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SANT’ANTIMO. I supporters di Buonanno hanno messo in moto la macchina del fango che potrà rivelarsi per loro un vero boomerang

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SANT’ANTIMO – Si avvicina la data che stabilirà i nastri di partenza ufficiali della campagna elettorale. Le nomenclature sono quasi fatte e con esse anche la conta delle probabili preferenze e chi è oggettivamente in svantaggio secondo i pronostici ha già messo in moto la macchina del fango tesa ad operare come arma di distrazione di massa che vorrebbe far cadere le attenzioni di organi sovracomunali lontane dalle sue candidature.

È quello che sta succedendo sui marciapiedi santantimesi in questi giorni, dove i supporters di Massimo Buonanno, hanno cominciato a sguinzagliare i cappucci e le marionette per instillare nell’opinione pubblica santantimese l’idea che tra le file di Nicola Marzocchella si annidano candidature posticce e/o vicine ad ambienti malavitosi.

Praticamente, se questi fossero convinti delle dicerie diffuse agli angoli dei bar cittadini, risulterebbe innegabile che stanno a guardare la pagliuzza nell’occhio dei loro competitor senza vedere la trave che c’è nei loro occhi e in quelli dei loro colleghi di coalizione.

Infatti dai santini che stanno girando già sui social, si individuano almeno tre o quattro candidature tra le file della coalizione Buonanno che potrebbero creare seri fumus all’indomani di una probabile vittoria dell’ex Sindaco.

Tra parenti di primo grado e affini di pregiudicati – perfino detenuti al 41bis ritenuti affiliati al clan dei casalesi – e personaggi borderline del territorio si può dire che la coalizione di Buonanno probabilmente sarà quella che ne offrirà un numero consistente. Così come c’è da precisare che tutte questi candidati sono persone oneste con onorabilità illibata e libere di potersi candidare poiché non presentano carichi pendenti negativi ma che hanno un solo difetto, se così lo si può chiamare, quello di appartenere a qualche personaggio poco raccomandabile in città e le parentele si sa non sono né ricercate né tanto meno scelte ma possono creare fumus importanti ai fini di un probabile nuovo scioglimento per ingerenze della criminalità organizzata.

Quindi se la macchina del fango messa in moto dagli accoliti di Buonanno fosse stata messa in moto inconsapevolmente è giusto che anche loro sappiano che questa strategia potrebbe diventare un vero e proprio boomerang. Se al contrario, invece, la strategia fosse stata messa in campo con la consapevolezza di alcune parentele dei loro candidati, è legittimo pensare che forse è stata messa in atto per deviare le attenzioni verso la coalzione del loro diretto competitor. Una cosa è certa! Un comune già sciolto per infiltrazioni camorristiche non può permettersi un altro scioglimento per colpa del principio della vittoria a tutti i costi.

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Editoriale

SANT’ANTIMO. Marzocchella getta la maschera del civismo e si dichiara leghista, forzista e meloniano

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SANT’ANTIMO – Chiusa ieri la campagna elettorale del ballottaggio con i due eventi dei candidati a Sindaco Massimo Buonanno e Nicola Marzocchella, dove quest’ultimo, reduce dall’insuccesso collezionato al primo turno, ha dovuto gettare la maschera e insieme ai suoi aficionados, vedendo come il suo competitor ha strutturato la sua campagna elettorale, restando fedele ai propri ideali, non nascondendo simboli ed eletti sovracomunali, seguendo le sue orme e per restare al passo, ha dovuto svelare la propria vera identità.

Con l’incontro in settimana col coordinatore napoletano di Fratelli d’Italia Marco Nonno dichiaratosi da sempre orgogliosamente fascista, la promozione elettorale europea fatta ad Aldo Patriciello della Lega e con la chiusura di campagna elettorale con gli interventi di Catello Maresca e il Senatore Franco Silvestro, Nicola Marzocchella ha comunicato alla città di aver abbandonato, in corso d’opera, l’idea del civismo per intraprendere un’identità più precisa, ossia quella di centrodestra, leghista e meloniana.

Sarà un’idea azzeccata quella di togliersi la maschera del civismo brandendo le bandiere della Lega, di Fratelli d’Italia e di Forza Italia? Lo scopriremo solo lunedì sera ma una cosa va riconosciuta all’architetto santantimese: il coraggio di essersi dichiarato appartenente agli stessi partiti che neanche due giorni fa hanno votato l’Autonomia differenziata, una legge che metterà in ginocchio la parte bassa dello stivale per sempre.

