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Salute

Unione Europea, firmato maxi contratto per vaccino contro l’influenza aviaria

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La Hera, braccio operativo della Commissione europea, ha firmato un contratto con la società farmaceutica inglese Seqirus, per la fornitura di 665mila dosi di vaccino a uso umano contro la trasmissione dell’influenza aviaria.

I vaccini saranno destinati alle persone più esposte al rischio di trasmissione, in primo luogo chi lavora in allevamenti avicoli e i veterinari.

Il contratto, che ha la durata di 4 anni, prevede la possibilità che vengano forniti altri 40 milioni di dosi. Gli Stati membri partecipanti avranno accesso a contromisure mediche per prevenire l’influenza aviaria. Il vaccino – destinato ai soggetti più esposti al potenziale trasferimento dell’influenza aviaria, cioè ai lavoratori degli allevamenti di pollame e ai veterinari – ha lo scopo di prevenire la diffusione di potenziali focolai di influenza aviaria in Europa proteggendo i cittadini e i mezzi di sussistenza.

Quindici Paesi Ue e dello spazio economico europeo partecipano a questa operazione. Il contratto consente a ciascun Paese partecipante di tenere conto del proprio contesto di salute pubblica e di ordinare i vaccini in base alle proprie esigenze.

La prima spedizione ha avuto come destinazione la Finlandia.

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Attualità

Febbre Oropouche, primo caso europeo registrato in Veneto

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In Veneto, è stato diagnosticato il primo caso europeo di Febbre Oropouche.
Un virus trasmesso tramite punture di insetti (zanzare e moscerini in particolare) che si manifesta con sintomi abbastanza evidenti: a contrarlo è stata una donna tornata di recente da un viaggio nella regione tropicale caraibica.
Il caso è stato segnalato alle autorità sanitarie e all’ASL di competenza della Regione Veneto.

Oropouche fa parte delle malattie arbovirosi, ovvero quelle trasmesse agli esseri umani tramite alcune specie di antropodi che si nutrono di sangue. Si manifesta con febbre particolarmente altamal di testa, malessere generale, dolori muscolari, nausea, vomito e fotofobia. I primi sintomi tendono a manifestarsi dai 3 agli 8 giorni successivi alla puntura dell’insetto.

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Salute

Dati Iss: 4 italiani su 10 sono in sovrappeso, 1 su 10 è in obesità

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Quattro italiani su 10 pesano troppo e uno su dieci è in una condizione di obesità.

E non decolla il consumo delle cinque porzioni giornaliere di frutta e verdura raccomandate dalle linee guida per una corretta alimentazione.  Se è vero infatti che pochi italiani adulti nella fascia 19-69 anni, il 3%, dichiarano di non inserirle nei propri pasti, meno di una una persona su 2, il 45%, ne consuma almeno 3 porzioni al giorno. 

L’abitudine al consumo dei cosiddetti ‘five a day’ è più comune nelle donne, nelle persone con minori problemi economici e cresce con l’avanzare dell’età per arrestarsi negli over 65, dove la quota di persone che mangiano almeno 3 porzioni al giorno o aderiscono al five a day ha raggiunto nel 2023 il valore più basso dal 2016.
Alcune Regioni del Sud (Molise, Campania, Basilicata, Puglia) continuano a detenere il primato per quota più alta di persone in eccesso ponderale (sfiorando la metà della popolazione residente). L’aumento di sovrappeso e dell’obesità è sostenuto dalle classi di età più giovani (18-34enni) mentre fra i 50-69enni si riducono entrambe; fra le donne aumenta il sovrappeso ma non vi sono differenze di genere nell’obesità.

Tra gli over 65 ad essere in eccesso ponderale è oltre la metà (56%), il 41% in sovrappeso e il 15% obeso. Con l’avanzare dell’età, specie negli over 75,vi è un calo ponderale fisiologico.

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Salute

Sempre più vicino il vaccino contro l’Aids

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C’è un’arma con cui il nostro organismo può difendersi dall’aggressione dell’Hiv: un vaccino che sembrerebbe spingere alla produzione di anticorpi neutralizzanti.

Il vaccino in questione è il primo ad aver dimostrato di poter sollecitare la creazione dei cosiddetti “anticorpi neutralizzanti HIV-1”, cioè degli anticorpi che riescono a neutralizzare tutti i virus appartenenti al sottotipo 1 dell’Hiv (il più comune).

Un traguardo non scontato, visto che il virus è noto per la sua capacità di mutare velocemente ed eludere i meccanismi di riconoscimento del nostro sistema immunitario. Questi anticorpi neutralizzanti hanno la capacità di prendere di mira alcune strutture del virus che tendono ad essere conservate anche quando questo muta.

Il trial del nuovo vaccino, lanciato nel 2019, ha coinvolto 24 partecipanti sani, 20 dei quali hanno ricevuto il vaccino, agli altri quattro è stato somministrato un placebo.

Inutile aspettarsi miracoli in tempi brevi ma gli sviluppatori del vaccino sono abbastanza fiduciosi: se la loro tecnica ha funzionato una volta, è probabile che lo faccia di nuovo, e quindi potrebbe essere ormai questione di tempo prima che si riesca a formulare un vaccino contro l’Hiv realmente efficace. Sicché potrebbe essere impedito al virus – una volta per tutte – di continuare a mietere vittime.

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