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POLITICA

I volti della pace e le parole di Papa Francesco ad Assisi

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“L’unica arma è la preghiera”.
Lo ha detto Papa Francesco durante il suo intervento all’evento Sete di Pace, organizzato dalla comunità di Sant’Egidio, da sempre in prima linea nell’impegno ecumenico.
Di fronte alla confusione mediatica rispetto alle “guerre di religione”, i leader delle religioni di tutto il mondo si sono riuniti il 20 Settembre ad Assisi e hanno pregato per la pace. Si sono abbracciati, sorrisi.
Ognuno ha pregato secondo la propria cultura, mentre i fedeli si sono radunati dentro e fuori alla basilica per le letture dell’Antico e il Nuovo Testamento, per poi concludere con il segno della pace e la benedizione del papa.
Un momento di comunione e una forte presa di posizione, una manifestazione che si è fatta allegoria di un “NO” deciso alla guerra e ai fondamentalismi.

“Diverse sono le nostre tradizioni religiose.” ha detto Papa Francesco ” Ma la differenza non è motivo di conflitto, di polemica o di freddo distacco. Oggi non abbiamo pregato gli uni contro gli altri, come talvolta è purtroppo accaduto nella storia. Senza sincretismi e senza relativismi, abbiamo invece pregato gli uni accanto agli altri, gli uni per gli altri.”

E ancora parla della preghiera e della collaborazione come aiuti concreati, ha invitato tutti a collaborare per “una pace vera, non illusoria: non la quiete di chi schiva le difficoltà e si volta dall’altra parte, se i suoi interessi non sono toccati; non il cinismo di chi si lava le mani di problemi non suoi; non l’approccio virtuale di chi giudica tutto e tutti sulla tastiera di un computer, senza aprire gli occhi alle necessità dei fratelli e sporcarsi le mani per chi ha bisogno. La nostra strada è quella di immergerci nelle situazioni e dare il primo posto a chi soffre; di assumere i conflitti e sanarli dal di dentro; di percorrere con coerenza vie di bene, respingendo le scorciatoie del male; di intraprendere pazientemente, con l’aiuto di Dio e con la buona volontà, processi di pace.”

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POLITICA

Centro Direzionale, addio degrado: piano da 80 milioni per rinascere. Via i “ruderi”, arrivano grattacieli abitabili

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NAPOLI – Il Centro Direzionale di Napoli si prepara a cambiare volto. La Giunta Manfredi ha dato il via libera al “Grande Progetto” di riqualificazione: un investimento complessivo di 80 milioni di euro per trasformare quella che oggi è percepita come una “cittadella fantasma” in un quartiere moderno, vivo e integrato con il resto della città.

Si parte subito con i primi 1,3 milioni di euro (finanziati dalla Banca Europea per gli Investimenti). L’obiettivo prioritario è ridare dignità all’accesso: verranno rimosse le vecchie scale mobili, da anni simbolo di abbandono e vandalismo, per far posto a nuovi ascensori e scale tradizionali. È il primo lotto di un piano che prevede 6,5 milioni totali solo per i sistemi di risalita e le pensiline.

Il progetto, firmato dalla vicesindaca all’Urbanistica Laura Lieto, tocca ogni aspetto dell’area:33 milioni per rimettere a nuovo parcheggi e strade; 30 milioni per il potenziamento del verde pubblico e sistemi di raccolta acque; 5 milioni per rifare la pavimentazione del grande vialone centrale e l’arredo urbano; 4 milioni per nuove telecamere di sicurezza, illuminazione e marciapiedi.

La novità più importante non è solo estetica, ma strutturale. Grazie a una variante urbanistica, i grattacieli non saranno più destinati esclusivamente agli uffici. Verranno sdoganati nuovi usi: abitazioni, servizi e attività commerciali. L’idea è quella di far vivere il quartiere anche dopo le 18:00, eliminando l’effetto “isola deserta” che lo ha caratterizzato per decenni.

