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Arriva il vaccino anticancro, la prima dove è stata somministrata ieri, in via sperimentale, al Pascale di Napoli

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Ieri mattina al Pascale di Napoli è stata somministrata in via sperimentale la prima dose del vaccino anticancro per la cura del melanoma. “È una notizia che davvero ci riempie il cuore di speranza. Ovviamente il cammino è ancora lungo, ma è stato fatto un passo in avanti molto importante nella lotta contro il cancro”, ha commentato il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. “Complimenti al prof. Ascierto e a tutto l’Istituto Pascale che si conferma un’eccellenza mondiale nella cura dei tumori. La notizia di oggi è la dimostrazione che la Regione Campania ha fatto la scelta giusta quando, sei anni fa, ha deciso di concentrare importanti risorse finanziarie – oltre 157 milioni di euro – specificatamente nella ricerca oncologica. Ora dobbiamo andare avanti su questa strada, rimanendo concentrati su questo importante lavoro”, ha continuato in un post comparso sui social.

Il profesor Paolo Ascierto ha precisato che “ci vorrà qualche anno prima di avere i risultati di quest’ultima fase dello studio clinico, la fase III”. “La nostra speranza è quella di poter dare una nuova e più efficace opzione terapeutica a quanti più pazienti possibili. Ed è per questo che oggi è un grande giorno. Il vaccino, prodotto da Moderna – prosegue Ascierto – si basa sulla stessa tecnologia adottata per quelli contro il Covid, cioè utilizzando mRNA sintetici progettati per ‘istruire’ il sistema immunitario a riconoscere specifiche proteine, chiamati ‘neoantigeni’, che sono espressione di mutazioni genetiche avvenute nelle cellule malate.

Il suo scopo non è quello di prevenire la malattia ma di aiutare e supportare il sistema immunitario dei pazienti a riconoscere e ad attaccare più efficacemente il tumore. Certo, essendo una sperimentazione a ‘doppio cieco’ potremmo trovarci di fronte ad una dose di placebo. Secondo protocollo, infatti, né il paziente né l’oncologo sanno cosa gli è stato iniettato. Lo sapremo alla fine della sperimentazione” Il paziente che ha ricevuto la dose è Alfredo De Renzis, 71 anni di Carovilli, un paesino in provincia di Isernia. Medico di base, sposato con due figli, due anni fa scopre che dietro a una neoformazione cutanea si nasconde un melanoma. Dopo le prime cure ad Isernia arriva poi a Napoli, nel reparto del Pascale di Paolo Ascierto.

A settembre dello scorso anno ha una comparsa di metastasi linfonodali inguinali. Operato a novembre da Alfonso Amore dell’equipe di Corrado Caracò, inizia il 15 dicembre il trattamento con Pembrolizumab nell’ambito dello studio V904. Quasi in contemporanea con l’inizio dell’immunoterapia gli arriva la proposta di aderire alla sperimentazione della fase III del primo vaccino a mRNA di Moderna, ultimo step prima che il vaccino possa essere autorizzato dalle autorità regolatorie. “Ho accettato subito – dice De Renzis – . Mi sembrava doveroso per il mio ruolo di medico, per dare un contributo alla ricerca, ma anche perché confido in questa cura. Non ho mai avuto paura, sono sereno, forse anche fortunato perché l’immunoterapia non mi ha portato particolari effetti collaterali”.

“Che il primo paziente italiano riceva un vaccino anti-cancro a mRNA per melanoma sia trattato al Pascale – dice il direttore scientifico dell’Irccs partenopeo, Alfredo Budillon – conferma il consolidato prestigio internazionale dell’Istituto per questa patologia, ma anche per l’esperienza maturata nello sviluppo dei vaccini antitumorali partendo dal banco di laboratorio per arrivare al letto del malato che abbiamo dimostrato in questi anni anche in altre patologie”. Grande emozione per il direttore generale del Pascale, Attilio Bianchi: “Siamo onorati – dice – che il Pascale sia il primo centro in Italia a partecipare alla sperimentazione del primo vaccino a mRNA contro il cancro. Si apre una frontiera completamente nuova, e siamo orgogliosi di esserne protagonisti”.

