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Caso Carfora: si pronuncia anche Flora Celiento, Dirigente dell’istituto De Gasperi

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Allo sfogo del Preside Perna si accoda quello della Dirigente scolastica dell’istituto comprensivo De Gasperi Flora Celiento, la quale ribadisce le parole del suo collega riguardo il dimensionamento delle scuole del territorio approvato dalla Giunta Monopoli per l’a.s. 2016/17, condiviso dall’Usr e confermato dalla Regione Campania con delibera n. 20 del 26/01/2016.

In verità la Dirigente aveva già in precedenza scritto una lettera indirizzata al Sindaco per ringraziare la giunta comunale di aver preso a cuore la sua denuncia per le precarie condizioni in cui gli insegnanti, gli ATA e gli alunni si ritrovavano ad operare in seguito al crollo del tetto del plesso Don Diana.

Di seguito riportiamo il suo commento al nostro articolo pubblicato ieri.

“Condivido i pensieri ed i sentimenti del Preside Perna. La Carfora strumentalizza eventi tragici per insistere sempre sulla stessa questione della scuola razionalizzata. Le scuole, quando hanno pochissimi alunni, devono essere razionalizzate come prevede la normativa. Non deve più insistere visto che nella scuola Viviani sono iscritti meno di 20 alunni. Questa scuola sarà annessa alla’ Istituto Parco Verde e funzionerà regolarmente sotto la guida di Perna. Non sopportiamo più di interviste ed articoli dove la stessa Carfora mette di non riuscire ad abbassare il tasso di dispersione scolastica nella sua scuola: e’ un’ ammissione di fallimento,ma continua a dire di avere un progetto formativo valido al Parco Verde….Valido? Con soli 20 alunni rimasti?
Perché nessuno interviene per chiarire come stanno veramente le cose?
Aiutiamo il preside Perna a far capire la verità ed aiutiamo le brave persone del Parco verde a riscattarsi dopo essere state conosciute solo per le cose negative che sono accadute!”.

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Ucraina, il russo Medvedev attacca il ministro Crosetto: “Un raro eccentrico”

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Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dimitri Medvedev, ha attaccato su Telegram il ministro della Difesa Guido Crosetto. Ecco le sue dichiarazioni:

“Non ci sono molti sciocchi nelle strutture di potere europee, ma il ministro della Difesa italiano ha definito la fornitura di veicoli blindati e di altre armi all’Ucraina, un modo per evitare la Terza Guerra Mondiale. Un raro eccentrico. Se dovesse scoppiare una terza guerra mondiale, non salveranno i carri armati e nemmeno i jet da combattimento. Sicuramente tutto sarà in macerie”.

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Blitz dei carabinieri, ritrovata scultura del Duomo di Milano sparita nel 1943

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Importante ritrovamento avvenuto a Vallefoglia, nelle Marche, dove è stata rinvenuta una gargolla del Duomo di Milano, una scultura in marmo a forma di drago alato, che faceva parte della guglia numero 6, ed è stata posta sotto sequestro dalla Procura della Repubblica di Milano.

In particolare, il fregio ornamentale del peso di 250 kg per un metro e mezzo di altezza, si era staccato dopo un bombardamento degli Alleati nel 1943, in piena Seconda Guerra Mondiale, che aveva danneggiato il Duomo.

Pertanto, il pezzo è stato trovato in possesso di un gallerista marchigiano, ora indagato per ricettazione ed esportazione illecita di bene culturale, poiché voleva venderlo ad una fiera d’antiquariato in Olanda.

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Autorità portuale di Napoli, nove anni dal blitz cadono le accuse per peculato, truffa e turbativa di gara

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Non c’è stato alcun accordo tra Autorità portuale e gruppi di imprenditori concessionari. Non ci sono stati condizionamenti di procedure amministrative e di appalti, né sono stati dimostrati degli abusi da parte dei vertici che gestiscono le banchine napoletane. Accuse crollate al termine del processo di primo grado, a distanza di nove anni dal blitz disposto dalla Procura di Napoli, a colpi di misure cautelari, sequestri e avvisi di garanzia. Eccolo il verdetto firmato due sere fa dai giudici del Tribunale di Napoli, in favore degli ex vertici dell’autorità portuale di Napoli. Parliamo di una ipotesi investigativa che non ha retto alla prova del dibattimento, non essendo emerse dal processo contatti irregolari tra presidenza e imprenditori. Assoluzione piena anche per Nicola Coccia, che ha dimostrato la correttezza della propria condotta a capo del Terminal di Napoli.

Nessun commento pubblico da parte dell’ammiraglio Dassatti, perfettamente in linea con il suo rispetto per le istituzioni. Preferisce che a parlare siano i magistrati, al termine del dibattimento, anche se chi gli è stato vicino in queste ore sottolinea la soddisfazione per essere uscito a testa alta da una vicenda che “nove anni fa devastò la sua vita professionale e la sua carriera militare”. Ad essere assolti anche Vincenzo Ambrosino Di Bruttopilo, Bruno Dardani, Barbara Gazzale, Pasquale Legora De Feo, al termine di un dibattimento nel corso del quale l’ente Autorità portuale si era anche costituita parte civile. “Tutto ha inizio da esposti di alcuni concessionari, in una sorta di battaglia condotta da blocchi imprenditoriali – potenzialmente concorrenti – nella gestione delle concessioni per la gestione delle banchine. Decisivo l’esame degli imputati, ma anche il deposito – nel corso del dibattimento – dei vari pronunciamenti amministrativi di Tar, Consiglio di Stato, Autorità garante che imponevano una revisione dei regolamenti, per abbattere eventuali posizioni dominanti.”

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