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Il Comune di Acerra ribadisce il suo ‘no’ all’impianto del termovalorizzatore

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Il Comune di Acerra esprime parere negativo al rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale del termovalorizzatore. Tale posizione è stata ribadita oggi nel corso dell’apposita Conferenza dei Servizi convocata dalla Regione Campania alla luce delle direttive dell’Unione Europea sull’applicazione delle migliori tecniche disponibili per questo tipo di impianti.
La comunità di Acerra, dunque, coerentemente con la sua storia, conferma la contrarietà all’inceneritore. Le criticità, secondo l’ente, sono legate all’aspetto edilizio ed al piano di gestione degli eventuali malfunzionamenti.

“Su quest’ultimo punto, in particolare, nell’analizzare insieme ai competenti uffici comunali l’istanza di rinnovo dell’autorizzazione – ha sottolineato il sindaco di Acerra Tito d’Errico, che ha partecipato all’incontro – abbiamo rilevato alcune criticità. A nostro avviso, la relazione inerente le condizioni di esercizio di non normale funzionamento (OTNOC) e il loro piano di gestione è molto generica e del tutto insufficiente in quanto si limita ad enunciare le possibili condizioni di anomalia di esercizio che si possono verificare e le loro cause, ma non stabilisce le modalità di intervento per far fronte alle eventuali conseguenze negative. Nella relazione ci si ferma al piano di monitoraggio senza specificare quali sono le attività da mettere in campo per porre rimedio alle eventuali anomalie di esercizio, né per limitare il verificarsi di tali condizioni”. Questa obiezione è stata recepita e la Conferenza dei Servizi, pertanto, dovrà essere riconvocata.

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Rifiuti ad Acerra: gli ambientalisti collaboreranno con ISPRA

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“Siamo pronti a collaborare con l’avvocatura dello Stato e ISPRA per mostrare e fornire le prove dello scempio ambientale commesso sul nostro territorio”. Sono queste le parole di Alessandro Cannavacciuolo, ambientalista di Acerra (Napoli), all’annuncio di un supplemento istruttorio da parte dell’avvocatura di Stato per la proponibilità di un’azione civile di risarcimento per i danni ambientali provocati dagli sversamenti abusivi accertati a carico di alcuni imprenditori locali.
Il Ministero dell’Ambiente, infatti, in una risposta inviata a Legambiente e Libera, ha annunciato di aver chiesto all’Ispra il necessario supporto tecnico per accertare i danni ambientali dovuti agli sversamenti per i quali sono stati condannati i fratelli Pellini, che hanno recentemente ottenuto, in Cassazione, la restituzione del patrimonio confiscato negli anni scorsi, per decorrenza dei termini. “In tutti questi anni di battaglia – ha continuato Cannavacciuolo – abbiamo avuto modo di ispezionare e attenzionare perfettamente il territorio. Con coraggio e responsabilità siamo in grado di mostrare e fornire le prove reali dello scempio ambientale perpetrato ai danni del nostro territorio. E’ ora di risequestrare i beni degli inquinatori e di iniziare a risanare tutte le aree oggetto di sversamento e interramento di rifiuti”.

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Acerra, terra dei fuochi: volontari scoprono l’ennesima discarica

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I volontari “antiroghi” di Acerra (Napoli), fanno fermare i lavori per la realizzazione di un opificio nell’area Asi cittadina, dopo aver scoperto che dal suolo spuntavano rifiuti speciali coperti da uno strato di terra. La denuncia degli ambientalisti ha fatto scattare i controlli da parte di carabinieri e vigili urbani, che hanno sottoposto l’intera area a sequestro in attesa di ulteriori controlli. “Stamattina – spiega Alessandro Cannavacciuolo, uno dei volontari – siamo stati costretti ad intervenire perché abbiamo notato che gli scavi precedentemente effettuati stavano per essere riempiti di cemento armato. Questo significava coprire i rifiuti emersi, ossia guaine bituminose, scarti di demolizione, di pezzame, e anche fanghi di depurazione”. I volontari ora invocano lo “stato di emergenza ambientale”. “Il nostro territorio va immediatamente bonificato – conclude Cannavacciuolo – questo ennesimo ritrovamento di rifiuti interrati è la dimostrazione che il disastro ambientale ad Acerra è ancora in atto. Intervenga lo Stato e dichiari lo stato di emergenza”.

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Acerra: incendia l’auto e poi si ferma a guardare l’incendio

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In quel di Acerra, al corso Italia, prima incendia la propria vettura e, poi, come se fosse un film da cui trarne giovamento, si ferma per ammirare il rogo da egli stesso provocato.
L’uomo, protagonista di questa vicenda al limite della piromania, si chiama Antonio Bruno, quarantenne, sembrerebbe incensurato.
Ora dovrà rispondere di incendio. Il Bruno è in attesa di giudizio.
Ancora ignote le motivazioni dietro il suo gesto.


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