Complimenti a Marzocchella per questa trovata promozional-propagandistica. Sarebbe bello invece sapere cosa ne pensano di tutto questo Peppe Italia, quelli di Agorà ed Edo D’Antonio che poche settimane fa, pur ammettendo la sua amicizia con Armando Cesaro, tenne a precisare che il suo alveo naturale sia sempre stato quello di sinistra opposto a Forza Italia. Insomma una leggera confusione all’interno della coalizione Marzocchella. Che Dio la mandi buona a tutti i santantimesi.

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Caivano

CAIVANO. Sono partiti gli abbattimenti degli edifici abusivi. Scomparsi tutti i moralizzatori che volevano legalizzare l’illegalità

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CAIVANO – Da alcuni giorni, in via Pietro Micca, sono cominciate le escalation della Procura della Repubblica in merito agli abbattimenti degli immobili sorti abusivamente. Il Giudice Penale attraverso lo strumento denominato R.E.S.A. – Registro Esecuzione Sanzioni Amministrative – condanna l’abusivo alla demolizione in danno del proprio manufatto ed è quello che sta accadendo nella strada sopra citata. Nei giorni a venire, si vocifera che saranno abbattuti altri immobili privi di concessione edilizia.

Appare singolare però il silenzio assordante dei giustizieri dell’illegalità, quelli che seduti nei banchi dell’opposizione, seguiti da uno stuolo di avvocati che sul web si vantavano degli enormi successi ottenuti negli altri comuni e con la speranza di ottenere qualche incaricuccio anche nel comune gialloverde, compulsavano e non poco le Orselle Russo, gli Antonio Angelino, i Gaetano Ponticelli e pure qualche membro della maggioranza, tipo Pippo Ponticelli e Giamante su tutti.

Ora, al di là dei guai giudiziari di qualcuno di essi che legittimamente, oggi sarebbe distratto da altri pensieri, ma tutti quelli che continuano a professarsi innocenti e incensati dal Signore che fine hanno fatto? Come mai non si legge neanche una virgola contro i provvedimenti decisi dalla Procura della Repubblica? Come mai non si compulsa la terna commissariale facendole presente tutte le sentenze della cassazione, tribunali, giudici di pace e circoletti della Madonna dell’Arco vari come avveniva un tempo con l’Amministrazione Enzo Falco? Che fine hanno fatto gli avvocati bravi che vincevano i processi? Perché non hanno richiesto incontri bilaterali con i Commissari? Dove è finita tutta la demagogia e il populismo dell’epoca?

Ovviamente, non ci si può recare da un Commissario prefettizio, uomo di governo, a chiedere di legalizzare l’illegalità, solo i preti ci riescono. Così come non si può indurre lo Stato a pensare che dietro tali richieste ci sia una clientela politica da accontentare. Così ognuno si fa i fatti suoi e rimandano la vendita della loro onestà, illibatezza e integrità a un mese prima delle prossime elezioni. E come si dice a Caivano: “friariè fatt’accattà ‘a chi nun te sape!”

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Analisi del voto Europee a nord di Napoli. La propaganda di regime non attecchisce. La gente vuole il Reddito di Cittadinanza

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NAPOLI – Le urne a nord di Napoli confermano il dato dell’Italia Meridionale. La conurbazione a nord di Napoli è scissa in due, da un lato quelli che si sono fatti incantare dalle sirene della propaganda di regime e le omelie di Patriciello e dall’altro lato gli assistenzialisti e gli antifascisti.

Un risultato scontato nelle città a nord di Napoli è stato quello del Movimento 5 Stelle che al netto dell’intestazione del merito di chicchessia, il partito dei grillini vanta ancora un voto liquido pesante, dettato dalla speranza di un ritorno del vecchio Reddito di Cittadinanza, ma andiamo ad analizzare comune per comune, partendo dal più grande e da quello che finora si è contraddistinto per ideologia politica: Afragola.

