con il primo annuncio della Rai che rappresenta un momento simbolico, poiché fino ad allora la radiodiffusione italiana era caratterizzata da una pluralità di emittenti regionali.

Ecco il primo annuncio, dato dall’allora 28enne annunciatrice Fulvia Colombo, la prima di una lunga serie: “La Rai inizia oggi il suo regolare servizio di trasmissioni televisive”.

Tuttavia, alla fine del 1954, la televisione raggiunge il 58% della popolazione italiana, mentre nel 1961 raggiungerà il 97% degli italiani.

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Campi Flegrei, il ministro Musumeci attacca: “Gravi responsabilità della Regione e dei Comuni”

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“Il governo sta dando più di quanto non abbia il dovere di dare sui Campi Flegrei, uno dei vulcani più pericolosi e complessi al mondo. Emergono gravissime responsabilità, remote e meno remote, omissive e commissive, che coinvolgono tutti gli enti, a cominciare dalla Regione e dai Comuni interessati, Napoli, Pozzuoli e Bacoli.
E’ stato autorizzato uno sviluppo urbanistico irragionevole, caotico e disordinato, non si è mai tenuto conto degli incombenti pericoli in quell’area. Chi doveva vigilare non lo ha fatto”
. Lo ha detto all’Ansa il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci al termine del Consiglio dei ministri.

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Napoli, la stazione di Porta Nolana si rifà il look dopo 50 anni

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Nel corso della mattinata odierna, alla presenza del Presidente della Regione Vincenzo De Luca, è stato presentato l’intervento di restyling della stazione di Napoli Porta Nolana dopo circa 50 anni.

Pertanto tale intervento è finanziato con risorse FSC 2014/2020 per un importo totale pari a 7,5 milioni, che ha visto la completa rifunzionalizzazione della stazione di Porta Nolana, punto terminale delle linee vesuviane di EAV nonché sede principale degli uffici di direzione aziendali.

Il progetto ha avuto l’obiettivo di rivedere in chiave odierna l’edificio originario costruito tra il 1972 e il 1975, su progetto di Giulio De Luca e Arrigo Marsiglia. L’intervento ha previsto, per il piano atrio, la realizzazione di nuove vetrate a tutta altezza, una razionalizzazione dei flussi in ingresso e in uscita, garantendo l’accessibilità alle persone a mobilità ridotta con la realizzazione di un ascensore per raggiungere le banchine di stazione.

Inoltre, è stato previsto il completo rifacimento del piano biglietteria esistente con la realizzazione di un piano ammezzato servito da due nuove scale ed un ascensore dove saranno allocati i locali tecnici di servizio per il personale EAV, indispensabili per garantire il regolare esercizio ferroviario; è stato eseguito il rifacimento delle pavimentazioni e dei rivestimenti, l’introduzione di nuovi elementi di arredo studiati ad hoc, l’eliminazione del controsoffitto esistente al fine di portare alla luce la struttura in c.a. originaria inizialmente a vista, nonché il completo rifacimento degli impianti elettrici, speciali, meccanici ed idrici.

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Sisma Campi Flegrei, pronto il giroscopio che misurerà la rotazione del suolo

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Pronto il prototipo di un giroscopio, un sensore utilizzato per rilevare la velocità di rotazione del suolo che aiuterà a monitorare in maniera sempre più approfondita l’area dei Campi Flegrei: è stato messo a punto dal gruppo multidisciplinare composto da Istituto Nazionale di Ottica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e Agenzia Spaziale Italiana.

Il giroscopio, che si trova nei laboratori dell’Ino-Cnr nel cuore dei Campi Flegrei, permetterà di migliorare la comprensione degli eventi sismici, fondamentali per lo studio della dinamica dei vulcani.

L’area dei Campi Flegrei è coperta da una rete capillare di sensori gestita dall’Ingv per il monitoraggio in tempo reale di diversi parametri fisici e chimici utilizzati per studiare l’attività sismica e vulcanica.

Il giroscopio, costituito da fibre ottiche avvolte con precisione attorno a una bobina di alluminio, permetterà di fornire informazioni complementari rispetto agli altri sensori sismici.

Il prototipo è stato calibrato durante una campagna durata cinque mesi, da maggio a settembre 2023, misurando le rotazioni del suolo indotte dai terremoti di bassa e media magnitudo.

L’obiettivo dei ricercatori è ora quello di migliorare la risoluzione e la stabilità dello strumento, in modo da realizzare un sistema completo per l’osservazione permanente delle rotazioni del suolo nell’area dei Campi Flegrei.
   

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