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Cronaca

Matteo Messina Denaro, chiesta condanna a 20 anni per la sorella Rosalia

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I Pm della Dda di Palermo Piero Padova e Gianluca De Leo hanno chiesto la condanna a 20 anni di carcere per la sorella di Matteo Messina Denaro, Rosalia, accusata di associazione mafiosa aggravata e ricettazione.

La donna è in carcere dal marzo dell’anno scorso e secondo gli inquirenti avrebbe aiutato per anni il fratello a sottrarsi alla cattura, gestendo per suo conto la cassa della famiglia mafiosa e la rete di trasmissione dei pizzini, consentendo al capomafia di mantenere i rapporti durante la latitanza.

Caivano

CAIVANO. Il paese dei balocchi e delle notti insonni: la movida fuori controllo

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CAIVANO – C’è una Caivano che vive sugli schermi degli smartphone, geometricamente perfetta, illuminata dai filtri delle storie di Instagram e raccontata con la leggerezza disimpegnata di chi ha confuso l’amministrazione di una città complessa con l’organizzazione di un villaggio turistico. È la Caivano dei post istituzionali, delle inaugurazioni a favore di telecamera e persino – tocco di indiscutibile classe amministrativa – di video e balletti social interpretati da esponenti delle istituzioni, intenti a promuovere la “freschezza” e la “leggerezza” di una presunta nuova primavera locale.

Poi, però, c’è la Caivano reale. Quella che, spenti i riflettori della propaganda e posati i telefoni, si ritrova a fare i conti con l’esasperazione, il degrado e l’abbandono. Quella in cui i cittadini, esausti e privati dei diritti più elementari, sono costretti a prendere carta e penna per implorare un briciolo di ordine pubblico.

L’ultimo esempio di questo cortocircuito tra finzione e realtà si consuma in Piazza Campiglione. Le segnalazioni giunte in redazione descrivono uno scenario a dir poco estenuante, una fotografia impietosa di un’area storicamente centrale e devota – posta com’è proprio dinanzi al Santuario – trasformata in una terra di nessuno.

Da un lato, i residenti denunciano il progressivo scivolamento della piazza in un limbo di illegalità e indecoro: continue scorribande di biciclette elettriche a tutta velocità, schiamazzi selvaggi, consumazione di sostanze stupefacenti negli angoli più appartati e, come se non bastasse, atteggiamenti osceni che urtano la sensibilità delle famiglie e dei passanti. Quella che doveva essere un’oasi di serenità è diventata il teatro di una quotidiana violazione della decenza pubblica.

Dall’altro lato della stessa piazza, la situazione si fa se possibile ancora più insostenibile a causa di una gestione della “movida” totalmente fuori controllo. Gli esposti indirizzati alla Polizia Locale parlano chiaro: nei fine settimana, il perimetro attorno al “Bar Campiglione” si trasforma in un girone dantesco. Musica ad alto volume fino a notte inoltrata, assembramenti caotici sulla pubblica via e un inquinamento acustico intollerabile che rende impossibile il riposo notturno. A questo si aggiunge il totale caos della viabilità: passi carrabili sistematicamente occupati dalle auto dei clienti, residenti letteralmente sequestrati nelle proprie abitazioni e impossibilitati a uscire anche in caso di emergenza, mentre il concerto di clacson e motori accesi fa da colonna sonora alle notti caivanesi.

Di fronte a questo disastro, qual è la risposta dell’Amministrazione guidata dal sindaco Antonio Angelino? Il silenzio, mascherato da festosa distrazione. Questa giunta ha più volte sbandierato l’esigenza di animare il territorio, di importare modelli di movida e di promuovere l’intrattenimento. Intento legittimo, sia chiaro: l’introduzione di nuovi fenomeni sociali, culturali ed economici è un fattore positivo per qualsiasi comunità. Il problema, drammatico, sorge quando si confonde l’animazione con l’anarchia. Un’amministrazione matura sa che la nascita di una zona di movida richiede, come prerequisito assoluto, un rigido sistema di regole, controlli e tutele per chi in quei quartieri ci vive e ci dorme.

Invece, a Caivano si è scelta la via più comoda: importare il fenomeno senza governarlo, inseguendo il consenso facile ed elettorale dei grandi eventi, per poi girarsi dall’altra parte quando si tratta di gestire gli effetti collaterali. È emblematico, quasi paradossale, che a fronte di una movida che si protrae fino a notte fonda, questa Amministrazione non abbia mai neanche pensato di estendere i turni della Polizia Locale. Il servizio dei caschi bianchi termina inderogabilmente alle ore 20:00, lasciando completamente scoperte e sguarnite proprio le ore più sensibili e problematiche della notte. Come a dire: la festa è aperta a tutti, ma dopo le otto di sera ognuno si difenda come può.

