Resta sintonizzato

Attualità

I 10 consigli per essere credibili su Facebook

Pubblicato

il

La rete dei social, si sa, è un mondo che può essere intransigente come nessuno e spesso basta una virgola fuori posto o una tacita regola a noi sconosciuta per scatenare l’ironia generale dei nostri follower più ‘navigati’.
Ecco a voi le 10 regole must per non sembrare i polli di turno su Facebook.

16ysnf


1. Usate il buon senso e siate umili
La prima regola, valida in qualsiasi interazione sociale, anche dal vivo, è quella di usare il buon senso con i nostri interlocutori. Inoltre, tutto ciò che scrivete su Facebook è pubblico, non importa quanto voi vi sentiate intelligenti o capaci di poter convincere l’altro, potrebbe sempre esserci qualcuno di più intelligente di voi dietro l’angolo, pronto a smentirvi e beffarsi della vostra ignoranza.

2. Non imbarcatevi in argomenti a voi sconosciuti
Ormai tutti sanno usare Google per darsi una visione generale veloce di un argomento o su un personaggio; spesso però questa tecnica viene utilizzata in modo sbagliato per espletare su Facebook opinioni forzate e saccenti. Voglio svelarvi un piccolo segreto: Quando lo fate, si vede. L’utente con una padronanza vera di un determinato argomento capirà subito che la vostra opinione è costruita su conoscenze superficiali e quindi, probabilmente, da un’occhiata veloce data su Google.

3. Le regole grammaticali esistono per un motivo, cercate di seguirle
E subito penserete ‘non siamo mica a scuola’. Il problema è che su Facebook lo scambio di opinioni è testuale. Non esistono toni, non esistono espressioni facciali, non esiste linguaggio del corpo. Questo significa che gli unici strumenti che abbiamo per far capire le nostre intenzioni sono la grammatica e la scelta dei termini.
Evitate le k, evitate le valanghe di punti sospensivi.
Skrivere……… kosì……. :D, mi dispiace dirlo, vi farà sembrare dei polli.

No... Cioè no.

 

4. Evitate troppi acronimi
LOL, XD, sono modi di esprimersi che potrebbero sembrare simpatici all’occhio del comune utente, e in effetti lo sono se usati al momento giusto.

12642786_1721271951419206_3075223511166959911_n

Uno dei tanti meme creati per deridere i ‘quarantenni’

Evitiamo però di abusarne e di usarli in ogni commento. Dovrebbero anzi essere rari e usati solo nei momenti più epici.

5. Gli ‘adesivi’ a catena sono ciò che di più odiato esista su Facebook
Gli adesivi sono la versione ingigantita e infantile delle più classiche e piccole emoij; ed è una funzione che Facebook mette a disposizione nei commenti.
Esistono ormai intere pagine dedicate alla presa per il culo di quarantenni che usano questi adesivi a valanga.
Sono già odiosi se messi una volta, figurarsi metterne cinque consecutivi in cinque commenti diversi. Pura follia.
E questo ci porta alla prossima regola.

 

6. Non fate multiposting

Fin dai tempi della nascita di internet è deprecata dagli utenti esperti la pratica del multiposting, che si traduce in italiano con invio multiplo.

Cattura

Non è il caso. Davvero.

Questa pratica consiste nell’usare più commenti per scrivere un messaggio per cui se ne poteva benissimo usare soltanto uno.
Questo uso è fastidioso, allunga i tempi di lettura, rende meno comprensibile e più disordinata la discussione.
Usate piuttosto lo strumento ‘Modifica commento’ se dovete aggiungere qualcosa a quanto già scritto.

7. Il BLOCCO MAIUSCOLE ha un significato ben preciso
Lo troviamo sulle tastiere come Bloc Maiusc o Caps Lock ed è quel tasto che ci permette di scrivere tutte le lettere in maiuscolo. Nel gergo del web, scrivere in Caps significa urlare. NON USATELO A CASO, a meno che non vogliate sembrare dei totali sclerati.

8. Non date cibo al troll
Per ‘troll’ si intende un individuo provocatore che commenta all’unico scopo di accrescere il suo ego scatenando i cosiddetti ‘flame’, le sanguinose discussioni online dove DontFeedtheTrollstutti si sentono i portatori della verità assoluta e che si concludono di solito con litigi o anche con la distruzione di intere community.
Il troll si ciba delle tue risposte incazzate e diventa più potente e sicuro man mano che si nutre.
L’unico modo per batterlo è non rispondergli. Non. Rispondergli.
Ignoratelo e andrà via piangendo con la testa nel cuscino per via della sua depressione cronica.

9. Le catene per ‘tutelare’ la vostra privacy non servono a nulla
Se non a farvi sembrare dei polli. Quando vi siete iscritti a Facebook avete accettato dei Termini e delle Condizioni ben precise che permettono tra l’altro a Facebook di avere la proprietà sui diritti di ogni singola cosa che condividete su questo social.
Non potete lamentarvi di non avere privacy se ogni singolo minuto condividete pubblicamente i vostri pasti, il momento della vostra doccia, i viaggi che fate, le vostre ricorrenze e i vostri dati sensibili.
Se volete più privacy, semplicemente smettete di fare tutto ciò, nessuno vi obbliga.

