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Lavoro

Bankitalia, Fabio Panetta: “Calo demografico pesa sul lavoro, serve un maggior flusso di immagrati regolari”

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“L’agenda è chiara, e può essere realizzata. E va realizzata per tornare a crescere e per contare in Europa, e con l’Europa contare nel mondo”.
Lo dice il Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta riferendosi alle sfide globali che impongono di rafforzare la capacità di azione comune, unico modo “per superare l’attuale fase di appannamento”.

Secondo Panetta, “l’avanzamento dell’integrazione europea è la risposta ai mutati equilibri geopolitici e al rischio di irrilevanza cui i singoli Stati membri sarebbero altrimenti condannati dalla cruda aritmetica dei numeri”. Decisi aumenti dei tassi di occupazione “potrebbero arrivare a controbilanciare gli effetti del calo demografico e mantenere invariato il numero degli occupati. E’ inoltre possibile che un sostegno all’ occupazione derivi da un flusso di immigrati regolari superiore a quello ipotizzato dall’Istat”.

Che poi conclude, “non siamo condannati alla stagnazione. La ripresa registrata dopo la crisi pandemica è stata superiore alle previsioni e a quella delle altre grandi economie dell’area”.

(fonte: Ansa)

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Lavoro

Ugl Metalmeccanici, il segretario Spera: “Il Governo convochi un tavolo su Industria Italiana Autobus”

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“Invitalia e Leonardo siano garanti di un progetto individuale dell’unica azienda Italiana che produce autobus. La decisione del governo sulla cessione delle quote di Industria italiana autobus è stata troppo affrettata, porta in un vicolo cieco. L’Ugl Metalmeccanici dà, nell’immediato, disponibilità a trovare soluzioni che non possano essere solo per l’interessamento del gruppo Seri, ritenendo esserci troppi dubbi per un progetto molto importante e dove il governo ha investito 200 milioni di euro. Ad affermarlo è Antonio Spera, segretario dell’Ugl Metalmeccanici, che chiede al governo di “fare un passo indietro rispetto alla cessione a un gruppo imprenditoriale della provincia di Caserta ritenuto, sia dall’UglM sia dai lavoratori, poco adatto al tipo di produzione industriale dell’azienda”.
 
“C’è bisogno – prosegue Spera – di convocare un tavolo con tutti i soggetti industriali, con le Regioni in presenza dei loro rispettivi governatori oltre a Invitalia e Leonardo per rivedere tale operazione dagli aspetti gravissimi, inaccettabili, che desta molta preoccupazione. Il governo riapra la trattativa per verificare una eventuale offerta di altra cordata imprenditoriale”.
Ugl Metalmeccanici lamenta la scarsa informazione sul progetto del gruppo Seri e sottolinea che “Invitalia e Leonardo stanno portando avanti un’operazione anomala, senza che questa sia accompagnata da un progetto industriale condiviso da tutti e in primis dal sindacato. Urge la riapertura del tavolo che ci veda tutti dialogare in un confronto sulle proposte in essere o da mettere in campo per sgomberare tutte le nostre preoccupazioni”.


(fonte: Ansa)

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Lavoro

Jabil di Marcianise (Ce), cresce la tensione: imposte le ferie ai 420 lavoratori dopo il no alla cassa integrazione

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La tensione, ormai, fa da padrona nello stabilimento Jabil di Marcianise (Caserta).
I vertici della multinazionale Usa hanno deciso di imporre le ferie ai 420 lavoratori dopo il no di questi ultimi al rinnovo della cassa integrazione.

La scelta aziendale è l’ultimo atto di una vertenza sempre più grave, che sembra ormai senza via d’uscita dopo la decisione di lasciare il sito produttivo di Marcianise.

Un sito ritenuto dalla multinazionale dell’elettronica poco conveniente dal punto di vista economico, in cui viene fatta confluire per scelta aziendale una piccola parte delle commesse lavorate negli altri stabilimenti sparsi per il mondo.

L’azienda ha così deciso di imporre le ferie, non avendo più il paracadute pubblico della cassa integrazione, scaduta il 31 maggio, e il cui rinnovo è stato bocciato dai lavoratori, stanchi dei continui rinvii per una vertenza che si trascina almeno dal 2015; da allora oltre 500 lavoratori sono fuoriusciti dagli organici della Jabil, e gran parte di loro è finita in altre aziende, come Softlab e Orefice, sulla base di processi di reindustrializzazione mai decollati, e che hanno generato altre dolorose vertenze.
Il 13 giugno scorso c’è stato uno sciopero generale dei lavoratori metalmeccanici a Caserta, per provare a smuovere le istituzioni, in particolare Regione Campania e Mimit, ma di risultati tangibili per ora non se ne sono visti.

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Caserta

Caserta, sciopero generale dei metalmeccanici per “difendere lavoro e dignità”

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“Oggi Caserta sta dimostrando di essere la capitale della dignità nel Mezzogiorno delle persone di chi per vivere deve lavorare”.

Sono le dichiarazioni del segretario generale Fiom-Cgil, Michele De Palma, intervenuto dal palco di piazza Dante a Caserta dove si è concluso il corteo promosso dalle organizzazioni dei metalmeccanici, per lo sciopero generale della categoria sulle vertenze aperte nel territorio.

“Siamo qui – ha aggiunto De Palma – perché vogliamo affermare il diritto al lavoro. Le metalmeccaniche e i metalmeccanici oggi stanno scioperando a Caserta per difendere il lavoro e l’industria. Al Sud servono investimenti per la scuola, l’università, la sanità e il lavoro. In un territorio come Caserta dobbiamo rimettere al centro i settori dell’automotive e dell’elettronica, che sono in forte difficoltà come è rappresentato dalle vertenze di Jabil e di Softlab”. “Chiediamo al Governo e alla Regione Campania – ha aggiunto – di agire per scongiurare il rischio di cancellazione dell’elettronica da questo territorio. Le lavoratrici e i lavoratori sono stati vittime delle speculazioni e le Istituzioni sono rimaste a guardare. Ma non c’è solo la ‘vertenza Caserta’ in tutto il Mezzogiorno c’è il rischio di desertificazione industriale. Dopo Caserta dobbiamo costruire un’iniziativa nazionale unitaria per rivendicare il diritto al lavoro industriale nel Mezzogiorno perché il lavoro è l’unico vero antidoto alla criminalità. Metteremo in campo, insieme a Fim e Uilm, tutti gli strumenti democratici necessari per sostenere la lotta per la dignità e il lavoro delle metalmeccaniche e dei metalmeccanici del Sud del nostro Paese. Lottiamo per il lavoro, la legalità, il salario e la dignità”.

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