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Cardito: Una pigna sfonda il parabrezza di un’auto

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parabrezza cardito2Solo il caso ha voluto che poche ore fa non si sfiorasse la tragedia nei pressi di Cardito.

Una pigna, caduta da un albero, evidentemente carente di manutenzione, è finita con violenza sul parabrezza di un’auto parcheggiata nei suoi pressi, sfondandolo.

Il proprietario è restato allibito alla vista del danno subito.

A chi richiedere il risarcimento in casi come questi?

Tutto ciò che costituisce l’ambiente normale in cui una determinata attività è costretta ad esplicarsi ‐ quale la strada per il Comune, che ne è proprietario, e le piante, che si trovano lungo il suo correre ‐ condiziona l’azione ed inerisce alla stessa, con la conseguenza che il Comune non può esimersi da responsabilità per danni eventualmente cagionati a terzi, ove questi dipendano da cadute di rami o pigne.parabrezza cardito3 ‐Il convenuto Comune, non ha menzionato alcun tipo di contratto di manutenzione dei pini sistemati sulle strade del Comune, per cui, lo stesso è tenuto alla cura delle piante potabili e di quelle sempreverdi e la eventuale caduta di rami o frutti, in situazione di normalità, che arrecassero danni agli utenti della strada, non potrebbero che essere addebitate al proprietario della strada, dove si trovano. ‐Il convenuto Comune è responsabile del mancato accorgimento dell’eliminazione dei frutti del pino, uno dei quali, staccatosi dal ramo, ha cagionato il danno al parabrezza dell’autovettura. Giudice di Pace di Sant’Anastasia, sentenza del 09.11.2004 ‐ Giudice Dott. Marino Boscaino

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Ucraina, il russo Medvedev attacca il ministro Crosetto: “Un raro eccentrico”

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Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dimitri Medvedev, ha attaccato su Telegram il ministro della Difesa Guido Crosetto. Ecco le sue dichiarazioni:

“Non ci sono molti sciocchi nelle strutture di potere europee, ma il ministro della Difesa italiano ha definito la fornitura di veicoli blindati e di altre armi all’Ucraina, un modo per evitare la Terza Guerra Mondiale. Un raro eccentrico. Se dovesse scoppiare una terza guerra mondiale, non salveranno i carri armati e nemmeno i jet da combattimento. Sicuramente tutto sarà in macerie”.

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Blitz dei carabinieri, ritrovata scultura del Duomo di Milano sparita nel 1943

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Importante ritrovamento avvenuto a Vallefoglia, nelle Marche, dove è stata rinvenuta una gargolla del Duomo di Milano, una scultura in marmo a forma di drago alato, che faceva parte della guglia numero 6, ed è stata posta sotto sequestro dalla Procura della Repubblica di Milano.

In particolare, il fregio ornamentale del peso di 250 kg per un metro e mezzo di altezza, si era staccato dopo un bombardamento degli Alleati nel 1943, in piena Seconda Guerra Mondiale, che aveva danneggiato il Duomo.

Pertanto, il pezzo è stato trovato in possesso di un gallerista marchigiano, ora indagato per ricettazione ed esportazione illecita di bene culturale, poiché voleva venderlo ad una fiera d’antiquariato in Olanda.

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Autorità portuale di Napoli, nove anni dal blitz cadono le accuse per peculato, truffa e turbativa di gara

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Non c’è stato alcun accordo tra Autorità portuale e gruppi di imprenditori concessionari. Non ci sono stati condizionamenti di procedure amministrative e di appalti, né sono stati dimostrati degli abusi da parte dei vertici che gestiscono le banchine napoletane. Accuse crollate al termine del processo di primo grado, a distanza di nove anni dal blitz disposto dalla Procura di Napoli, a colpi di misure cautelari, sequestri e avvisi di garanzia. Eccolo il verdetto firmato due sere fa dai giudici del Tribunale di Napoli, in favore degli ex vertici dell’autorità portuale di Napoli. Parliamo di una ipotesi investigativa che non ha retto alla prova del dibattimento, non essendo emerse dal processo contatti irregolari tra presidenza e imprenditori. Assoluzione piena anche per Nicola Coccia, che ha dimostrato la correttezza della propria condotta a capo del Terminal di Napoli.

Nessun commento pubblico da parte dell’ammiraglio Dassatti, perfettamente in linea con il suo rispetto per le istituzioni. Preferisce che a parlare siano i magistrati, al termine del dibattimento, anche se chi gli è stato vicino in queste ore sottolinea la soddisfazione per essere uscito a testa alta da una vicenda che “nove anni fa devastò la sua vita professionale e la sua carriera militare”. Ad essere assolti anche Vincenzo Ambrosino Di Bruttopilo, Bruno Dardani, Barbara Gazzale, Pasquale Legora De Feo, al termine di un dibattimento nel corso del quale l’ente Autorità portuale si era anche costituita parte civile. “Tutto ha inizio da esposti di alcuni concessionari, in una sorta di battaglia condotta da blocchi imprenditoriali – potenzialmente concorrenti – nella gestione delle concessioni per la gestione delle banchine. Decisivo l’esame degli imputati, ma anche il deposito – nel corso del dibattimento – dei vari pronunciamenti amministrativi di Tar, Consiglio di Stato, Autorità garante che imponevano una revisione dei regolamenti, per abbattere eventuali posizioni dominanti.”

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