10. Non fate spoiler
Il termine ‘spoiler’ nasce già dai più antichi forum creati in rete. Si trattava di una funzione che permetteva di nascondere un testo o altro contenuto per evitare letture indesiderate. Usata soprattutto per discussioni su film, serie tv e videogame per non rivelare finali, colpi di scena, parti della trama o anche per dare una semplice opinione inerente alla stessa.
Su Facebook non esiste una funzione per nascondere il testo (lo spoiler) e dare possibilità di scelta all’ignaro lettore, quindi il termine viene oggi utilizzato per analogia proprio per indicare il contenuto stesso oggetto di argomenti indesiderati, come finali o parti di trama.
Non fate spoiler! Potrebbero incazzarsi tutti. O almeno, se proprio volete esprimere un’opinione su una parte specifica di una trama, dite a caratteri cubitali che nello stato o nel commento che state per scrivere è presente uno spoiler. Salverete molte vite.

 

Continua a leggere
Pubblicità
Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Attualità

Ucraina, il russo Medvedev attacca il ministro Crosetto: “Un raro eccentrico”

Pubblicato

il

Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dimitri Medvedev, ha attaccato su Telegram il ministro della Difesa Guido Crosetto. Ecco le sue dichiarazioni:

“Non ci sono molti sciocchi nelle strutture di potere europee, ma il ministro della Difesa italiano ha definito la fornitura di veicoli blindati e di altre armi all’Ucraina, un modo per evitare la Terza Guerra Mondiale. Un raro eccentrico. Se dovesse scoppiare una terza guerra mondiale, non salveranno i carri armati e nemmeno i jet da combattimento. Sicuramente tutto sarà in macerie”.

Continua a leggere

Attualità

Blitz dei carabinieri, ritrovata scultura del Duomo di Milano sparita nel 1943

Pubblicato

il

Importante ritrovamento avvenuto a Vallefoglia, nelle Marche, dove è stata rinvenuta una gargolla del Duomo di Milano, una scultura in marmo a forma di drago alato, che faceva parte della guglia numero 6, ed è stata posta sotto sequestro dalla Procura della Repubblica di Milano.

In particolare, il fregio ornamentale del peso di 250 kg per un metro e mezzo di altezza, si era staccato dopo un bombardamento degli Alleati nel 1943, in piena Seconda Guerra Mondiale, che aveva danneggiato il Duomo.

Pertanto, il pezzo è stato trovato in possesso di un gallerista marchigiano, ora indagato per ricettazione ed esportazione illecita di bene culturale, poiché voleva venderlo ad una fiera d’antiquariato in Olanda.

Continua a leggere

Attualità

Autorità portuale di Napoli, nove anni dal blitz cadono le accuse per peculato, truffa e turbativa di gara

Pubblicato

il

Non c’è stato alcun accordo tra Autorità portuale e gruppi di imprenditori concessionari. Non ci sono stati condizionamenti di procedure amministrative e di appalti, né sono stati dimostrati degli abusi da parte dei vertici che gestiscono le banchine napoletane. Accuse crollate al termine del processo di primo grado, a distanza di nove anni dal blitz disposto dalla Procura di Napoli, a colpi di misure cautelari, sequestri e avvisi di garanzia. Eccolo il verdetto firmato due sere fa dai giudici del Tribunale di Napoli, in favore degli ex vertici dell’autorità portuale di Napoli. Parliamo di una ipotesi investigativa che non ha retto alla prova del dibattimento, non essendo emerse dal processo contatti irregolari tra presidenza e imprenditori. Assoluzione piena anche per Nicola Coccia, che ha dimostrato la correttezza della propria condotta a capo del Terminal di Napoli.

Nessun commento pubblico da parte dell’ammiraglio Dassatti, perfettamente in linea con il suo rispetto per le istituzioni. Preferisce che a parlare siano i magistrati, al termine del dibattimento, anche se chi gli è stato vicino in queste ore sottolinea la soddisfazione per essere uscito a testa alta da una vicenda che “nove anni fa devastò la sua vita professionale e la sua carriera militare”. Ad essere assolti anche Vincenzo Ambrosino Di Bruttopilo, Bruno Dardani, Barbara Gazzale, Pasquale Legora De Feo, al termine di un dibattimento nel corso del quale l’ente Autorità portuale si era anche costituita parte civile. “Tutto ha inizio da esposti di alcuni concessionari, in una sorta di battaglia condotta da blocchi imprenditoriali – potenzialmente concorrenti – nella gestione delle concessioni per la gestione delle banchine. Decisivo l’esame degli imputati, ma anche il deposito – nel corso del dibattimento – dei vari pronunciamenti amministrativi di Tar, Consiglio di Stato, Autorità garante che imponevano una revisione dei regolamenti, per abbattere eventuali posizioni dominanti.”

Continua a leggere
Pubblicità
Pubblicità

Popolari

Copyright © 2020 Minformo - Testata giornalistica reg. 20/2016 Tribunale Napoli Nord - Direttore Responsabile Mario Abenante - info@minformo.com - Privacy Policy