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Cronaca

Si finge avvocato e tenta una truffa

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Una telefonata allunga la vita, ma svuota anche il portafoglio. Si fa sempre più assidua la truffa dell’incidente, questa volta la vittima è un’anziana di Nuoro che è stata contattata da un sedicente avvocato che gli ha raccontato di una disavventura capitata al figlio. In pratica, hanno inventato che quest’ultimo era finito nei guai, portato in caserma dopo aver provocato un incidente stradale e che per essere rimesso in libertà doveva pagare 2 mila euro in contanti.

Subito, dopo la signora riceve un’ulteriore telefonata, questa volta la voce si spaccia per maresciallo dei carabinieri, dicendo che avrebbe mandato una sua persona di fiducia a ritirare la somma.

La donna, insospettita, ha subito chiamato i carabinieri che avviando l’indagine hanno smascherato e denunciato un uomo di 43 anni originario della Campania, con precedenti simili, che dovrà ora rispondere di tentata truffa ai danni della pensionata.

Quindi attenzione!

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Cronaca

Il fratello di Totò Riina esce dal carcere e va ai domiciliari: è malato

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Gaetano Riina, fratello minore del boss Totò Riina, esce dal carcere e va ai domiciliari a causa della sua malattia.

A decidere di scarcerare Riina il tribunale di sorveglianza di Torino, che ha disposto la detenzione domiciliare su istanza dei suoi avvocati. Il fratello del boss di Cosa Nostra ha 88 anni e da tempo ha gravi problemi di salute.

Nel settembre scorso l’ultima richiesta di farlo uscire dal carcere (negli anni più volte i suoi avvocati hanno chiesto la scarcerazione) gli era stata negata.

Fino ad oggi Gaetano Riina, conosciuto come “Zù Tano”, stava scontando la sua condanna nel carcere torinese delle Vallette in regime di alta sorveglianza, con un fine pena fissato nel 2023. In carcere si è anche ammalato di Covid.

Ora che la richiesta dei suoi legali (in questo procedimento è stato assistito da Vincenzo Coluccio e della collega del foro di Roma Maria Teresa Brucale, dell’associazione “Nessuno tocchi Caino”) è stata accolta Gaetano Riina verrà portato in una località della Sicilia per la detenzione domiciliare.

All’udienza che si è svolta ieri gli avvocati avevano puntato proprio sulle sue precarie condizioni di salute.

La pena che il fratello del boss di Cosa Nostra sta scontando gli è stata inflitta dalla Corte d’appello di Napoli per avere partecipato a un’associazione di stampo mafioso.

Arrestato nel 2011, ai carabinieri risultava che Gaetano Riina stesse lavorando alla riorganizzazione di Cosa Nostra a Corleone. Anni dopo si è aggiunta l’accusa di avere stretto un accordo con il clan camorristico dei Casalesi per un traffico illecito di prodotti ortofrutticoli.

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Cronaca

Torre Annunziata. Pistola nascosta in una culla: 40enne in manette

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I carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata, supportati dai militari del Nucleo Cinofili di Sarno, hanno svolto un servizio ad “alto impatto” disposto dal comando provinciale di Napoli nel comune di Torre Annunziata e nei comuni limitrofi.

I militari hanno incrementato la pressione sul territorio, effettuando una serie di perquisizioni nell’area e numerosi posti di controllo.

A Pompei e poi nel territorio di Scafati, all’esito di una serie di verifiche e perquisizioni, un 40enne è stato arrestato per detenzione abusiva di armi e detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.

L’uomo è stato trovato in possesso di una pistola semiautomatica Beretta, con matricola abrasa, e relativo caricatore contenente 7 proiettili cal. 380. L’arma era stata nascosta in una culla per bambini sul balcone della propria abitazione. All’interno di un vaso decorativo posizionato lungo le scale dell’immobile, sono stati inoltre rinvenuti 3,2 grammi di “crack”, divisi in dosi, ed un bilancino di precisione.

A Boscotrecase, un 78enne è stato arrestato per detenzione abusiva di armi. L’uomo, all’esito di perquisizione domiciliare, è stato trovato in possesso di una pistola semiautomatica Beretta con matricola abrasa e relativo caricatore, contenente 10 proiettili cal. 7,65. L’arma, in questo caso, era stata occultata sul retro di una stufa a legna.

Fondamentale, per il raggiungimento del risultato, il supporto delle unità cinofile “Tex” e “Drago”, i pastori tedeschi addestrati per la ricerca di armi e stupefacenti, che hanno seguito le tracce del materiale illecito e guidato i militari fino al loro ritrovamento.

In tutta l’area sono state eseguite 5 perquisizioni domiciliari e 8 personali: 96 le persone identificate e 71 i veicoli controllati.

Nel corso dell’intero servizio sono state elevate 16 contravvenzioni al codice della strada, mentre 3 veicoli sono stati sequestrati.

Sempre elevata l’attenzione verso la verifica sul rispetto delle norme anti-contagio: 8 persone sono state sanzionate per l’inosservanza al divieto di spostamenti tra comuni diversi ovvero per l’assenza di previsti dispositivi di protezione individuale.

I controlli sull’area proseguiranno senza sosta anche nei prossimi giorni.

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Cronaca

Trasformano una struttura d’accoglienza in un centro medico: nei guai 22 amministratori comunali

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Su disposizione della Procura Regionale della Corte dei Conti, la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Salerno ha notificato “l’invito a dedurre” a 22 funzionari del Comune di Eboli, chiamati a rendere giustificazioni in ordine ad una gestione di finanziamenti pubblici che avrebbe determinato un danno di oltre un milione e 700 mila euro.

Gli accertamenti sono stati avviati sulla scorta di una segnalazione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (A.N.A.C.), concernente presunte irregolarità nell’impiego di un fondo assegnato al Comune dalla Regione Campania nel 2014, per la costruzione di una struttura di accoglienza e di inclusione sociale, a favore delle classi più emarginate, nonché di anziani, minori e ragazze-madri in difficoltà.

Nel corso degli approfondimenti, svolti sotto il coordinamento della Corte dei Conti di Napoli, è
stata vagliata la posizione degli amministratori comunali pro tempore, facendo emergere che il
denaro era stato impiegato per realizzare un complesso con natura e finalità diverse da quelle
previste dal bando per la concessione dei contributi.

Già nel dicembre 2019, la Procura della Repubblica di Salerno, sulla base delle risultanze investigative raccolte dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri di Eboli, aveva ipotizzato, nei loro confronti, il reato di “abuso d’ufficio”, fattispecie per la quale, nel frattempo, sono stati anche rinviati a giudizio.

Con i recenti sviluppi, le Fiamme Gialle hanno ricostruito come, nel dicembre 2016, al termine dei lavori di costruzione dell’edificio, l’Ente locale aveva disposto con un’ordinanza “urgente” l’affidamento della struttura ad una cooperativa esercente prestazioni sanitarie, così adibendolo, di fatto, a centro medico polifunzionale.

Alla luce degli elementi acquisiti in fase istruttoria, la Procura contabile campana ha ravvisato
una deliberata malversazione dei contributi regionali, in relazione alla quale ha contestato ai
funzionari coinvolti un danno alla finanza pubblica quantificato in oltre 1,7 milioni di euro (pari
all’intero ammontare delle somme utilizzate).

Il contraddittorio è ancora aperto e, in attesa delle determinazioni conclusive della Corte dei conti, gli indagati sono stati intanto invitati a produrre le proprie argomentazioni difensive.

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