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Auto in fuga finisce contro la volante della polizia: nei guai tre giovani di Afragola

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Stanotte gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare in corso Garibaldi hanno notato 3 persone a bordo di uno scooter il cui conducente, alla loro vista, ha accelerato la marcia per eludere il controllo nonostante gli fosse stato intimato l’alt.

Il motoveicolo ha proseguito la sua corsa effettuando manovre pericolose per la circolazione stradale innescando un inseguimento terminato in via Arenaccia dove, dopo aver impattato contro l’auto di servizio, il conducente è stato fermato mentre i due passeggeri si sono dati alla fuga e, dopo una colluttazione e con il supporto di una pattuglia del Commissariato Posillipo, sono stati raggiunti e bloccati.

Tre giovani di Afragola tra i 15 e i 19 anni, di cui uno con precedenti di polizia, sono stati denunciati per resistenza a Pubblico Ufficiale e danneggiamento aggravato di beni della Pubblica Amministrazione.

Inoltre, i passeggeri sono stati denunciati per lesioni, mentre il conducente, un minorenne, è stato sanzionato per guida senza patente perché mai conseguita e affidato ai genitori.

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Gli afragolesi hanno preso Giustino e i suoi cappucci… con la mazza!

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AFRAGOLA – Scusate il titolo un po’ duro e abbastanza discutibile ma lasciate anche al sottoscritto una punta d’orgoglio e un pizzico di soddisfazione dopo aver sopportato per mesi le angherie, l’arroganza, le minacce e i soprusi dei tifosi e servi sciocchi, nonché cappucci, dell’ex candidato a Sindaco Gennaro Giustino, per aver largamente anticipato e pronosticato sia i risultati del primo turno che quelli del secondo turno nella consapevolezza del totale fallimento che avrebbero segnato le strategie comunicative adottate dal leader del centro con Forza Italia.

Segno questo di chi, nella piena e totale libertà, riesce ad elaborare ed analizzare l’andamento politico delle campagne elettorali, vivendo il territorio e conoscendo a fondo i protagonisti a discapito della solita e becera mentalità che si cerca di instillare sul territorio, basata sulla denigrazione e sull’etichetta del venduto appioppata al critico di turno, atta solo a sminuire il lavoro di libera ed indipendente informazione che sul territorio pochissimi giornalisti riescono ancora a fare. Ma veniamo all’analisi vera e propria.

In realtà non ha vinto Pannone ma ha perso Giustino. Questa tornata elettorale, dopo il fallimento dell’Amministrazione Grillo – altra amministrazione targata Nespoli – doveva sancire il numero esatto di cittadini che in realtà odiavano l’ex Senatore al punto tale da fargli scegliere il male minore, ossia Giustino. Bene. L’arroganza, la tracotanza e la ripetizione asfissiante dei soliti temi contro Nespoli adottati dalla Comunicazione del leader di “A viso Aperto” hanno scaturito l’effetto contrario a quello sperato da Giustino e dai suoi supporters. Alla fine anche quelli che odiavano Nespoli, l’hanno cominciato a vedere sotto le vesti di un martire, di un bersaglio mobile vittima di attacchi continui e offese pungenti della controparte.

Mai un tema, mai un contenuto, mai una visione negli interventi dell’ex candidato a Sindaco di centro con Forza Italia. Solo accuse e illustrazioni fantastiche di un “Sistema” che nei fatti, dati i risultati delle urne, ad oggi, esisterebbe solo nella mente di Giustino.

“Un uomo maligno – l’ha definito l’ex Senatore Nespoli che ieri ha scaricato la tensione dopo la vittoria di Pannone – a cui piace vincere facile, perché nell’unica volta che lo ha fatto, io non c’ero”. Segno tangibile del fatto che l’ex Senatore abbia voluto intestarsi la vittoria e dar ragione a chi diceva che dietro Pannone ci sia lui ma i risultati delle urne dimostrano che dagli afragolesi l’ombra di Nespoli viene considerata un bene non un male per la loro città.

Non ci sono dubbi, l’unico vero politico in grado di dimostrare di poter aggregare, formare liste e dare risposte politiche esaudienti sul territorio rimane solo lui e forse per questo che altri addetti ai lavori, compresi il leader di “A viso Aperto” e altre creature da lui prodotte e poi emarginate, lo odiano così tanto. Un po’ come avviene con la Juventus. Chi vince sempre è sempre odiato.

E anche se lui sia stato ideatore, precursore e leader di un “sistema”, Afragola ieri ha dimostrato di voler essere governata da quel “sistema”. E su questo il popolo è sovrano e la democrazia resta la più alta forma decisionale.

Gennaro Giustino perde per uno scarto di 553 voti che su una bassa affluenza del 40,90% degli aventi diritto al voto non sono poi così pochi come qualcuno vorrebbe già cominciare a farci credere. Questo dato rafforza ancora di più l’analisi fatta al primo turno. Ossia quella che oltre i cosiddetti “big” transfughi dell’ex amministrazione Grillo, in realtà Gennaro Giustino non ha costruito nulla di solido né un progetto politico valido e credibile.

