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Politica

SANT’ANTIMO. Il PD locale come la volpe che non arriva all’uva. Tra poco Edo D’Antonio scioglie le proprie riserve

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SANT’ANTIMO “Quando la volpe non può arrivare all’uva, dice che è acerba”. Con questo proverbio si potrebbe definire l’azione di aggregamento in questa campagna elettorale da parte del PD locale. Nella stessa giornata, martedì scorso, due testate, compresa la nostra, pubblica la notizia sulla trattativa Buonanno-Edo D’Antonio e Tarantino, ma chi viene definito come testata che ha emanato una fake news dai dem locali? La nostra! L’unica che a corredo ha descritto anche nomi, fatti e circostanze, ossia dell’intercessione dell’ex Consigliere Armando Cesaro e non si capisce, come mai, l’ex Consigliere dem Damiano, vero dominus della coalizione Buonanno, non disdegna di farsi vedere in giro in auto in città mentre i suoi colleghi di partito considerano l’esponente di Italia Viva come la rogna.

Forse è proprio questa divergenza di visioni sui vari endorsement poco graditi che ha scaturito anche la fuga di notizie sulla trattativa imbastita dal duo Damiano-Buonanno ma è al gradito scambio di chiacchiere ma rifiuto secco da parte di Edo D’Antonio che saltano i piani dell’ex Sindaco che avrebbe voluto la trattativa del tutto silente.

È chiaro a questo punto anche la natura del post del PD locale all’indomani delle nostre indiscrezioni che smentiva la notizia che artatamente qualcuno di loro, forse anche per far saltare il banco di un deus ex machina poco autorevole, aveva regalato ad un collega del territorio.

Dal canto suo Edo D’Antonio ha comunicato ai suoi interlocutori che le sue idee sono sempre state chiare e le sue visioni sempre condivise da altri esponenti politici del territorio e che da qui a breve avrebbe anche sciolto le proprie riserve dichiarandosi senza se e senza ma al sostegno di Nicola Marzocchella, perché da sempre anche redattore de “La Carta di Sant’Antimo” e a breve tutta la cittadinanza sarebbe venuta a conoscenza delle proprie scelte. Da qui la fuga dei polpastrelli dem sulle tastiere a smentire la nostra notizia.

Politica

Arco di Torre Cervati, la denuncia di Forza Italia dopo il sopralluogo: “Non è possibile lasciare un manufatto del ‘700 in questo stato”

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Una delegazione di Forza Italia, composta dal presidente della Commissione Bicamerale per gli Affari regionali nonché senatore Francesco Silvestro, e dal capogruppo in Consiglio comunale di Napoli Iris Savastano, ha compiuto un sopralluogo all’Arco di Torre Cervati in via Torre Cervati, tra via Manzoni e via Caravaggio, dopo le proteste dei residenti per lo stato di abbandono, i rischi per l’incolumità e i problemi per la viabilità.

In particolare l’Arco di Torre Cervati, residuo della fortificazione militare risalente al Medioevo, che nel ‘700 costituiva l’ingresso alla Masseria dei marchesi Patrizi di Ripacandida, è stato transennato a maggio 2023 dopo il distacco di pietre; poco dopo è stato nuovamente abbandonato, trasformandosi in una discarica di rifiuti.

Sulla questione è intervenuto lo stesso Silvestro, che ha così dichiarato:

“Il sindaco Manfredi e il presidente della Decima Municipalità devono prendere coscienza di questo caso di degrado e di abbandono e del disagio dei residenti. Non è possibile lasciare in questo stato un manufatto del ‘700 che ha un valore storico e culturale in una città che vuole offrire ai turisti le testimonianze della sua storia. Ho presentato un’interrogazione sull’Arco di Torre Cervati al Ministero della Cultura, che ha accertato che la proprietà dell’Arco è del Comune. Manfredi e il presidente della Decima Municipalità non possono continuare a fare finta di niente. Per Forza Italia questa è la prima iniziativa di una campagna politica ‘boots on the ground’, con i piedi sul territorio, tra la gente, per costringere Comune e Regione ad affrontare i problemi del Paese reale”.

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Carta d’identità elettronica Acampora (PD): “A Napoli zero attese, e un modello da imitare”

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“Questa mattina la stampa nazionale sottolinea i troppi lacci e lacciuoli della pubblica amministrazione per ottenere passaporti e carte d’identità elettroniche. Ebbene Napoli non solo è in linea con i numeri nazionali sui primi, con tempi comunque biblici che vanno abbattuti, ma sulle CIE la nostra città è seconda solo a Genova e nettamente meglio di Roma, Torino e Milano: è il successo della rivoluzione digitale portata avanti nelle dieci municipalità, è un grande risultato dell’amministrazione Manfredi che difende la città non chiacchiere e proclami ma con i fatti, con i grandi cambiamenti nelle piccole cose”. Così in una nota Gennaro Acampora, capogruppo del Partito Democratico nel consiglio comunale di Napoli.

“Il nuovo sistema smart, introdotto lo scorso luglio grazie al sindaco, ha consentito di ridurre da tre mesi a tre giorni i tempi di attesa per l’appuntamento, con conseguente abbattimento di file allo sportello – sottolinea Acampora – basti pensare che nel periodo che va dall’attivazione del servizio fino a gennaio scorso sono state emesse 68.624 carte d’identità elettronica pari ad una media di circa diecimila CIE al mese. Una produttività che non ha pari tra le grandi
città del paese, grazie anche al nuovo personale che con il concorso del 2021 – voluto sempre da questa amministrazione – ha potenziato il personale delle municipalità al Servizio Anagrafe. Lavoriamo perché questi risultati siano solo una tappa del percorso di ammodernamento e digitalizzazione del Comune di Napoli, affinché sia un modello da
seguire a livello nazionale”

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Attualità

Ancora manifesti di De Luca contro la Meloni, Fdi sulla vicenda annuncia di aver presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno

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“Vincenzo De Luca continua nel totale disprezzo delle Istituzioni ad utilizzare le risorse della Regione Campania, e quindi di tutti i cittadini, per i suoi interessi politici. Oggi è stato diffuso l’ennesimo manifesto, il secondo, nel quale con tanto di logo della Regione Campania attacca il governo Meloni diffondendo le ennesime falsità. È un comportamento inaccettabile che conferma l’arroganza di De Luca che sottrae risorse ai campani per finanziare la sua personale, e discutibile, attività politica. Infatti, come la Regione Campania stessa ha confermato, questi manifesti sono realizzati utilizzando le risorse dedicate alla comunicazione istituzionale. Un vero e proprio abuso”.

Così, in una nota, il senatore di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone, coordinatore regionale in Campania, che sulla vicenda annuncia di aver presentato “un’interrogazione al ministro dell’Interno, per chiedere se sia lecito che De Luca utilizzi il logo istituzionale della Regione Campania e delle relative risorse per propaganda politica; ma soprattutto chiederò che i consiglieri regionali, che hanno già presentato un esposto alla Corte dei Conti per il precedente manifesto, denuncino anche questa nuova affissione. Confidiamo – conclude Iannone – che la magistratura contabile faccia giustizia, mettendo fine a questo sperpero di risorse pubbliche”

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