Il sospetto, che col passare dei mesi si fa certezza, è di trovarsi di fronte a un’amministrazione schiava della propria stessa propaganda. Un sistema politico che preferisce alterare la percezione della realtà piuttosto che governare i problemi strutturali della città. Ma i balletti su TikTok e le narrazioni patinate non bastano più a coprire il rumore dei clacson, gli schiamazzi e il senso di impotenza di chi si vede negato il diritto al riposo e alla sicurezza.

Governare significa fare delle scelte, assumersi delle responsabilità e trovare un equilibrio tra il legittimo svago e il sacrosanto diritto alla vivibilità. Se l’Amministrazione Angelino vuole dimostrare di essere qualcosa in più di una semplice agenzia di animazione per eventi, metta da parte i filtri social e risponda ai cittadini di Piazza Campiglione. Perché una città senza controlli non è una città più viva: è solo una città più debole.

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Afragola

Blitz all’Ikea, il sesso all’aperto non si ferma: altri due uomini denunciati dalla Polizia Locale

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AFRAGOLA – Non si ferma l’ondata di degrado nelle aree adiacenti al centro commerciale Ikea e al cimitero cittadino. Continuano infatti senza sosta i controlli straordinari della Polizia Locale, guidata dal Dirigente Comandante Colonnello Antonio Piricelli, volti a contrastare un fenomeno ormai diventato una costante e preoccupante consuetudine: incontri intimi tra uomini in pieno giorno e alla luce del sole.

L’ultimo episodio ha portato al fermo di altri due cittadini di sesso maschile. Gli agenti in borghese, dispiegati sul territorio proprio per monitorare la zona, hanno colto i due in flagranza di reato mentre compivano atti osceni e contrari alla pubblica decenza in un’area delimitata da una sbarra, a ridosso del parcheggio commerciale e dei confini autostradali. Per entrambi è scattata la denuncia a piede libero all’Autorità Giudiziaria.

Il modus operandi, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, segue sempre lo stesso schema: un continuo via vai di auto, sguardi d’intesa, l’approccio e poi la ricerca di un’intimità esibita senza alcuna vergogna, a pochi passi da luoghi ad altissimo transito.

Il ripetersi di questi episodi solleva una riflessione necessaria sulla gravità di un fenomeno che non può più essere liquidato come semplice “inciviltà”. Ciò che allarma maggiormente non è solo la reiterazione degli atti, ma la totale assenza di rispetto per il contesto circostante.

Parliamo di un’area frequentata quotidianamente da famiglie, donne e bambini diretti al centro commerciale, ma soprattutto situata a pochissima distanza dal cimitero comunale, un luogo sacro per antonomasia che richiede silenzio, memoria e rispetto. Consumare rapporti sessuali in pieno giorno in un quadrante così sensibile rappresenta una ferita profonda per la comunità locale e un insulto al senso del pudore collettivo. L’intensificazione dei controlli e l’uso di agenti in borghese disposti dal Comandante Piricelli sono la risposta necessaria a un degrado intollerabile, un segnale forte per ribadire che la legalità e la decenza non possono essere messe in secondo piano.

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Afragola

Paura all’esterno del “Montalcini”: Studenti Armati Minacciano i Compagni

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AFRAGOLA – Momenti di forte tensione si sono vissuti questa mattina in via delle Marche, all’esterno dell’Istituto Rita Levi Montalcini. Quello che doveva essere un normale inizio di giornata scolastica si è trasformato in uno scenario di pericolo, sventato solo grazie al pronto intervento degli agenti della Polizia Locale di Afragola. Durante il consueto servizio di vigilanza scolastica, volto a garantire la sicurezza degli studenti durante l’ingresso in aula, gli agenti sono stati allertati dalle urla dei passanti. La segnalazione era allarmante: due studenti, iscritti allo stesso istituto, stavano minacciando i propri compagni impugnando oggetti atti ad offendere. La pattuglia è intervenuta immediatamente, individuando e bloccando i due minori prima che la situazione potesse degenerare in violenza fisica. Gli oggetti pericolosi sono stati prontamente recuperati e messi in sicurezza. Sul luogo dell’accaduto è giunto tempestivamente il Comandante Colonnello Antonio Piricelli, che ha coordinato le operazioni e disposto il sequestro del materiale bellico improprio. Data la gravità dell’episodio e la minore età dei protagonisti, la Polizia Locale ha attivato un protocollo rigoroso: Convocazione dei Genitori: I familiari dei giovani sono stati invitati a presentarsi presso il Comando. Servizi Sociali: Sono state allertate le assistenti sociali per avviare le valutazioni di competenza sul contesto familiare e sociale dei ragazzi. Autorità Giudiziaria: Gli studenti sono stati denunciati a piede libero all’Autorità Giudiziaria competente.

“La presenza costante della Polizia Locale davanti alle scuole è fondamentale non solo per la viabilità, ma soprattutto per la tutela dell’incolumità dei nostri ragazzi,” sottolineano dal Comando. L’episodio riaccende i riflettori sul tema del disagio giovanile e della sicurezza negli ambienti scolastici, confermando l’importanza del presidio territoriale come deterrente contro la criminalità e il bullismo.

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