La tesi viene rafforzata ancora di più se andiamo a spulciare i dati dei due turni. Partendo dal presupposto che il secondo turno ha fatto registrare un’adesione del 25% in meno rispetto al primo turno, possiamo vedere che Pannone ha rispettato tale dato, dato che ha preso 3716 voti che più o meno rispecchiano il 25% dei 14.222 voti del primo turno e questo dato, volendo, smentirebbe anche tutti quei complottisti che volevano un centrosinistra, nello specifico i tuccilliani con Crescenzo Russo a capo, affannato a fare campagna elettorale pro Pannone.

Dall’altro lato invece Giustino guadagna voti. Infatti se agli 11.762 del primo turno togliamo il 25% dell’affluenza avutasi nel secondo turno, il capo del centro con Forza Italia, avrebbe dovuto collezionare solo 8822 voti mentre ne ha collezionati 9953, ben 1131 voti in più rispetto alle statistiche.

Ovviamente questo successo che va dal primo al secondo turno è la netta e chiara analisi di come il risultato sia stato incrementato grazie all’apporto dato dalla lista “Liberamente” della ex consigliera Dora Moccia – sempre appartenente all’ex amministrazione Grillo – e dall’elettorato del centro sinistra che mai e poi mai avrebbero potuto votare la Lega.

Sperando che quest’ultima analisi metta davvero la parola fine all’avventura o se vogliamo dire meglio alla fantasia di vedere l’ex candidato a Sindaco Gennaro Giustino come un leader politico e di cominciare a guardarlo con gli occhi della verità, ossia, un buon, anzi un ottimo Consigliere di opposizione.

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AFRAGOLA. La bassa affluenza aiuta Giustino. Denunciato professionista intento a fotografare il suo voto

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AFRAGOLA – Dato desolante quello parziale delle ore 12 dell’affluenza al voto, solo il 7,88% degli aventi diritto al voto si è recato presso le urne per esprimere la propria preferenza al ballottaggio tra Gennaro Giustino e Antonio Pannone.

Questo dato deve far riflettere molto il mondo della politica afragolese, perché vuol dire che gente sempre più sfiduciata aumenta sul territorio arrendendosi alla solita politica clientelare e quella “commerciale” dedita alla compravendita dei voti.

Un dato basso di affluenza è determinato da pochi fattori ricercati tra le motivazioni che spingono un elettore a recarsi alle urne e sono sempre ascrivibili nell’interesse personale, sia esso economico che clientelare.

Il dato politico invece che ne esce fuori è un puro calcolo previsionale che si può già cominciare a fare. Se il dato rimane basso fino alle 15 di domani, termine ultimo della chiusura delle urne, aiuterebbe senza tema di smentita il candidato di centro con Forza Italia Gennaro Giustino, perché forte dell’ampio risultato individuale che hanno conquistato alcuni candidati che senza la sua vittoria resterebbero fuori dal consesso comunale.

A differenza di Antonio Pannone che conta tra i suoi eletti in caso di vittoria candidati che durante il primo turno hanno raccolto la metà se non addirittura il 30% in meno rispetto ad un “big” di Giustino – è bene ricordarlo ex Grillo – il leader di “A viso Aperto” stamattina era anche, insieme ai suoi candidati, intento a vigilare e sorvegliare i seggi elettorali, nonostante le leggi lo vietano, proprio per assicurarsi la tipologia di elettori che si recano alle urne. Il sottoscritto stamattina l’ha salutato proprio fuori al seggio elettorale delle Salicelle.

A finire di guastare il clima di una campagna elettorale già infuocata e che ha portato il territorio ad essere, giustamente, militarizzato e controllato a tappeto dalle Forze dell’Ordine c’è stato un altro evento increscioso: la Polizia stamattina ha denunciato un professionista, dirigente di un istituto bancario del territorio, perché beccato mentre fotografava nella cabina il suo voto. I presenti hanno potuto avvertire gli agenti perché hanno visto la luce del flash usato per la foto fuoriuscire dalla cabina.

Ovviamente, la vera vittoria della democrazia sarebbe quella di vedere tanta gente recarsi alle urne per evitare che criminalità organizzata, voti di scambio e clientele avessero la meglio sul risultato finale ed evitare l’assidua sorveglianza delle Forze dell’Ordine ma siamo anche consapevoli che oramai ad Afragola è tutto piuttosto tardi.

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AFRAGOLA. Giustino sogna Nespoli anche di notte. Un “amore” non corrisposto!

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AFRAGOLA – “Uno spettacolo già visto, non commettere lo stesso errore”; “Pannonespoli”; “Nel segreto delle urne della cabina elettorale Dio ti vede, Pannonespoli NO”; “Chi va là? Ancora lui, sempre lui, mettiamolo alla porta”; “Vincenzo Nespoli padrino di Pannone definito dalla Procura un soggetto di notevole spessore criminale”.

