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Francesca Carfora sospesa dal lavoro per assenteismo

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Il vizietto dei furbetti e degli assenteisti nelle amministrazioni statali sembra non avere mai fine. A niente servono le figuracce dei colleghi già arrestati, indagati, sospesi e a cui è stato puntato il dito dai media nazionali e dai cittadini sempre più arrabbiati per questa situazione che persiste al di la di ogni repressione attuata.

Questa volta sotto i riflettori della giustizia sono finiti diversi dipendenti dell’ASL di Caserta.

EdizioniCaserta, il sito di informazione on line, pubblica i nomi dei lavoratori coinvolti in questo ennesimo scandalo.

Tra gli altri spicca un cognome  noto ai Caivanesi, quello della preside definita “coraggio” da alcuni giornali e che combatte affinché, attraverso il dimensionamento scolastico, non le venga negato un plesso da dieci alunni che occupano uno spazio destinato a più di trecento ragazzi.

Infatti nell’elenco dei sospesi pubblicato dal giornale casertano, si legge il nome di certa Francesca Carfora, 49 anni, la quale, sempre secondo il giornale casertano, sembrerebbe essere sorella di un famoso dirigente scolastico.

Se ciò fosse vero si potrebbe pensare che forse la Francesca si assentava per aiutare la sorella a recuperare i bambini inadempienti e assenteisti della scuola da lei presieduta? Si sa tra assenteisti ci si capisce.

Sarebbe comunque un comportamento alquanto scorretto nei confronti dei cittadini che le pagano lo stipendio e, sicuramente, non aiuterebbe a far diminuire l’evasione scolastica in un quartiere dove altri presidi non hanno bisogno di girare con il megafono per richiamare i ragazzini che, a dispetto di altre, nelle loro scuole ci vanno volentieri.

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Attualità

Tra il mare e il tempo rubato: il debutto di Mirodimare, il diciannovenne che canta l’infanzia

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C’è qualcosa di magnetico e profondamente antico in Mirko Della Vecchia, in arte Mirodimare. A soli diciannove anni, il giovane cantautore annuncia il suo debutto sulla scena musicale con il singolo “Io, ‘nu criaturo”, un brano che non è solo una canzone, ma un atto di resistenza poetica.

Il suo pseudonimo è un sofisticato gioco semantico: una crasi tra la radice protoslava del suo nome (Mirodislavia) e il mare, l’elemento viscerale della sua terra. Mirodimare incarna il paradosso di un ragazzo della “generazione Z” con un’anima che sembra aver vissuto mille vite. Con i suoi capelli ricci e lo sguardo malinconico, Mirko sembra uscito da una pellicola d’autore degli anni ’70, portando con sé un’aria introversa che si trasforma in urgenza comunicativa appena tocca le corde della sua chitarra.

Il singolo è un’analisi cruda e necessaria sull’infanzia rubata. “La chiave di lettura è il tempo che non tornerà” spiega l’artista. Mirodimare punta il dito contro l’indifferenza del mondo verso i più piccoli, denunciando il peso di una spensieratezza perduta che le nuove generazioni si trovano oggi a pagare.

È impossibile non notare in lui un riflesso familiare: quella somiglianza fisica e timbrica con Pino Daniele che lo accompagna come un’ombra benevola. Ma Mirko non è un imitatore. La sua è una “risonanza naturale”, un’eredità genetica e spirituale che affonda le radici nella Napoli Power, ma che si apre a influenze internazionali: dal chitarrismo di John Mayer al soul di Daniel Caesar, fino al groove di George Benson e al carisma di Freddie Mercury.

Timido nella vita, ma dirompente nell’arte, Mirodimare usa la musica per evadere dai cliché. In un’epoca dove la condivisione digitale sembra aver svuotato i rapporti umani, lui sceglie le note come strumento di comunicazione autentica. “La musica resta il mio strumento più forte” afferma il cantautore, presentandosi come un’anima che osserva il mondo in profondità prima di raccontarlo, cercando una strada che parta da Napoli per parlare al cuore di tutti.

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Attualità

Studio medico abusivo sequestrato nell’Avellinese

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La titolare, laureata in Medicina e chirurgia ma non iscritta all’Ordine dei medici, esercitava all’interno della sua abitazione privata senza alcuna autorizzazione sanitaria e amministrativa in un vero e proprio attrezzatissimo ambulatorio con sofisticate strumentazioni elettromedicali. I militari hanno anche sequestrato un notevole quantitativo di prodotti farmaceutici. La professionista è stata denunciata per esercizio abusivo della professione. Attrezzature e medicinali sono stati posti sotto sequestro.

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Esercizi commerciali, si riaccende il dibattito nazionale sull’opportunità di limitare le aperture domenicali e festive

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Si riaccende il dibattito nazionale sull’opportunità di limitare le aperture domenicali e festive degli esercizi commerciali, al fine di garantire maggiore equilibrio tra vita lavorativa e familiare per i dipendenti del settore.

Sull’argomento è intervenuto Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’Associazione dei Direttori di Centri Commerciali, sottolineando la necessità di distinguere tra i diversi comparti del commercio.

È fondamentale separare il tema della grande distribuzione organizzata (GDO) da quello dei centri commerciali. Questi ultimi, oggi, non sono più solo luoghi di acquisto, ma veri e propri spazi di aggregazione sociale e svago per famiglie, giovani e anziani, soprattutto nei giorni festivi. Limitare le aperture avrebbe un impatto non solo economico, ma anche sociale”.

Il confronto resta aperto e merita un approccio equilibrato, che tenga conto sia delle esigenze dei lavoratori sia della funzione sociale che molti spazi commerciali svolgono nelle comunità locali.

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