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NAPOLI: Renzi a Fuorigrotta, proteste in atto e cariche della polizia

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NAPOLI – Stamattina gli abitanti di Fuorigrotta e tutti quelli che avevano deciso di essere presenti alla mostra d’oltremare per l’evento “Creattiva” la fiera delle arti creative e manuali, che si teneva oggi proprio al polo fieristico napoletano, si sono ritrovati in un vero e proprio incubo. Le forze dell’ordine hanno praticamente invaso il quartiere con mezzi e assetto antisommossa, attuando tutti i parametri che mettessero in sicurezza il premier Renzi che è in visita stamattina a Napoli, dai manifestanti per il NO, lavoratori in mobilità e disoccupati.

La mostra d’oltremare è stata chiusa al pubblico dalla parte anteriore, attuando così misure di sicurezza così come sono state chiuse tutte le strade di accesso su Piazzale Tecchio.

Il clima che si respira in questi momenti non è dei migliori, sono arrivate altri cellulari dei carabinieri che insieme a quelli della polizia già presenti su piazzale Tecchio, fanno contare più di 250 uomini. Dalla nostra inviata, Sara Mormile, giungono notizie in redazione di una carica della polizia in Viale Kennedy. Vi terremo aggiornati…

Seguiranno aggiornamenti, video e foto…

ore 11:22 Si alza una nube di fumo, la polizia carica e si avvertono la presenza di fumogeni

ore 11:44 I manifestanti di Viale Kennedy appartengono al Movimento 7 Novembre, un movimento fatto da persone disoccupate che sono in cerca di lavoro e che hanno chiesto un incontro con De Luca, incontro che al giorno d’oggi non è ancora stato fatto perchè, sembrerebbe che il governatore li snobbi pesantemente. In tutto le persone appartenenti a questo gruppo ne sono una cinquantina e la polizia non ha esitato a sparargli contro dei lacrimogeni, anche se la protesta appariva abbastanza pacifica.


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Funerali Giulia Cecchettin, il ricordo commosso del padre: “Impareremo a danzare sotto la pioggia, grazie per questi 22 anni”

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Una folla gremita e commossa, si è radunata presso la Basilica di Santa Giustina a Padova, per rendere l’ultimo saluto a Giulia Cecchettin, la 22enne vittima della furia omicida del suo ex fidanzato, Filippo Turetta.

L’ennesima vittima di femminicidio, l’ennesima vittima di un mondo sempre più allo sbando, dove a regnare c’è l’odio. Migliaia di persone tra l’esterno e l’interno della chiesa per salutare il feretro di una vita spezzata troppo presto, e che ha gettato nello sconforto la sua famiglia, soprattutto il padre Gino, che ha voluto così ricordarla con un discorso toccante:

“Che la memoria di Giulia ci ispiri a lavorare insieme contro la violenza, che la sua morte sia la spinta per cambiare. Mia figlia Giulia era proprio come l’avete conosciuta, una giovane donna straordinaria, allegra e vivace, mai sazia di imparare. Ha abbracciato la responsabilità della gestione familiare dopo la prematura perdita della sua amata mamma. Il femminicidio è spesso il risultato di una cultura che svaluta la vita delle donne, vittime di coloro che avrebbero dovuto amarle; invece sono state vessate, costrette a lunghi periodi di abusi, fino a perdere la loro libertà, prima di perdere anche la vita. Come può accadere tutto questo? Come può essere successo a Giulia?. Ci sono tante responsabilità, ma quella educativa coinvolge tutti. Mi rivolgo per primi agli uomini: per primi dobbiamo dimostrare di essere agenti di cambiamento, contro la violenza di genere”.

Infine, conclude: “Cara Giulia è il momento di lasciarti andare, salutaci la mamma. Impareremo a danzare sotto la pioggia. Grazie per questi 22 anni”.

Presenti ai funerali anche il ministro Carlo Nordio, il quale ha stretto la mano e abbracciato Gino Cecchettin durante lo scambio del segno di pace, oltre al governatore veneto Luca Zaia e il sindaco di Padova Sergio Giordani.

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“Ritiro mia figlia da scuola, deve fare l’influencer”: ecco la sorprendente decisione della star di Tik Tok

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Ha dell’incredibile la decisione presa dall’influencer australiana Kat Clark, che ha rivelato ai suoi 5.2 milioni di follower su Tik Tok di aver ritirato la figlia dodicenne Deja da scuola. Il motivo? La figlia deve seguire le orme della madre.

In particolare, la Clark ha spiegato che la decisione è stata presa a seguito delle grandi opportunità che si stanno aprendo nel mondo degli influencer, oltre al fatto che essa stessa non avrebbe potuto seguirla per i continui viaggi di lavoro da una parte all’altra dell’Australia.

Pertanto, ha deciso di optare per almeno un anno di home schooling, nel senso che la piccola avrà lezioni pressoché identiche a quelle quotidiane in classe, ma con orari flessibili e con carichi distribuiti a seconda dei suoi impegni.

Tuttavia, tale scelta è stata molto criticata, poiché la ragazzina non potrà socializzare con i coetanei e quindi pur continuando nella sua istruzione, non potrà intrattenere rapporti con altri compagni di classe, fondamentali soprattutto a quest’età.

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Stellantis, la nuova Panda elettrica verrà prodotta in Serbia: la denuncia di Fiom

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Il gruppo Stellantis opera una nuova mossa per quanto riguarda la produzione delle auto elettriche, visto che la nuova Panda elettrica verrà prodotta in Serbia, presso lo stabilimento di Kragujevac.

Pertanto, la notizia era già nell’aria da settimane, soprattutto nel polo industriale pomiglianese, e a darne notizia è il presidente serbo Aleksandar Vucic durante l’incontro con la premier Giorgia Meloni.

Tuttavia, tale decisione non è stata accettata dalla Fiom, come si evince dalle parole del responsabile settore mobilità dei metalmeccanici della Cgil, Samuele Lodi:

“Una decisione nel metodo e nel merito da ritirare: così l’incontro previsto il 6 dicembre al MIMIT con Stellantis e il Governo, si preannuncia come un ennesimo colpo ai lavoratori italiani di Stellantis. Stellantis e il Governo devono sapere che faremo tutto ciò che sarà necessario per salvaguardare il sito, le produzioni e l’occupazione, a partire dall’informazione dei lavoratori domani in stabilimento. Diciamo fin da subito ai lavoratori e agli altri sindacati che è ora di unirsi, perché Pomigliano non si tocca”.

Intanto, mercoledì 6 dicembre si terrà il primo incontro del tavolo con Stellantis, che ha già avvisato che gli investimenti dipenderanno da quanto il governo deciderà di concedere in termini di incentivi per l’acquisto delle elettriche, nonché un taglio al costo dell’elettricità per i produttori.

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