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Truffe sull’assicurazione auto, inchiesta partita da Trieste

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Un totale di 274 persone indagate, quasi tutte per frode assicurativa e, di queste, 14 accusate di falsità materiale commessa da privato e sostituzione di persona. È l’esito dell’operazione Pandora 2021, un’articolata indagine condotta dalla polizia locale di Trieste, iniziata 2 anni fa sotto il coordinamento della Procura e che ha portato alla luce una truffa ai danni delle compagnie assicurative, pari, secondo le sola documentazione analizzata, a circa 700mila euro. L’indagine è partita dalla segnalazione di un’agenzia assicurativa triestina: il sospetto gravava sull’autenticità di un documento presentato per stipulare un contratto Rc auto.

Successivamente, gli inquirenti sono risaliti a un’articolata organizzazione criminale attiva tra Napoli, Pescara e Cosenza, che ha coinvolto a loro insaputa centinaia di cittadini e circa 70 agenzie assicurative in tutta Italia. Secondo una ricostruzione, i presunti responsabili della truffa falsificavano le documentazioni per ottenere un contratto assicurativo vantaggioso e quindi rivenderlo. Talvolta la finta proprietà dei veicoli veniva abbinata a cittadini defunti. Si usavano anche false residenze, per eludere le verifiche di chi controllava le polizze e per ridurre i premi da pagare. In alcuni casi, inoltre, l’effettivo titolare del contratto assicurativo veniva agganciato, con un certificato di matrimonio falso, a un abitante di zone più vantaggiose per la tariffa del premio.

Attualità

Voragini e dispersione idrica, il Comune corre ai ripari, l’azienda metterà a frutto 27 milioni di euro di finanziamento

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“Stiamo sostituendo chilometri e chilometri di condutture idriche”. Lo ha ricordato il presidente di Abc, Alessandra Sardu, parlando con i giornalisti a margine della sottoscrizione del protocollo per la gestione del ciclo integrato delle acque anche nel porto dii Napoli.  Per la sostituzione della rete idrica in città l’azienda speciale del Comune di Napoli – Abc – si è aggiudicata un finanziamento di 27 milioni di euro, che sta mettendo a frutto in questi mesi.

In questi giorni al centro delle polemiche sono finite le condotte sia idriche che fognarie della città, quelle le cui perdite non solo causano una dispersione di per sé negativa in quanto spreco, ma che se accompagnate da rotture più gravi possono causare situazioni potenzialmente drammatiche come lo è stata la voragine di via Morghen.

Le nuove reti su cui sta lavorando Abc sono quelle ‘intelligenti’, ovvero che hanno dei sensori che consentono di capire immediatamente dove è la perdita.  er le fogne è di qualche settimana fa un’iniziativa di Abc che ha conferito mandato ad un player del settore per rifare “una mappatura completa delle fogne”.

Il presidente ha sottolineato che Abc ha acquisito la gestione delle fogne dal Comune di Napoli solo da pochi anni e che i primi interventi sul rifacimento del sistema fognario saranno eseguiti nella zona di San Rocco e a Posillipo. Per altri interventi l’azienda ha partecipato ai bandi del Pnrr “e siamo in attesa di sapere – ha concluso Sardu – se arriveranno dei finanziamenti molto importanti che ci consentiranno di mettere mano pesantemente su altri manufatti fognari”.

“Episodi del genere evidenziano l’enorme problema di dissesto idrogeologico che ha la città – ha sottolineato a NapoliToday l’ambientalista Roberto Braibanti, presidente di Gea-Ets, a proposito di quanto accaduto a via Morghen – Una problematica purtroppo disastrosa. Queste buche che si aprono di tanto in tanto, una volta a Fuorigrotta, una volta in centro, una volta al Vomero, fanno capire che non abbiamo sotto controllo il nostro sottosuolo. Tubature, fogne che sono vecchissime e che hanno continue perdite d’acqua, tra l’altro in un territorio fragile, di matrice vulcanica e tufacea che si sgretola con facilità. Si creano spazi sotterranei che poi cedono. Ed è pericolosissimo: adesso è capitato divorasse un albero e un’auto per fortuna senza conseguenze, ma pochi metri più avanti c’è un palazzo”. “Il vero problema è che noi non abbiamo – prosegue Braibanti – un’idea ambientale di questa città. Conviviamo col rischio idrogeologico, col rischio dovuto ai cambiamenti climatici, senza avere un’idea di come venirne fuori, senza mettere a punto un piano almeno decennale in cui mettere un argine a tutte queste problematiche”.