Nella città normanna, oltre ogni aspettativa, stravince il M5S col 22,23% seguito dalla normalità cittadina dove ancora una volta l’ex Senatore Nespoli mostra i muscoli con la Lega, facendo affermare il partito del carroccio al 17,37% trainato dalle 2022 preferenze di Angela Russo. Terzo in città il partito del Presidente del Consiglio Biagio Castaldo che però è più trainato dal voto liquido di Giorgia Meloni che dalle preferenze dell’architetto, dato che il suo candidato si ferma alle 431 preferenze. Il governo cittadino formato dal duo Lega-Fdi è seguito a ruota da Forza Italia dove gli sforzi partiti dai banchi dell’opposizione di Gennaro Giustino si fermano al 13,57% con le 1356 preferenze di Fulvio Martusciello, ovviamente questo il risultato da spartirsi con l’altro consigliere di opposizione Giacinto Baia. Ottima prova invece, dell’oramai scomparso partito democratico che colleziona il 13,45% complice anche la spinta del duo Ruotolo-Annunziata. Un risultato che sicuramente fa bene all’immagine del giovane Pri – Pasquale Rosario Iazzetta – segretario cittadino. Chi invece si afferma terza forza sul territorio dopo Nespoli e Giustino è il nuovo che avanza già Presidente dell’Afragolese Calcio Raffaele Mosca che con l’aiuto del suo gruppo consiliare “Più Europa” porta a corredo dell’avellinese Alfonso Maria Gallo ben 971 preferenze facendo attestare la lista “Stati Uniti d’Europa”, che a livello nazionale non supera la soglia di sbarramento, al 10,03%.

A Caivano invece, non bastano le sirene propagandistiche della Meloni e le omelie del prete Patriciello. La comunità gialloverde chiede a gran voce il Reddito di Cittadinanza e lo fa attraverso il voto liquito regalato a Giuseppe Conte che durante questa campagna elettorale ha persino invocato il “Reddito di Cittadinanza Europeo”. Chi conosce bene le problematiche e le vive dal di dentro non vota Meloni. Infatti quei pochi del Parco Verde che si sono riversati alle urne hanno preferito barrare il simbolo pentastellato che nel comune gialloverde sbaraglia col suo 32,88%. Ovviamente un risultato che non va attribuito per niente a chi furbescamente ha tentato di accreditarsi il merito facendo stampare il suo faccione accanto a quello di Giuseppe Conte, invitando i caivanesi a barrare solo il simbolo. Sto parlando del deputato Pasqualino marsupio Penza che ha incentrato la sua campagna elettorale sfruttando il vento d’opinione del suo partito. A chi invece va dato merito del risultato, ovvero delle 650 preferenze di Danilo Della Valle sicuramente all’ex Consigliere Francesco Giuliano e al suo gruppo di fedelissimi che pancia a terra hanno effettuato il caseggiato con fac-simile a corredo. Non bastano le strette di mano riprese fugacemente dal social media manager di turno ai fratellini d’Italia caivanesi, dato che il loro candidato, Ambrosio, non va oltre le 267 preferenze. Mentre il partito della fiamma raccoglie il consenso della destra caivanese attraverso la figura della Premier Giorgia Meloni. Ma Caivano si sa, non è mai stata di destra e quei 1344 che hanno scritto Giorgia sulla scheda, sicuramente sono stati eterodiretti dalla fede cristiana e dalle sirene di una pseudoriqualificazione del territorio che ha potuto incantare solo qualche stolto commerciante che spera che dal tavolo del centrodestra cada qualche briciola di pane per poter guarire i propri guai giudiziari e finanziari. Al terzo posto troviamo un ringalluzzito PD che formato dai componenti di sempre fanno registrare il 14,80% dei consensi, trainati dal successo un po’ diffuso in tutti i comuni della provincia di Napoli di Lello Topo con le sue 502 preferenze. Ovviamente questo è un bottino che il PD deve dividersi col leader di Caivano Conta Antonio Angelino, conosciuto come figlioccio dell’ex Sindaco di Villaricca. Da indiscrezioni raccolte in esclusiva da Minformo, una volta cercato di intestarsi il risultato su Topo, l’ex Consigliere ha intenzione di effettuare una nuova OPA nel PD cittadino e rientrare nel partito dalla porta principale. Bisogna vedere come la pensano i senatori del partito a partire da Mimmo Semplice e Franco Marzano.

Chi invece non teme spartizioni e si intesta l’intero successo del PD cittadino è il Sindaco di Cardito e vicesindaco metropolitano Giuseppe Cirillo che fa registrare il partito dem come primo partito sul proprio territorio col 34,83% portando a corredo di Lello Topo ben 2207 preferenze. Cirillo stacca considerevolmente il suo antagonista Peppe Barra che con la candidatura di Sandra Lonardo Mastella in Stati Uniti d’Europa riesce a collezionare solo 900 preferenze, riuscendosi a prendere solo la magra consolazione di far collezionare alla lista “Stati Uniti d’Europa” che non ha raggiunto la soglia di sbarramento a livello nazionale, il 15,28% classificatosi terza sul territorio dietro al voto interamente liquido del Movimento 5 Stelle.

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