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Città

NAPOLI: rapina in banca al Centro Direzionale

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Napoli – Attimi di paura nella mattinata nel Centro Direzionale. Rapinatori hanno preso d’assalto una banca dove erano presenti anche alcuni clienti. L’importo del bottino ancora al vaglio degli inquirenti.

Afragola

AFRAGOLA. Caos Liceo Brunelleschi. Acqua nei corridoi e nelle palestre. Proteste degli studenti e delle famiglie

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AFRAGOLA – Non si placano le polemiche all’indomani del violento nubifragio che ha paralizzato Afragola. Se sulle strade della città si sono registrati allagamenti e persino l’apertura di voragini nel manto stradale, la situazione più drammatica e ad alta tensione si è vissuta tra le mura scolastiche, in particolare al Liceo “F. Brunelleschi”.

Alla redazione di Minformo sono giunte nelle ultime ore decine di segnalazioni da parte di genitori fortemente allarmati e indignati per le condizioni in cui versa la struttura. Secondo le testimonianze e i racconti dei ragazzi, durante i quindici minuti di pioggia torrenziale l’acqua ha iniziato a penetrare con violenza all’interno dell’edificio da più punti, infiltrandosi dai soffitti, allagando androni, corridoi e persino la palestra.

La precisazione sulla competenza: l’errore dei genitori e il ruolo del Comune È doveroso fare una chiarezza istituzionale che molti cittadini comprensibilmente ignorano nei momenti di panico: la competenza e la gestione degli edifici degli istituti superiori, come appunto il Liceo Brunelleschi, fa capo direttamente alla Città Metropolitana di Napoli e non al Comune di Afragola. Molti genitori, non essendone al corrente o spinti dalla disperazione del momento, hanno sommerso la nostra redazione di telefonate e messaggi scagliandosi contro il Sindaco Gennaro Giustino.

Siamo qui a specificare questo passaggio per dovere di cronaca e di verità. Tuttavia, pur non avendo la competenza diretta sulle manutenzioni ordinarie e straordinarie degli istituti superiori, il Primo Cittadino resta la massima autorità locale di Protezione Civile ed è chiamato a un ruolo di coordinamento, sollecito e vigilanza attiva con gli enti sovracomunali per garantire la sicurezza degli studenti che frequentano il territorio.

Il panico tra i banchi e la paura di crolli I racconti degli studenti descrivono momenti di vera e propria tensione. Vedendo l’acqua scorrere copiosa lungo le pareti e gocciolare dai solai, in diversi hanno persino temuto il cedimento o il crollo parziale di alcune coperture.

Una situazione di precarietà e pericolo percepito che ha spinto il corpo docente a valutare immediatamente la sospensione delle attività didattiche, ancora prima che dal Municipio venisse diramata l’ordinanza del Sindaco Giustino che dispone la chiusura precauzionale dei plessi per la giornata di domani.

Studenti e genitori sul piede di guerra: sciopero e presidio La rabbia degli studenti e delle famiglie non si placa. I ragazzi del Brunelleschi si stavano già organizzando autonomamente per proclamare uno sciopero generale e incrociare le braccia contro le condizioni di insicurezza in cui sono costretti a fare lezione.

Una manifestazione di protesta che potrebbe unire gli studenti ai genitori. Per la giornata di domani non si esclude un vero e proprio presidio di protesta per pretendere che le istituzioni locali facciano da tramite con la Città Metropolitana e garantiscano perizie tecniche dettagliate prima del rientro in classe. La sicurezza scolastica non può essere un terno al lotto legato al meteo.

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Afragola

AFRAGOLA a mollo dopo quindici minuti: la favola del “Sindaco Risolutore” affonda nella solita prima pioggia

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AFRAGOLA – Bastano quindici minuti. Non un uragano tropicale, non tre giorni di pioggia ininterrotta, ma un acquazzone (come ama chiamarlo il Sindaco) di un quarto d’ora per trasformare Afragola in un’improbabile succursale della Laguna Veneta, far sprofondare Piazza Gianturco con l’apertura di una voragine e mandare la città in totale cortocircuito.

Strade trasformate in torrenti, asfalto divelto, centralini comunali muti di fronte al panico delle famiglie e, soprattutto, l’incubo vissuto all’interno dei plessi scolastici. Bambini evacuati tra le lacrime, tetti e coperture che hanno ingerito acqua come fosse cartone bagnato, palestra ed elementi strutturali allagati, genitori costretti a corse disperatissime nell’assoluto vuoto informativo di Palazzo Moriani.

