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Diario di Bulla – Come sopravvivere al capodanno

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Come si comportano i cani a capodanno?

I fuochi d’artificio li scombussolano tantissimo, e visto che il periodo fatidico è ormai alle porte, ne abbiamo approfittato per chiedere a Federica Roano e a Bulla di darci qualche consiglio.

DIARIO DI BULLA:
“Io lo dico sempre che le cose brutte possono diventare bellissime! Prendete il Capodanno ad esempio: a Capodanno c’è un sacco di confusione, la gente inizia a sparare i botti già dal pomeriggio mentre le mamme preparano pappe buonissime da mangiare la sera.

Prima, quando la mia proprietaria ancora non sapeva bene come fare, a me il non piaceva proprio! Avevo diarodibulla-01paura di tutte quelle luci e qui rumori.

Pensate che il cagnolino che viveva in casa con noi era anziano e ogni volta eravamo preoccupati che le venisse un coccolone! Invece poi è sempre sopravvissuta, ma comunque aveva una paura incredibile. Io invece abbaiavo tantissimo e correvo per tutta casa, sembravo una matta e non c’era modo di fermarmi. Il cuore batteva a mille e respiravo velocemente. Ero supereccitata e spaventata allo stesso tempo.

Poi, un giorno, la mia proprietaria ha avuto un’idea! Qualche minuto prima della mezzanotte andiamo nella stanza dove c’è lo stereo e lei mette la musica classica, quella di un certo Bach che dice che le sue frequenze rilassano noi cani e caccia fuori miliardi di palline! Io amo le palline! E allora giochiamo tanto, fino a quando non finisce la confusione dei botti. La mia proprietaria è magica! Ha trasformato un momento bruttissimo in uno bellissimo. Ditelo pure ai vostri di proprietari di fare così! Funziona!
Voi però non fate gli scugnizzi e a Capodanno non sparate i botti che noi animali moriamo di paura (nel vero senso della parola)!

Per ulteriori approfondimenti: fiori di bach e animali

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Caivano

CAIVANO. I piccoli campioni dell’Academy in finale a Paestum

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CAIVANO – Una bella notizia per Caivano che dimostra quante potenzialità vere esistono in questo territorio martoriato che nessuno racconta.

Domani è un giorno speciale per tanti bambini di questo paese, in particolare per gli iscritti alla scuola calcio “Academy Caivano”. La squadra composta dai nati nel 2013 e nel 2014, guidati dal mister Vittorio Santagata, punto di riferimento tecnico, educativo e umano dei suoi guerrieri, è impegnata nel prestigioso trofeo “Poseidon” di calcio giovanile, che impegna le migliori 24 squadre di categoria.

Tre giorni di gare tiratissime tra Paestum, Capaccio e Agropoli. E domani Caivano ha un appuntamento con la storia perché l’Academy gialloverde si è qualificata in finale battendo 4 a 0 la scuola calcio di Sant’Anastasia. E in quel di Paestum domani sono attesi tanti caivanesi per dare forza ai figli di questa terra a caccia di un’impresa sportiva in finale che da queste parti assume sempre un altro valore, un altro sapore. Sportivo e sociale. E si spera che al ritorno di questa impresa, comunque andrà la finale, il primo cittadino sia in strada ad accoglierli come questi bambini meritano. Valorizzando l’impegno sociale di chi lontano dai riflettori valorizza i talenti ma soprattutto, come l’ “Academy Caivano”, esprime un valore innanzitutto sociale in una terra di frontiera.

Domani tanti caivanesi a Paestum a sostegno di questi ragazzi che in campo rappresenteranno tutta la comunità.

In bocca al lupo alla Caivano bella. Anche dal direttore e dal Gruppo Minformo.

Tornate vincitori! Lo meritate voi, lo merita il vostro presidente, il vostro mister, tutto lo staff ed anche questa città. Qui c’è bisogno di primati positivi. Anche come questi. Forza Academy, forza Caivano.

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Afragola

CAIVANO. Fumi di propaganda e alleati traditi: la “Nuova Era” è già in crisi.

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CAIVANO – È ufficialmente crisi nell’amministrazione guidata dal sindaco Angelino. Lo pensano tutti nei corridoi del municipio, ma nessuno ha il coraggio di dirlo per non incrinare la narrazione fasulla imposta dal capo assoluto. Quella giunta di “alto profilo”, sbandierata ai quattro venti dagli adulatori del sindaco Angelino, si è rivelata per quello che è: un colossale bluff, esattamente come tutta la costruzione propagandistica della novità e competenza al potere.

