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Politica

SAN PRISCO. Saga delle incompatibilità, ancora nessuna convocazione per Cinotti

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SAN PRISCO – Se c’è una cosa di cui sarà ricordata l’amministrazione D’Angelo, sarà sicuramente per il numero di assessori incompatibili che la caratterizzano. Dopo la nostra inchiesta “Sbordongate” e la delibera “salvasbordone” approvata il 22 Gennaio scorso in Consiglio Comunale, quest’amministrazione tenta di coprire ancora un’altra incompatibilità.

A distanza di 7 giorni il Presidente del Consiglio Francesco Monaco ancora non ha convocato il Consiglio Comunale così come richiesto dai consiglieri di minoranza, per discutere sull’incompatibilità del consigliere Francesco Cinotti, il quale visto i comma 1 e 2 dell’art. 63 della L. 267 del 2000, non potrebbe rivestire la carica di consigliere, né tantomeno quella di assessore.

La sua incompatibilità verte sul fatto che siccome, in qualità di avvocato, attualmente risulta essere il difensore dell’ente comunale di San Prisco e quindi essendo di parte, non può garantire nella maniera più assoluta quell’imparzialità che la carica di consigliere richiede.

Quindi la saga delle incompatibilità continua, dopo Sbordone con i suoi cambi di destinazione d’uso dei locali, Pina Abbate e lo stesso Presidente del Consiglio che hanno aperto dei contenziosi nei confronti del Comune, stavolta è la volta del Cinotti, che però così come gli altri può contare sulla “copertura” della sua amministrazione. Anche perché sarebbe uno stupido il Presidente del Consiglio non prendere tempo su una questione che comunque, un giorno o l’altro, potrebbe riguardare anche lui. Poiché non dimentichiamo che lasciare la poltrona da assessore o da Presidente del Consiglio è sempre un azione che si fa a malincuore viste le indennità che prevedono le due cariche. Anche per questo motivo che questi signori, se davvero tengono al proprio paese e al bene comune, dovrebbero dimettersi immediatamente e far sì che i soldi pubblici vadano nelle tasche di chi ha realmente diritto.

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Attualità

La replica di Erdogan a Draghi: “Danneggiate le relazioni Italia-Turchia”

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Durante la Conferenza dello scorso 8 aprile, il Presidente del Consiglio Mario Draghi, ha definito il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdoğan un “dittatore“.

Dopo la convocazione dell’ambasciatore italiano e altre rimostranze da parte delle autorità turche, è arrivata la replica del raìs di Ankara: “La dichiarazione del presidente del Consiglio italiano è stata di una totale maleducazione, di una totale maleducazione. Prima di dire una cosa del genere a Tayyip Erdogan devi conoscere la storia, ma abbiamo visto che non la conosci. Sei una persona che è stata nominata, non eletta“, ha rincarato la dose il presidente turco durante il discorso a un gruppo di giovani nella biblioteca del suo palazzo presidenziale di Ankara.

Concludendo “Draghi ha purtroppo danneggiato lo sviluppo delle relazioni Turchia-Italia“.

Le parole di Erdoğan sono state riportate dallAnadolu, agenzia di stampa di proprietà del governo turco.

Draghi, una settimana fa, aveva espresso la sua opinione sull’operato del presidente turco in merito al Sofagate: «Non condivido assolutamente il comportamento di Erdoğan, credo non sia stato appropriato. Mi è dispiaciuto moltissimo per l’umiliazione che von der Leyen ha dovuto subire. La considerazione da fare è che con questi dittatori, di cui però si ha bisogno per collaborare, o meglio per cooperare, uno deve essere franco nell’esprimere la diversità di vedute, di comportamenti, di visioni. E bisogna essere pronti a cooperare per assicurare gli interessi del proprio Paese».

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Politica

CAIVANO. Carta d’identità elettronica per gli edifici e manutenzione degli istituti scolastici: le richieste dell’opposizione

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Lo scorso 6 Aprile, a Caivano, si è verificato, in seguito ad una grave perdita idrica, l’allagamento dell’ex casa del custode del plesso dell’ “I. C. Milani” di via Bellini.

Per questo motivo l’amministrazione decise di chiudere la scuola, a causa della mancata sicurezza e di ulteriori problematiche, quali ad esempio la presenza di crepe nella struttura dell’edificio, che richiedevano un’attenta valutazione da parte dei tecnici e urgenti ed indifferibili lavori al plesso scolastico.

Gli incresciosi eventi, che hanno colpito il plesso dell’istituto Milani e che potrebbero verificarsi anche in altri edifici scolastici, hanno provocato la reazione dei consiglieri di opposizione, che già prima della riapertura delle scuole, a Gennaio, avevano chiesto un’attività di verifica e controllo dello stato dei luoghi scolastici, chiusi da tempo a causa della pandemia.

Viste le problematiche organizzative arrecate alle famiglie, adesso i consiglieri di opposizione chiedono al Sindaco Falco, all’assessore alla Scuola e all’istruzione, all’assessore alla manutenzione, al segretario generale del Comune di Caivano e ai capigruppo consiliari, di poter essere informati in merito alla previsione di una quota, all’interno del bilancio comunale, dedicata alla manutenzione straordinaria delle strutture scolastiche, necessaria per l’adeguamento delle stesse e degli impianti, e alla manutenzione ordinaria erogata con continuità.

Inoltre l’opposizione chiede di mettere a votazione l’istituzione di una carta d’identità elettronica per ogni singolo immobile pubblico, con priorità agli edifici scolastici del territorio. Si tratta di un database contenente tutte le informazioni principali degli istituti:

– condizioni dell’edificio;

– presenza di barriere architettoniche;

– questioni relative all’efficientamento energetico;

– manutenzione ordinaria e straordinaria, prevista anche per le aree verde presenti o aree esterne;

– abitabilità delle aule in merito alla questione dell’affollamento;

– sicurezza antincendio con idonei percorsi;

– arredi e spese di gestione.

Tale strumento può risultare profondamente utile per la programmazione di interventi di qualificazione, evitando che ci siano impegni di spesa per somma urgenza a favore di una corretta e chiara programmazione degli interventi.

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Amministrative. Caos a Napoli per le primarie

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Per me la via maestra è quella delle primarie, sono sempre stato contrario agli accordi in stanze chiuse”. Queste le parole del segretario del Pd, Enrico Letta, in vista delle amministrative a Napoli. Parole condivise anche dal Consigliere Regionale Francesco Emilio Borrelli, che già lanciò l’idea delle primarie nella trasmissione “L’ Assise” di MinformoTv.

Ma le parole di Letta hanno creato non poche problematiche nel CSX di Napoli, al punto che il PD napoletano ha rigettato la proposta delle primarie per il futuro candidato a sindaco di Napoli.

Nasce quindi il dubbio di chi sia il futuro candidato a sindaco del centrosinistra di Napoli. Un nome su tutti è quello di Gaetano Manfredi, ex Ministro, gradito da tutti. Non si è fatta attendere anche la risposta dei pentastellati, con la possibile candidatura di Roberto Fico.

Un possibile derby nel centrosinistra, creando non poche spaccature tra gli stessi partiti.

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