Questi sono gli slogan adottati dalla Comunicazione elettorale del candidato a sindaco di centro con Forza Italia Gennaro Giustino e l’ultimo è il sintomo di quanto il leader di “A viso Aperto” abbia scelto di alzare i toni e di decidere su che livello portare il dibattito pubblico sul territorio in campagna elettorale.

Fermo restando che vorrei ricordare ai miei lettori che l’ex Senatore Nespoli non è candidato e riprendendo il pensiero dei “cappucci” (fake social profile ndr) di Gennaro Giustino, quando accusano il sottoscritto di aver qualcosa di personale col candidato a Sindaco del centro con Forza Italia per i miei continui editoriali su di lui – fermo restando che i miei scritti vogliono evidenziare gli errori di chi li commette, la critica nasce appunto per questo – per la proprietà transitiva, vorrei tanto sapere cosa c’è di personale tra Gennaro Giustino e l’ex Senatore Vincenzo Nespoli, al punto tale da vederlo ovunque e sognarlo perfino di notte?

A tal proposito vorrei riprendere alcune dichiarazioni che l’ex Senatore Nespoli ha rilasciato al collega e maestro Marco Di Caterino de Il Mattino: “In quel manifesto ci sono farneticazioni deliranti, dettate da chi si sente la sconfitta elettorale sulle spalle”, commenta Nespoli: “Non ho mai nascosto – aggiunge – e nemmeno sbandierato da vittima i miei problemi giudiziari, che sono nati per errori nella mia vita privata. La mia storia politica la potete passare ai raggi x, e non troverete nulla. Qui tutti parlano a sproposito di lotta alla camorra. Solo chiacchiere. Ho testimoniato ai processi contro il clan Moccia e ho avuto la coscienza civica di fare nomi e raccontare fatti precisi, mentre altri si sono nascosti dietro ai tanti “non ricordo”. Come esponente politico attivo ho fatto un passo di lato, ma ciò non mi impedisce di fare politica aiutando una persona perbene, quale è Pannone. Noi le liste le abbiamo composte già quattro mesi prima delle elezioni, verificando tutti i candidati“, conclude Nespoli, ribadendo che “in caso di elezione di Giustino, che annovera tra i suoi candidati da mille voti il consuocero di Angelo Moccia, tempo un mese e avremo di nuovo la commissione d’accesso“.

Ribadendo il concetto che i toni della Comunicazione elettorale di Antonio Pannone sono tutti basati sulla visione di città e sul programma che si vuole attuare per la città – basta scorrere sulla pagina Facebook “Antonio Pannone Sindaco” per rendersi conto – tracciando un solco di differenza ben netto col suo antagonista. In merito alle dichiarazioni dell’ex Senatore, invece, è d’obbligo fare alcune riflessioni.

Premesso che lo stesso Nespoli ammette di aver fatto qualche errore, ma pone anche l’accento che quegli errori riguardano la sua vita privata e non quella amministrativa e premesso anche che in Italia si vive ancora in un Stato di diritto e quindi si è innocenti fino al terzo grado di giudizio e peggio ancora non si vive in uno Stato di diritto a senso unico, solo quando bisogna difendere i propri interessi e premesso inoltre che l’ex Senatore Nespoli non è candidato in questa tornata elettorale ma un uomo, ad Afragola, è libero di poter continuare a coltivare le sue passioni senza che un soggetto politico avversario lo stalkerizza sognandolo anche di notte?

Ma c’è qualcuno che ad Afragola non sa che il Padre Nobile della coalizione di centro destra sia l’ex Senatore Nespoli? Credo che ad Afragola lo sappiano anche le pietre, così come sanno anche il resto di quanto scritto. Allora perché accanirsi così? Perché, nonostante questo tipo di comunicazione basato sull’odio e il rancore abbiano portato alla sfiducia, rispetto a Pannone, alle urne nel primo turno ci si intestardisce ancora a voler far capire agli afragolesi chi ci sia dietro il candidato a sindaco di centrodestra? Ma allora in questo caso, vista anche la genesi del politico Giustino, posso anche osare pensare che questo sia un “amore” – politico – non corrisposto!?

Dove è insita questa delinquenza, ad oggi, ancora in stato di attesa del verdetto finale, nel personaggio politico Nespoli, tra l’altro non candidato? Cosa sarebbe più pericoloso per gli afragolesi? Avere, nella peggiore delle ipotesi, un padre nobile in galera – fattore quest’ultimo che non inficerà assolutamente né sul Consiglio Comunale né sulle linee programmatiche della maggioranza – oppure due consiglieri comunali a cui manca quel “quid pluris etico” in più che suggeriva il Prefetto Valentini e che possono formare quei fumus presagio di uno scioglimento del Consiglio Comunale per ingerenze della criminalità organizzata? Ai posteri l’ardua sentenza!

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