Una cosa sono i fatti, un’altra la narrazione di regime. I primi mesi di consiliatura sono scivolati via tra feste, inaugurazioni di opere fatte da altri e manifestazioni utili soltanto a consolidare l’immagine di un Sindaco ormai affetto da una evidente bulimia sociale e da una ossessiva propensione al culto della propria personalità. L’attenzione della comunità è stata artatamente dirottata sul faceto, mai sulle cose serie. Mentre il paese arranca, siamo costretti a subire una pioggia quotidiana di post, selfie di assessori e consiglieri, passerelle continue ed un presenzialismo vuoto da parte dei più fedeli scudieri del capo.

Alcuni sono stati ripagati con poltrone stipendiate: si va dalla Presidenza del Consiglio comunale fino all’assessorato alla Pubblica Istruzione, dove si registrano per ora i balletti scatenati della titolare della delega, Orsella Russo, senza che però le scuole si siano minimamente accorte della sua presenza. Il ruolo istituzionale ridotto a esibizione sguaiata come se la politica fosse un talent scout televisivo.

Ma una volta dipanati i fumi della propaganda di regime, non resta nulla. Emergono invece i malumori, finora soppressi, da parte di consiglieri costretti a subire una giunta che non ha fatto quasi nulla, totalmente slegata dal territorio e priva di reali competenze. Un esecutivo che serve a una sola cosa: permettere al Sindaco di avere tutto sotto controllo, allontanando la politica intesa come partecipazione per perseguire i propri scopi personali. Lui solo deve amministrare e dare al popolo l’impressione di essere l’uomo della provvidenza in grado di risolvere i problemi. Lui solo deve fare politica e tenere i rapporti con i palazzi sovracomunali.

Con una chirurgica distribuzione delle cariche, il Sindaco si è assicurato il favor perpetuo del Presidente del Consiglio comunale agganciato all’immunità e mettendo all’angolo a chi quella poltrona spettava di diritto: il consigliere più votato, Tobia Angelino, forte dei suoi 1200 voti personali. Il campione delle preferenze è stato così relegato al ruolo di speaker di una maggioranza muta, composta da semplici “yes-man”.

Tobia Angelino è stato ridimensionato persino dal segretario di “Caivano Conta”, il quale non ha esitato a trattarlo come pedina di scambio per il seggio in consiglio comunale per suo cugino, Emanuele Scuotto, primo non eletto. L’incastro perfetto ha visto l’ingresso in giunta di Orsella Russo per liberare il posto in assise a Scuotto, mentre si è buttato fumo negli occhi ai critici nominando assessore Raffaele Marzano, fatto passare abilmente come nome indicato da Tobia Angelino. Marzano è entrato in giunta passando sopra la mortificazione del primo eletto.

Fatto fuori Tobia Angelino che appare una vera minaccia per le ambizioni del Sindaco, si è potuto strutturare un sistema accentratore fatto di consiglieri obbedienti e assessori fantasma che, come ammesso dalla stessa assessore Lopez, fanno capo esclusivamente al Sindaco.

Questo schema serve ad Angelino, e solo a lui, per pianificare la sua futura carriera politica. Il sindaco sta infatti puntando a un clamoroso riavvicinamento al Partito Democratico, avendo compreso che in Campania il centrodestra non ha speranze di vittoria. Eccolo allora salire sul palco carditese del vicesindaco della città metropolitana Peppe Cirillo, uomo forte della corrente che fa capo a Casillo/Topo. A Cardito sostiene il PD mentre strizza pure l’occhio al sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. L’avvicinamento del consigliere regionale Lucia Fortini al PD potrebbe essere il tram per condurre il sindaco Angelino, da sempre pupillo di Lello Topo, nell’alveo del centrosinistra e del partito della Schlein, con buona pace dei Dem locali. Angelino potrebbe decidere di costituire il gruppo PD in Consiglio mettendo due dei suoi consiglieri fedelissimi in cambio di un assessore in giunta e del suo ingresso trionfante.

Il campione del finto civismo ha un disperato bisogno di una casacca politica per candidarsi alle imminenti elezioni provinciali, magari proprio nella lista di Manfredi, puntando a una poltrona nella giunta metropolitana. E così l’assessore Marzano si ritrova in una giunta il cui capo politico guarda al PD, mentre lui ha l’ambizione opposta di entrare nelle liste della Meloni per le elezioni politiche del 2027. Contraddizioni e strategie personalistiche che si consumano sulla pelle di Caivano mentre il Governo Meloni, che è ancora presente a Caivano con la struttura commissariale si ritroverebbe un Sindaco ormai apertamente avversario in vista delle prossime politiche.

E mentre Antonio Angelino tesse le lodi di sé stesso e costruisce il suo futuro lontano da qui, a Caivano non resta nulla. La “Nuova Era” è ormai uno slogan vecchio, superato nei fatti dalla crisi politica aperta da “Caivano 2.0” di Gebiola, il quale ha sfiduciato il suo assessore di riferimento. In questa pantomima, né il sindaco ha revocato l’assessore, né quest’ultimo si è dimesso. Al sindaco, infatti, serve il voto di Antonio Esposito in consiglio comunale per l’elezione nell’assise della città metropolitana. L’assessore Cimmino indicato da Esposito, è una figura virtuale che non ha votato il Rendiconto 2025 e che ha svolto tutte le sedute di giunta da remoto.

