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Benevento

Arrestato ex calciatore del Benevento, Emanuele Agnello è finito in manette insieme all’ex compagno di squadra

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Un’aggressione a un loro conoscente prima, e ai carabinieri poi, è costata le manette a Emanuele Agnello e Francesco Perlingieri, due ex calciatori del Benevento. I due 21enni hanno vestito entrambi la maglia del Benevento. Agnello ha anche esordito in serie B con la maglia delle “streghe”. I due erano a Torre Annunziata, lungo via Vittorio Veneto, quando sono stati bloccati dai carabinieri mentre aggredivano un 19enne loro conoscente. I due non si sono fermati nemmeno alla vista dei carabinieri colpendo anche loro nel corso dell’aggressione.

Per entrambi è scattato l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale. Entrambi residenti a Scafati sono cresciuti nel club di serie B. Agnello è parente del killer del clan Gionta, Alfonso. Anche il 19enne aggredito sarebbe vicino al clan torrese. Trequartista di ruolo, Agnello è stato annunciato il giorno successivo all’arresto dal Locri in serie D. Perlingieri, invece, terzino destro di ruolo, era stato già svincolato lo scorso novembre.

Attualità

Qualità della vita: Napoli sprofonda al terz’ultimo posto, peggio fanno solamente Foggia e Caltanissetta.

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La classifica Qualità della vita prodotta dal Sole 24 Ore segnala una Napoli in discesa anche rispetto all’ultime rilevazione dello scorso anno. Il capoluogo partenopeo è infatti al 105esimo posto in Italia facendo registrare un -7 rispetto al 2022. Peggio di Napoli solo Caltanissetta e Foggia. 

Per la prima volta la provincia di Udine appare in testa alla classifica, davanti a Bologna e a Trento. Si tratta della prima volta per la provincia friulana, che mai aveva ottenuto un risultato così prestigioso dal 1990 (anno in cui fu realizzata la prima classifica). Le classifiche sono state prodotte attraverso una minuziosa analisi di 90 indicatori divisi in sei categorie: Ricchezza e consumi, Affari e lavoro, Demografia e società, Ambiente e servizi, Giustizia e sicurezza, Cultura e tempo libero. 

Per quanto concerne la classifica relativa alle città campane in testa Benevento 78esima (+4), seguita da  Avellino, posizionatasi al 79esimo posto (+5), da Salerno 88esima (+8) e da Caserta al 98esimo posto (+1). Chiude come detto Napoli al 105esimo posto, unica tra le città campane a peggiorare la propria classifica rispetto allo scorso anno.

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Attualità

Paduli. Al via l’undicesima edizione del torneo dell’infiorata

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Prenderà il via il 4 giugno prossimo, l’undicesima edizione del Torneo dell’Infiorata, a Paduli, in provincia di Benevento. Scenario del torneo sarà il magnifico impianto di via Ariella, campo in erba naturale tenuto magnificamente dalla famiglia Addazio, vero e proprio fiore all’occhiello non solo del paese sannita, ma di tutta la provincia.

Al torneo, che si svolgerà nella giornata di domenica 4 giugno, prenderanno parte le formazioni under 14 del Benevento Calcio, dell’Avellino, del Pescara, della Juve Stabia, del Sorrento e l’Accademia G.A del Frosinone. Il torneo, organizzato e promosso dalla Scuola Calcio San Rocco di Paduli, in sinergia con la parrocchia San Bartolomeo Apostolo di don Enrico Iuliano e con la collaborazione di Erga Sport, rientra nell’ambito dell’evento dell’infiorata, che si terrà a Paduli il dieci e l’undici giugno prossimi.

Un evento che mira alla valorizzazione del territorio, puntando alla integrazione ed alla socializzazione tra vecchie e nuove generazioni. Un momento importante che coniuga sport e passione per la propria terra e che da anni ormai, è diventato punto di ritrovo per adulti e bambini.

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Benevento. 47enne assunta per lavorare in un ospedale “costretta a fare la pendolare senza speranza di riavvicinarmi”

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La giornata lavorativa di Giovanna Santamaria, 47enne operatrice sociosanitaria, residente a Benevento, comincia alle 4.30 del mattino con un viaggio in auto per raggiungere l’ospedale di Cassino, dove ha trovato lavoro nel periodo dell’emergenza Covid. «La mia storia dice è simile a quelle di tanti altri lavoratori costretti ad andare via dalla propria città oppure costretti a decidere di viaggiare tutti i giorni per poter vivere dignitosamente e garantire il necessario alla famiglia. Fui convocata subito e, nel mese di aprile, cominciai a lavorare nei reparti Covid, cercando di soffocare la paura che mi attanagliava. In quella fase, di Covid si moriva ma, essendo rimasta vedova molti anni fa e avendo due figlie a carico, non ho potuto e saputo resistere alla prospettiva di un lavoro ben remunerato, nonostante fossi consapevole del rischio di essere contagiata, stando a contatto quotidianamente con persone malate».

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