Eppure, chi ha la memoria un po’ meno corta di chi oggi siede nella stanza del Sindaco ricorda bene la narrazione della campagna elettorale. Gennaro Giustino non si era candidato a gestire l’ordinario: si era presentato alla città come il “Risolutore”, l’uomo d’azione capace di cancellare con un colpo di spugna gli errori del passato, pronto a risanare le ferite storiche di Afragola, a partire dal secolare e mai risolto problema delle strade colabrodo e della rete fognaria. Oggi, alla prima vera prova del nove, il re è nudo. E, purtroppo per i cittadini, è anche completamente bagnato.

Il “Risolutore” che invoca la fatalità

Il video pubblicato sui social dal Sindaco sotto Palazzo Moriani ha il sapore amaro della resa e dell’improvvisazione. Di fronte al disastro, la risposta dell’amministrazione è la solita, logora scusa da compitino non fatto: “Evento straordinario”, “bomba d’acqua devastante”, “situazione indipendente dalla nostra volontà”. E ancora la perla: “Più di questo al momento non possiamo fare”.

Davvero, Sindaco? È questo il cambio di passo promesso? Gridare al “destino cinico e baro” quando la stessa Protezione Civile regionale aveva diramato un’allerta meteo ben precisa, segnalando esattamente il rischio di allagamenti, rigurgiti fognari e scorrimento superficiale delle acque? La pioggia era ampiamente annunciata, ma la prevenzione è rimasta del tutto non pervenuta.

Rivendicare la pulizia di “qualche caditoia fatta giorni fa” di fronte ad una città paralizzata suona quasi come un’ammissione di colpa: la manutenzione di una rete fognaria e di drenaggio non si fa a macchia di leopardo o per adempiere a un pro forma; si programma, si verifica e si pianifica nei mesi estivi. Le segnalazioni scritte e pubbliche sulla presenza di griglie ostruite da erbacce e terriccio giacevano sulla scrivania del Municipio da agosto. Ignorate.

Chiudere le scuole dopo il disastro: il capolavoro del giorno dopo

Ma il vero capolavoro di logica amministrativa arriva con l’annuncio in pompa magna dell’ordinanza di chiusura delle scuole e dei parchi per la giornata di domani, motiva il Sindaco, “per permettere all’Ufficio Tecnico di verificare eventuali danni alle strutture”.

Qui la pezza è drammaticamente peggiore del buco. Sindaco Giustino, la verifica dello stato delle coperture, dei solai e dell’impermeabilizzazione dei tetti dei nostri figli andava fatta IERI, prima che l’acqua piovesse sulle teste dei bambini e costringesse intere comunità scolastiche ad evacuazioni traumatiche!

Sapere “dove scorre l’acqua” quando i soffitti sono già crollati o impregnati non è programmazione: è la solita, grottesca rincorsa all’emergenza. Mandare i tecnici nelle scuole dopo che i danni si sono consumati significa ammettere di non aver mai fatto una ricognizione preventiva sullo stato di salute degli edifici pubblici. Significa aver lasciato i bambini in strutture vulnerabili sperando semplicemente che non piovesse.

Afragola non ha bisogno di amministratori che registrano i video per dirci che la situazione “sta andando verso la normalità” mentre i cittadini spalano il fango davanti ai portoni o contano i danni alle auto. Afragola aveva ricevuto la promessa di un’amministrazione capace di prevedere e prevenire.

Oggi la città non scopre soltanto che nulla è cambiato rispetto al passato, ma prende atto che la figura del “risolutore” era solo una ben confezionata illusione da propaganda elettorale. E alle prime gocce d’acqua, quell’illusione si è sciolta come neve al sole.

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Cronaca

Giugliano, accoltellati nella comunità per minori: si costituisce il 15enne che li aveva aggrediti

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GIUGLIANO – Si è costituito ai carabinieri il 15enne che ieri ha accoltellato un suo coetaneo e un 17enne all’interno della comunità di alloggio per minori a Giugliano, in via Mascagni.

Una lite nata probabilmente per futili motivi alla base della tragedia: secondo le prime informazioni, a scontrarsi sarebbero stati i due italiani mentre il 15enne extracomunitario sarebbe stato colpito nel tentativo di dividerli.

 

Dopo l’accaduto, il 15enne si era dato alla fuga salvo poi costituirsi evidentemente perché conscio di essere braccato dai carabinieri. L’aggressore, originario del rione Sanità, si è consegnato ai Militari dell’Arma della compagnia Stella a Napoli.

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