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Cronaca

Marco Pantani, si va verso l’archiviazione dell’inchiesta: i dettagli

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Era il 14 febbraio 2004, quando il corpo senza vita di Marco Pantani veniva ritrovato in una stanza del residence ‘Le Rose’ a Rimini. Da allora aleggia un velo di mistero sulla sua morte, anche se sembra che le indagini siano giunte ad una svolta, con una nuova archiviazione dell’indagine.

In particolare, non sarebbero emersi nuovi elementi tali da far proseguire il processo, anche se Fiorenzo Alessi, legale della famiglia Pantani, ha così ribattuto:

“Se e quando arriverà una richiesta di archiviazione, ne valuteremo le motivazioni e decideremo se varrà la pena fare opposizione. Da quanto sappiamo, in questi anni la Procura ha indagato a fondo seguendo anche i nuovi indizi e le nuove tracce che abbiamo fornito per conto della famiglia Pantani”.

Tuttavia, da quel momento sono tante le persone ascoltate dai giudici, compreso il tassista che portò davanti al residence le due ragazze e Fabio Miradossa, il pusher che patteggiò nel 2005 una pena per spaccio legato alla morte del ciclista, il quale alla Commissione antimafia dichiarò: “Marco è stato ucciso”, dichiarazioni mai confermate agli inquirenti.

Al momento quindi, sembra che il caso sulla morte del campione vada verso la definitiva archiviazione.

Cronaca

Tragedia in volo, aereo si schianta e prende fuoco: morte 18 persone

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Tragico incidente aereo in Nepal, nel quale almeno 18 persone hanno perso la vita.

Secondo le prime informazioni, un piccolo aereo passeggeri si è schiantato e ha preso fuoco poco dopo il decollo dal Tribhuvan International Airport della capitale Kathmandu. A bordo vi erano due membri dell’equipaggio e 17 tecnici diretti alla città turistica di Pokhara per riparare un altro aereo.

Ecco le parole del portavoce dell’aeroporto, Tej Bahadur Poudyal:

“Solo il comandante si è salvato e sta ricevendo cure in ospedale”.

Pertanto, i video mostrano i Vigili del Fuoco che cercano di spegnere l’incendio e il denso fumo nero che si alza nel cielo. Si trattava un aereo Bombardier della compagnia aerea locale Saurya Airlines.

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Cronaca

Rifiuti in fiamme ad Arzano, sequestrato un terreno: i particolari

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Controlli serrati ad Arzano, nel napoletano, dove gli agenti della Polizia locale coordinati dal comandante Biagio Chiariello hanno setacciato diverse località della città alla ricerca di attività illecite.

Nel corso del monitoraggio è rientrata una zona a confine con il comune di Grumo Nevano, precisamente in via Sensale, dove ci sono diverse coltivazioni e animali, e dove qualcuno ha pensato di dare fuoco ad un terreno di circa 800 metri quadri con dei rifiuti all’interno.

Pertanto gli agenti hanno sequestrato un terreno adoperato per la combustione illecita dei rifiuti, con i Vigili del Fuoco intervenuti sul posto per lo spegnimento del rogo.

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Cronaca

Crollo a Scampia, l’appello del Comitato Vele: “Tutti i partiti si impegnino ad organizzare una task force straordinaria per le nuove case”

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Dopo il dramma avvenuto lunedì sera a Scampia, con il crollo del ballatoio della Vela Celeste che ha causato la morte di due persone, il Comitato Vele di Scampia ha lanciato un appello alle istituzioni tramite una nota:

“Il dolore per la perdita di due giovani innocenti, due figli delle Vele, che non meritavano di vedere spezzata così la propria vita e i propri sogni. Ma anche la rabbia perché a Scampia non c’è tempo da perdere e il popolo delle Vele non può aspettare. Tutte le istruzioni, da quelle locali a quelle europee, tutti i partiti che oggi hanno preso parola su quanto accaduto nella Vela Celeste, si impegnassero da subito ad organizzare una task force straordinaria affinché siano costruiti immediatamente gli alloggi sostitutivi per tutti gli abitanti delle tre Vele e la Vela Gialla e la Rossa siano finalmente abbattute”.

Poi, continua: “Quei mostri di cemento in cui per anni abbiamo vissuto, hanno costruito al loro interno una comunità che è come una famiglia. Per questo tutti noi abbiamo perso dei fratelli, dei figli. Vogliamo inoltre unirci all’apprensione di tutta la città per le bambine, per i feriti, soprattutto per chi ancora è in gravi condizioni. Da anni in ogni corteo, ad ogni occupazione, ad ogni blocco stradale, in ogni incontro gridiamo alle istituzioni tutte che non c’è tempo da perdere. Lo gridiamo non solo perché una casa dignitosa è un diritto essenziale per tutti, ma perché nessuno meglio di noi conosce le condizioni di estrema precarietà e fragilità in cui versano le Vele diventate purtroppo un campo di battaglia per le forze politiche avverse che hanno rallentato il compimento del processo”.

“In quarant’anni abbiamo sudato ogni risultato, costruito un modello di autodeterminazione capace di respingere la narrazione negativa che ci voleva ‘brutti sporchi e cattivi’, ma soprattutto abbiamo fatto pesare tutti i ritardi, perché mai e poi mai avremmo voluto arrivare al punto di dover piangere dei morti. Deve essere chiaro quindi, che quello che è successo non può in alcun modo rappresentare un motivo di rallentamento di un processo che va anzi velocizzato. Vogliamo inoltre che sia chiaro che gli abitanti della Vela Celeste sfollati non hanno occupato l’Università, ma che sono semplicemente entrati in un luogo che appartiene innanzitutto a loro perché quell’edificio, oggi orgoglio della città, è frutto del piano di riqualificazione del quartiere pensato e voluto in questi decenni proprio dagli abitanti delle Vele. Entrare all’Università è stata una soluzione obbligata per dare rifugio a centinaia di persone che hanno dovuto fare i conti con una macchina dei soccorsi impreparata e non attrezzata”.

Infine, ha così concluso la nota: “Vogliamo ringraziare tutti i singoli e le associazioni per la solidarietà e per la mobilitazione di queste ore, e ringraziare inoltre per la solidarietà gli artisti che hanno a cuore le Vele di sostenerci in questa difficile battaglia. Abbiamo allestito un punto di raccolta al cantiere 167 in via della Resistenza per i beni di prima necessità, e ne allestiremo a breve un altro a Mezzocannone occupato, in via Mezzocannone civico 12”.

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