Lo stesso errore della vecchia era, invece di nominare gli assessori decisi dai partiti si danno gli assessori ai singoli consiglieri. Antonio Esposito era uno dei candidati di Caivano 2.0. L’altro assessore Orsella Russo è stata decisa dal sindaco come la Lopez e Marzano. Pure l’assessore Crispino di Azione pare non abbia paternità politica. Sicuramente non l’ha indicata Pippo Ponticelli, Gigiotto Falco spergiura che non è un suo nome e pure Luigi Esposito la rinnega. Allora questa com’è arrivata a Caivano?

Per questa cinica ragione di interessi politici, il primo cittadino mortifica le liste, le buone energie caivanesi mettendo sconosciuti in giunta, e pure chi lo ha sostenuto sin dall’inizio. Gebiola, era stato uno dei primi a sostenere la sua candidatura Ma si sa, in politica non c’è riconoscenza. A questo si aggiunge il mugugno strisciante di un paio di consiglieri di “Caivano Conta” nei confronti dell’assessore più vicina al sindaco, Orsella Russo per via della sua corsa alla visibilità.

Ma sul fronte dei servizi, salta agli occhi l’inconsistenza dell’assessore all’ecologia, che ha fatto partire la nuova raccolta differenziata generando il caos più totale in città: residenti senza mastelli, intere zone non servite e un calendario dei conferimenti stravolto. Una comunicazione fragile e dilettantistica per una questione così seria, che stride fortemente con la comunicazione esagerata e patinata utilizzata per le feste “private”. Propaganda spesa persino sui mastelli della spazzatura, che erano semplicemente quelli già previsti nel Piano Industriale varato a suo tempo dai Commissari prefettizi.

C’è poi il profondo malumore degli operatori economici e dei cittadini per il totale fallimento organizzativo in un settore strategico come l’urbanistica. Si riempiono la bocca parlando del nuovo Piano Urbanistico Comunale (Puc), ma negli uffici non si riesce a rilasciare nemmeno una singola licenza edilizia, bloccando l’economia locale.

La “Nuova Era” non può certo identificarsi con l’apertura di una villetta comunale, un’opera per la quale il Sindaco, il Presidente del Consiglio comunale e il consigliere Pippo Ponticelli si sono prodigati in ringraziamenti sperticati nei confronti di Mimmo Falco, ex consigliere della vecchia era sciolta per camorra due volte. Resta un mistero capire quale ruolo abbia Mimmo Falco nella gestione di un’opera pubblica cittadina tanto da tagliare il nastro insieme al Sindaco e addirittura scegliere di concerto con un altro ex, Gaetano Lionelli, l’Assessore alle Politiche Sociali Giuseppe Precchia che, stando ad indiscrezioni, anch’egli sconosciuto al gruppo che ufficialmente l’avrebbe segnalato e anche lui come i suoi colleghi di esecutivo risponde solo al primo cittadino.

Infine, a dimostrazione del disinteresse per l’identità locale tanto sbandierata, questa Amministrazione rischia di veder scomparire persino la storica squadra di calcio della Boys Caivanese, come denunciato pubblicamente dal presidente Adamo Guarino e dal vice presidente del club Massimiliano Ponticelli. La Boys Caivanese era un ottimo palcoscenico durante la campagna elettorale, quando sugli spalti il futuro sindaco e i futuri consiglieri si atteggiavano a grandi tifosi e si intestavano persino le vittorie sportive. Ora che serve un aiuto concreto e l’involvement del tessuto imprenditoriale locale, nessuno muove un dito. Il fumo della propaganda si sta dipanando e la realtà dei fatti, purtroppo per Caivano, è tragicamente la stessa di sempre.

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Caivano

CAIVANO. Il Re Sole e il falso mito delle casse vuote.

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CAIVANO – C’è un fantasma che si aggira tra le stanze della casa comunale di Caivano: il fantasma del “non ci sono i soldi”. Una scusa vecchia come il politichese, un paravento dorato dietro cui l’Amministrazione Angelino tenta di nascondere sei mesi di totale, drammatica e imbarazzante paralisi. Ma le bugie, si sa, hanno le gambe corte e i bilanci, per fortuna, parlano un’altra lingua.