Il Centro Direzionale diventerà il fulcro di un collegamento diretto con la Stazione Centrale e la nuova stazione della Linea 1 della metropolitana. Questo lo trasformerà in un nodo nevralgico per chi arriva a Napoli, attirando anche investitori privati che, secondo il Comune, starebbero già mostrando forte interesse per l’area.

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Castellammare

Castellammare sotto indagine: la Prefettura invia ispettori per verificare legami tra politica e camorra

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Ispettori del Ministero dell’Interno a Castellammare di Stabia per verificare la possibile presenza di infiltrazioni della criminalità organizzata nell’amministrazione di centro sinistra. Su delega del Ministro dell’Interno, il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha nominato una Commissione d’accesso che avrà accesso agli uffici comunali per tre mesi, prorogabili una sola volta per ulteriori tre mesi. L’obiettivo è accertare eventuali collegamenti tra politica e clan locali, dopo che le indagini della Dda hanno toccato diversi settori della città.

Le verifiche fanno seguito a diversi filoni di inchiesta che hanno riguardato il calcio cittadino, gli appalti per il nuovo ospedale e il servizio ambulanze, ma anche la politica locale. Tra gli indagati figura il consigliere di maggioranza Gennaro Oscurato, dimessosi lo scorso 15 gennaio per i suoi presunti rapporti con il clan D’Alessandro.

Il sindaco Luigi Vicinanza, in una nota, ha accolto la decisione con serenità: «Siamo pienamente tranquilli sull’operato dell’amministrazione, che ha sempre agito nel rispetto della legalità, della trasparenza e dell’interesse pubblico. Ogni iniziativa volta a garantire ulteriormente questi principi contribuisce a rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni».

Vicinanza ha aggiunto: «Come ho già detto in consiglio comunale, Castellammare è stanca della camorra. È il momento di costruire una vera alleanza per la legalità e per la buona amministrazione. Ben vengano le verifiche della Prefettura, della Magistratura e delle Forze dell’Ordine, utili a fare piena chiarezza e a tutelare la comunità».

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Cardito

Cardito, il Teatro Comunale intitolato al Maestro Vessicchio: domani l’inaugurazione

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La città di Cardito celebra la musica, la cultura e una delle sue figure artistiche più rappresentative. Sabato 17 gennaio 2026, a partire dalle ore 17:30, si terrà la cerimonia ufficiale di inaugurazione della targa commemorativa di intitolazione del Teatro Comunale di Cardito al Maestro e Direttore d’Orchestra “Peppe” Vessicchio.

Un momento di alto valore simbolico e culturale per la città, che rende omaggio a un Maestro capace di portare la musica italiana nel mondo, distinguendosi per competenza, passione e straordinaria umanità.

La cerimonia si aprirà con i saluti istituzionali alla presenza del Prefetto di Napoli Michele Di Bari, del Vicepresidente della Regione Campania Mario Casillo, del Sindaco di Cardito Giuseppe Cirillo, e del Sindaco della Città Metropolitana di Napoli Gaetano Manfredi.

Nel corso dell’evento, i sindaci citati consegneranno simbolicamente le chiavi della città ad Alessia Vessicchio, a testimonianza del legame profondo tra la famiglia Vessicchio e la comunità carditese.

Alle ore 18:00 seguirà l’introduzione all’evento e la presentazione della Corale del Teatro San Carlo di Napoli, che si esibirà prima dello spettacolo musicale.

Alle ore 18:30 spazio alla musica con lo spettacolo “Napoli, Amore e Bellezza”, un viaggio emozionante attraverso otto secoli di canzone napoletana, interpretato da The Seven Neapolitan Tenors. Il concerto (su invito), della durata di 1 ora e 15 minuti, ripercorre la storia musicale partenopea, dalle origini medievali fino ai grandi classici del Novecento e contemporanei.

“Con questa intitolazione, la città di Cardito afferma il proprio impegno nella valorizzazione della cultura e dell’arte, legando per sempre il suo Teatro Comunale al nome del maestro Peppe Vessicchio, simbolo di eccellenza, professionalità e amore per la musica” riferisce il sindaco di Cardito Giuseppe Cirillo.

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