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La DAD si trasforma in un incubo. Alunni costretti a bendare gli occhi

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La D.A.D si sta trasformando in un vero incubo. È accaduto a Scafati, in provincia di Salerno.

Come riporta ‘cronachedellacampania.it’, alcuni alunni  del liceo Cacciopoli, sono stati obbligati dall’insegnante a bendarsi per  non copiare gli appunti durante l’interrogazione a distanza.

Insomma una scena alquanto raccapricciante che illustra pienamente tutte le complicazioni sia per gli alunni, ma anche per gli stessi insegnanti che sono costretti a ‘tutelare’ l’insegnamento usando mezzi drastici che poco hanno a che fare col mondo della scuola.

Il consigliere regionale Borrelli ha già presentato un’ istanza interrogatoria alla Fortini.

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Violenta scossa di terremoto avvertita in sei comuni del Napoletano: la situazione

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La terra torna a tremare in provincia di Napoli, dove questa notte una scossa di magnitudo 3 con epicentro nei Campi Flegrei, è stata avvertita in almeno dei comuni: Bacoli, Monte di Procida, Pozzuoli, Quarto, Procida e Napoli.

Pertanto, l’Osservatorio vesuviano ha comunicato all’Amministrazione comunale puteolana la conclusione dello sciame sismico localizzato nell’area dei Campi Flegrei.

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Messina Denaro e quell’audio contro Falcone: “Sono bloccato nel traffico per le commemorazioni di ‘sta minchia”

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Era il 23 maggio scorso, giorno delle commemorazioni per la strage mafiosa di Capaci, costata la vita al giudice Giovanni Falcone, quando l’allora superlatitante Matteo Messina Denaro avrebbe proferito queste parole in una chat con alcune pazienti conosciute durante la terapia oncologica:

“Ed io qua sono bloccato con le quattro gomme a terra, cioè a terra nel senso non di bucate. Sull’asfalto. E non si muove per le commemorazioni di ‘sta minchia. Porco mondo, mi sono rotto i coglioni di brutto”.

Tuttavia, il boss non avrebbe rivelato alle donne la sua identità, ma raccontava loro della sua malattia e si confidava, come in quest’altra chat:

“Mi sento abbandonato. Come un randagio con una gamba spezzata in mezzo ad una pozzanghera, durante questa notte di Natale. Tutto questo per me è lo squallido, avrei bisogno di affetto. Ma è giusto elemosinare affetto?”.

Inoltre, in uno dei messaggi, egli aveva raccontato di essere un imprenditore divorziato, riferendo anche di un desiderio espresso dalla madre:

“C’è Anna, sarebbe la ragazza che sta assieme a mia madre. Ieri sera mi cerca, ha trovato un foglio scritto di pugno da mia madre. Si rivolge a me, e dicendo che quando sarà morta, al suo funerale, ma chi lo dice che io muoio dopo di lei, lei non lo sa questo ma lo so io, vuole la banda musicale che deve suonare un unico motivo: la marcia del kaiser, quella che fanno a Vienna per il Capodanno. E quindi, ora vuole sta cosa, allora si deve fare perché le volontà delle persone si mantengono”.

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Caso Cospito, Meloni dichiara: “Trovo singolare l’indignazione del Pd”

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Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scritto una lettera al Corriere della Sera, nella quale torna a parlare della vicenda riguardante Alfredo Cospito. Ecco le sue parole:

“Non c’è nessun presupposto per dimissioni Delmastro. Non ritengo vi siano in alcun modo i presupposti per le dimissioni che qualcuno ha richiesto. Peraltro, le notizie contenute nella documentazione oggetto del contendere, che il Ministero della Giustizia ha chiarito non essere oggetto di segreto, sono state addirittura anticipate da taluni media. Sicuramente i toni si sono troppo alzati e invito tutti, a partire dagli esponenti di Fratelli D’Italia, a riportarli al livello di un confronto franco ma rispettoso. Ci sono in questo polverone, a mio avviso, aspetti chiaramente strumentali. Trovo singolare che ci si scandalizzi perché in Parlamento, si è discusso di documenti non coperti da segreto, mentre da anni conversazioni private divengono spesso di pubblico dominio”.

Poi, prosegue: “Trovo singolare l’indignazione del Pd per un’accusa sicuramente eccessiva, quando però la sinistra in passato ha mosso alla sottoscritta, leader dell’opposizione, le accuse di ‘essere la mandante morale delle morti in mare o di guidare un ‘partito eversivo’, per citarne alcune. Senza dimenticare quando esponenti istituzionali gridavano tra gli applausi, che avremmo dovuto ‘sputare sangue'”.

Infine, ha così concluso: “Trovo paradossale che non si possa chiedere conto ai partiti della sinistra delle loro scelte, quando all’origine delle polemiche di questi giorni, si colloca oggettivamente la visita a Cospito di una qualificata rappresentanza del Partito democratico, in un momento in cui il detenuto intensificava gli sforzi di comunicazione con l’esterno, come emerge dalle note dell’autorità giudiziaria che si è pronunciata sul caso, rese note dai mezzi d’informazione. E quello che colpisce me, ancora più di quella visita, è che dopo aver preso atto dei rapporti tra Alfredo Cospito e i boss mafiosi in regime di carcere duro, e ben sapendo quanto alla Mafia convenga mettere in discussione il 41bis, autorevolissimi esponenti del Pd abbiano continuato a chiedere la revoca dell’istituto per Cospito, fingendo di non comprendere le implicazioni che tale scelta avrebbe avuto soprattutto in termini di lotta alla criminalità organizzata”.

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