Diego Civitillo, geologo ed ex presidente della X Municipalità, ci spiega: “A monte di voragini di questo tipo ci sono sempre perdite d’acqua. Non possiamo sapere al momento se la causa sia una condotta dell’acqua potabile o un setto fognario, ma a volte capita anche che si rompano entrambi dato che le tubature sono vicine. L’aspetto geologico c’entra poco, cavità possono esserci nella zona del centro storico ma non è questo il caso”. Gli abbiamo chiesto, da ex amministratore cittadino, se c’è una manutenzione costante, di queste tubature. “I nostri impianti sono a volte addirittura antecedenti alla guerra. Ad esempio nella zona di Fuorigrotta e Bagnoli l’Abc ha recentemente sostituito delle tubature dell’acqua che erano vecchissime. Il problema è che bisognerebbe fare dei lavori massivi di sostituzione di quasi tutti i sottoservizi cittadini. I problemi alle condutture sono tantissimi e diffusi in tutto il territorio di Napoli. Solitamente creano semplicemente degli avvallamenti in strada, nei casi più gravi invece una condotta a pressione rotta può scavare in profondità e fare danni come oggi al Vomero”. “Non esiste in concreto una manutenzione ordinaria possibile – conclude Civitillo – quando le condotte diventano vecchie, e ripeto a Napoli sono vecchissime, andrebbero sostituite”.

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Napoli ovest: Controlli dei Carabinieri, 7 denunciati. C’è anche minorenne con un coltello

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Controlli nell’area occidentale di Napoli: Bagnoli, Fuorigrotta e Posillipo presidiate dai Carabinieri. 7 le persone denunciate dai militari della compagnia di Bagnoli.
Il primo ha solo 16 anni, nelle sue tasche un coltello a serramanico. Ha 41 anni l’uomo denunciato per violazione del divieto di ritorno nel comune di Napoli. Nonostante la misura è stato controllato in viale Kennedy. Per un 23enne di Soccavo una denuncia per detenzione di droga a fini di spaccio. Addosso 12 grammi di hashish destinati verosimilmente alla rivendita.
3 i parcheggiatori abusivi nel bilancio, tutti segnalati all’autorità giudiziaria e già sanzionati in passato.
Dovrà rispondere di evasione un 20enne dei Camaldoli. Benché sottoposto ai domiciliari è stato sorpreso a Fuorigrotta senza alcuna autorizzazione. Ancora droga, questa volta sequestrata a carico di ignoti. Era nascosta in uno zaino, trovato in un’aiuola in via Catone. All’interno oltre 350 grammi di marijuana e 2 panetti di hashish del peso complessivo di 190 grammi. Con gli stupefacenti anche un bilancino di precisione. 5 le persone segnalate alla Prefettura per uso di droghe.Durante il servizio sono state sanzionate 9 persone per violazioni al codice della strada, 2 i veicoli sequestrati.

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GDF Napoli. Sequestrate a Poggiomarino(NA), una pistola una mazza da baseball e diverse uniformi in uso alle forze dell’ordine

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I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno sequestrato una pistola a salve, modificata e priva del tappo rosso di protezione, e una mazza da baseball, rinvenute nella disponibilità di due persone, padre e figlio, residenti a Poggiomarino (NA).
In particolare, i finanzieri del Gruppo Torre Annunziata, nel corso di un’attività di polizia giudiziaria in materia di reati contro la persona, hanno perquisito l’abitazione dei due soggetti, già gravati da diversi precedenti penali, scoprendo la detenzione illecita di armi, oltre che il possesso di numerose uniformi in uso alle Forze di Polizia.

Nello specifico – unitamente a 2 divise complete, una giacca a vento e 3 berretti – è stato rinvenuto un borsone contenente maglioni, cravatte, camicie, scarpe, nonché vari gradi militari. Tale vestiario è stato, parimenti all’armamento individuato, sottoposto a sequestro e i responsabili sono stati denunciati a vario titolo all’Autorità Giudiziaria – per lesioni e minacce riscontrate nell’ambito dell’attività di polizia giudiziaria originatrice dell’intervento – nonché per detenzione abusiva di armi e possesso illecito di segni distintivi delle Forze dell’Ordine

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