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Una foglia di marijuana compare sulla facciata di Montecitorio, il deputato Magi: “La Germania dimostra che legalizzarla è possibile, facciamolo”

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Nel corso della serata di ieri è comparsa l’immagine di una foglia di marijuana sulla facciata di Palazzo Montecitorio, dopo che la Germania ha annunciato la legalizzazione della cannabis, mentre in Italia si sceglie di favorire la Mafia alla legalità e sicurezza.

A tal proposito il segretario di +Europa, Riccardo Magi, ha così scritto pubblicando le immagini sopracitate:

“La Germania dimostra che legalizzare la cannabis è possibile. Facciamolo: basta votare le nostre proposte di legge già depositate che vanno proprio nella direzione indicata da Berlino, e c’è la possibilità di firmare per la proposta di legge di iniziativa popolare Io Coltivo”.

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Napoli si schiera contro le guerre con una manifestazione in piazza: presenti vertici Cgil e diverse associazioni

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Napoli si schiera contro le guerre, e lo fa con una manifestazione alla quale hanno partecipato stamane Cgil e diverse associazioni che si sono incontrate a Largo Berlinguer per chiedere un immediato ‘cessate il fuoco’.

Erano presenti insieme ai vertici della Cgil Napoli e Campania, l’ANPI, il Comitato Pace e Disarmo, il Coordinamento per la democrazia costituzionale, la comunità palestinese ed ucraina, Greenpeace, UDI, Pax Christi, Cidis, Cnca, Legambiente, Federconsumatori, Un ponte per, Donne in nero, Ascender, Libera, Figli in Famiglia, Nurige, Cittadinanza Attiva, Arci, Terra di confine.

Inoltre, c’erano anche altri giovani, lavoratori e pensionati, padre Alex Zanotelli, Antonio Bassolino e Omar Suleiman. Ecco le parole del segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci:

“Napoli non può rimanere ferma e indifferente, questa città deve lanciare un segnale anche per riaffermare un ruolo dell’Europa nella costruzione di un percorso che porti alla pace. Va ridotta la spesa militare a favore di quella sociale, bisogna fermare l’industria militare, ricostruire un clima di convivenza e sicurezza per tutti i popoli”.

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Scontri Polizia-studenti a Pisa, la denuncia di una madre: “Mia figlia è stata presa a botte dagli agenti senza potersi difendere”

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La pedagogista Sara Costanzo ha denunciato attraverso i social quanto accaduto ieri mattina a Pisa, dove i minorenni sono stati caricati e presi a manganellate dalla Polizia.

In particolare, era in corso una manifestazione pacifica per chiedere il ‘cessate il fuoco’ in Palestina, alla quale avevano preso parte meno di 150 giovani, quasi tutti minorenni, che stavano sfilando da piazza Dante verso il Polo Didattico di San Rossore passando da piazza dei Cavalieri.

Ecco le dichiarazioni della donna:

“Mia figlia, minorenne, ha fatto accertamenti per le ecchimosi dovute alle botte che ha preso stamani. Poco fa mia figlia è stata dimessa dall’ospedale Lotti di Pontedera. Ringrazio il personale sanitario per il sostegno che hanno dato a Gemma, con affetto e professionalità. Caduta in terra per le spinte ricevute è stata investita da un poliziotto che ha preso di mira la sua gamba destra, a manganellate. Mia figlia non poteva difendersi, ha detto al poliziotto di fermarsi, ma non è stato così. Comunque Gemma lunedì rientra a scuola, a testa alta. Quanto a voi poliziotti, con quali occhi stasera guardate in faccia i vostri figli? Ancora ho il disgusto e i brividi per quello che è accaduto a mia figlia, e ai nostri studenti. Ringrazio tutti i miei colleghi e tutti gli amici, che in questo momento così orribile sono scesi in questa piazza stasera. Sono vicina ai genitori degli altri nostri studenti, picchiati e spaventati. Mi commuove tanto, tutto questo. Non mi fa paura il male. Mi fa ribrezzo. Come la viltà”.

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