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POLITICA

Sono loro

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Sbraitano, fanno finta di incazzarsi, litigano per poi ritrovarsi nel primo bar a sorseggiare il caffè con quell’aria strafottente di chi sa che gli sarà perdonata qualunque magagna.
A volte si divincolano dalla morsa del “si fa come dico io, altrimenti tutti a casa”, sparlano alle spalle degli amici di camerata, organizzano gavettoni, agguati con pistole ad acqua, sputano sentenze insieme alla saliva resa acida dai roghi tossici, poi tornano quieti perché hanno da accontentare gli elettori.
Trascorrono una vita sotto il ricatto di una croce sulla scheda elettorale; è la loro croce, i debiti si pagano fino all’ultima lira, non importa se non hai soldi, te li prestano ad usura. Così funziona quando si promette l’impossibile per legge.
Chiudono un occhio, e spesso, anche due, per non vedere lo scempio degli appalti, i soldi dati a valanga alle ditte amiche, le fogne che straripano luridume da sotto terra e nascondono quello che c’è sopra.

Si ritrovano nei pub a festeggiare non si sa quali vittorie e si ubriacano di sé stessi.

Sono loro, i politici Caivanesi.

Poi ci sono le associazioni, quelle nate da una puzza e che adesso si ritrovano attorno a un fuoco, quello dei roghi, detentori di verità assoluta, quelli che “se voti puoi morire”, se non voti sei un Coglione.

Quelle che difendono le loro idee e calpestano quelle degli altri, e ti escludono, e ti fanno il sorrisino come i tifosi della juve all’acquisto di Higuain. Si chiudono dentro e combattono contro tutti, il razzismo del razzismo.

Quelle che temono tu possa prenderti qualcosa del nulla che hanno costruito, e allora niente dialogo, solo attacchi.

La puzza del fumo di satana, dei copertoni bruciati, dell’amianto scoppiettante, li aggrada, De Luca ci mette i soldi e loro il silenzio.

Ci sono i giovani e gli adulti, quelli che lavorano tra il baccano infernale delle mimetiche ecclesiali e il silenzio colpevole delle istituzioni. Cittadini qualsiasi, agnelli sacrificali che ci sperano davvero, e combattono, e denunciano.

Sono loro che cambieranno le coscienze di una generazione che continua a generare odio e rassegnazione, che punta il dito e non ammette contraddittorio.

Loro si, ci riusciranno. Perché hanno il cuore un passo avanti.

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campania

Liste d’attesa in Campania, cambia tutto: la Regione “taglia” i manager dai controlli

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NAPOLI – Una piccola rivoluzione burocratica scuote la sanità campana. La Regione ha deciso di cambiare radicalmente la “cabina di regia” che si occupa di gestire le infinite liste d’attesa negli ospedali e nelle ASL. Il segnale è chiaro: il controllo torna totalmente nelle mani degli uffici regionali.

Fino a ieri, il tavolo che doveva monitorare i tempi d’attesa era composto da un mix di dirigenti della Regione e dai direttori generali (i “manager”) delle grandi strutture, come il Cardarelli o l’ASL Napoli 1.

Con la nuova delibera voluta dal Presidente Roberto Fico, i manager delle ASL escono di scena. Al loro posto, l’Unità di gestione sarà formata esclusivamente da dirigenti interni alla Regione Campania.

Il motivo è semplice e punta alla trasparenza: separare chi controlla da chi viene controllato. Spesso i direttori generali delle ASL si trovavano nella doppia veste di dover organizzare i servizi e, contemporaneamente, giudicare se quegli stessi servizi funzionassero bene. Escludendoli dalla cabina di regia, la Regione punta a un monitoraggio più severo e imparziale su:

  • I volumi delle prestazioni (quante visite si fanno);
  • I tempi effettivi di attesa per i cittadini;
  • Le criticità delle singole strutture.

Il Presidente Fico, che ha tenuto per sé la delega alla Sanità, accorcia così la catena del comando. L’obiettivo dichiarato è riprendere il controllo diretto sui dati per capire cosa non funzioni e dove intervenire.

Resta ora da vedere se questo “cambio di poltrone” basterà a ridurre i mesi di attesa che i cittadini campani devono sopportare per una tac o una visita specialistica. Per ora, la mossa serve a chiarire le responsabilità: la Regione controlla, le ASL devono eseguire.

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Attualità

Casoria, domenica 8 marzo “Genia insieme con l’autismo”: giornata di attività informative e sociali

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Si terrà Domenica 8 marzo 2026 dalle ore 10, presso il Parco Michelangelo di Via Michelangelo di Casoria, una giornata dedicata ad attività informative e sociali con l’associazione “Genia insieme con  l’autismo”.

Nell’ambito delle iniziative promosse dell’Assessorato alle Politiche Sociali con l’Assessore Salvatore Iavarone, in collaborazione con l’associazione “Genia Insieme con l’autismo” si terranno dei laboratori creativi a tema  Festa della donna, con attività  sportive per i bambini e distribuzione di cioccolatini.

I genitori dei bambini autistici del territorio hanno costituito un’associazione che sta aggregando diverse famiglie del territorio e che è impegnata in iniziative con l’assessorato alle politiche sociali per attivare iniziative e servizi per i ragazzi.

L’iniziativa dell’8 Marzo ha lo scopo di far conoscere l’associazione ed aggregare nuove famiglie al fine di promuovere sempre più attività sul territorio.

Per Salvatore Iavarone Assessore alle Politiche Sociali: “il tema dell’autismo è uno dei temi principali sui quali come assessorato porremo la nostra attenzione, mettendo al centro della nostra agenda politica i bisogni dei bambini”.

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POLITICA

Frode nel settore vinicolo: maxi-sequestro della Finanza per 4 milioni di euro

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L’operazione nazionale “Vinum mentitum”, condotta dalla Guardia di Finanza in collaborazione con l’Icqrf, ha portato al sequestro di circa 2,5 milioni di litri di vino (valore stimato di 4 milioni di euro) a causa di false certificazioni Dop e Igp. L’indagine del 2024 ha riscontrato irregolarità principalmente amministrative e documentali, senza far emergere responsabilità penali gravi, confermando la sostanziale tenuta del settore vitivinicolo italiano.

Irregolarità riscontrate: Utilizzo improprio di denominazioni di qualità, discrepanze tra le giacenze fisiche in cantina e i registri telematici (Sian) e difformità nelle etichette.

Focus Piemonte: I controlli nelle province di Cuneo, Asti e Alessandria su vini come Moscato d’Asti e Barbera hanno confermato la corretta provenienza delle uve, rilevando però carenze informative e amministrative.

Bilancio sanzionatorio: Segnalati 24 soggetti; elevate 59 sanzioni amministrative (per un totale di 410 mila euro) e 11 diffide.

Aspetti fiscali: L’inchiesta ha svelato anche evasioni fiscali, con un omesso versamento IVA di circa 800 mila euro e casi di lavoro sommerso.

Nonostante i sequestri, le autorità sottolineano che l’attività ha l’obiettivo di tutelare il Made in Italy e la leale concorrenza, garantendo ai consumatori la massima trasparenza su prodotti simbolo dell’economia nazionale.

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