L’altra sera, presso la casa comunale, è andata in scena una riunione di maggioranza che ha assunto i contorni di una vera e propria resa dei conti psicologica. La sensazione emersa è ormai una certezza granitica: i consiglieri comunali hanno iniziato ad accusare, per adesso velatamente, il primo cittadino di essere un accentratore patologico. Un “Re Sole” che non ama delegare, che soffoca ogni spazio di manovra e che, di fatto, sta impedendo ai singoli eletti di dare risposte concrete al proprio elettorato. I consiglieri sono ridotti a schiacciare un bottone in aula, privati della dignità del proprio ruolo.

Tanto è vero che le indiscrezioni raccontano di un summit carbonaro avvenuto in gran segreto la sera precedente: i quattro consiglieri di “Bene Comune”, i tre di “Caivano Unita” e il solito Giuseppe Gebiola di “Caivano 2.0” si sono riuniti attorno a un tavolo per discutere del peccato originale di questa consiliatura. Gli assessori che questi stessi gruppi hanno individuato e posizionato sulle poltrone della giunta non rispondono a chi li ha nominati, ma pendono esclusivamente dalle labbra del Sindaco. Un cortocircuito democratico favorito dal fatto che, essendo molti di loro forestieri, non conoscendo il territorio si sono semplicemente allineati all’unico uomo al comando per incassare lo stipendio e l’immunità politica.

Davanti alle timide proteste della sua stessa maggioranza, il Sindaco tira fuori il solito ritornello: “Le casse sono vuote, non c’è spazio di manovra”. Ma la verità è un’altra. In sei mesi di insediamento, con cinque consigli comunali celebrati (compreso quello cruciale di stasera), in aula non è mai stato portato un solo indirizzo politico degno di nota. Nessun piano per grandi investimenti, nessuna visione di cambiamento in qualsivoglia settore. Solo passerelle social, come quelle sul PUC blindato gestito dall’assessore Lopez.

Da giornalisti ed editorialisti abbiamo il dovere di fare un’operazione verità. Mettiamo da parte la propaganda e seguiamo la cronologia esatta dei conti pubblici di Caivano. I numeri che seguono dimostrano che i soldi ci sono, eccome se ci sono. È questa Amministrazione che non sa o non vuole spenderli.

CRONOLOGIA E VERITÀ SULLE CASSE DI CAIVANO: IL TESORETTO NASCOSTO

Per capire l’entità del bluff orchestrato dal palazzo, basta leggere i documenti ufficiali del Comune. Ecco come si è formata la straordinaria vitalità finanziaria dell’ente e dove sono nascosti i milioni che il Sindaco nega alla città:

Maggio 2023: Il via libera del Ministero dell’Interno

La storia dell’abbondanza finanziaria di Caivano ha un punto di partenza preciso. L’8 maggio 2023, la Direzione Centrale della Finanza Locale del Ministero dell’Interno rilascia un parere storico (prot. 78711). Roma stabilisce che le somme milionarie avanzate dalla gestione del vecchio dissesto non devono essere restituite allo Stato, ma possono essere trattenute dal Comune per pagare i propri debiti residui.

Giugno 2023: Il Sindaco Falco chiede di spendere la liquidità

Forte di quel parere, il 30 giugno 2023 l’allora Sindaco Vincenzo Falco scrive formalmente all’Organo Straordinario di Liquidazione (OSL) chiedendo di poter usufruire immediatamente di quelle somme a debito dell’ente. Un milione dopo l’altro serve a sanare posizioni debitorie, a partire da una transazione da 600.000 euro chiusa con la società Igica 1.

Luglio 2023: Il sigillo dell’OSL sugli oltre 3 milioni

Il 12 luglio 2023, l’OSL (a firma del dott. Scognamiglio) risponde confermando che quelle risorse derivanti dal mutuo di liquidità contratto con il Ministero (oltre 3 milioni di euro) restano vincolate nel risultato di amministrazione dell’ente, pronte all’uso.

Dicembre 2025: La corazzata del Rendiconto

Arriviamo alla fine dell’esercizio 2025. Il conto consuntivo certifica una situazione patrimoniale mostruosa, pari a un risultato di amministrazione lordo di ben 77.320.996,13 euro. Di questi, la stragrande maggioranza viene accantonata per sicurezza (tra cui 42 milioni di Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità e 12,5 milioni di Fondo Contenzioso per coprire le cause legali e i debiti fuori bilancio).

Ma è nella parte vincolata e disponibile che crolla il castello di carte del Sindaco Angelino:

  • Ci sono 3.060.113,87 euro di vincoli ereditati dall’OSL per i debiti del dissesto.
  • Ci sono altri 3.966.238,14 euro di anticipazione di liquidità del Ministero dell’Interno tenuti lì come paracadute in caso di bisogno.
  • L’AVANZO LIBERO EFFETTIVO ammonta alla cifra astronomica di 14.578.477,31 euro.

IL PARADOSSO: IL COMUNE “STA PIENO DI SOLDI”, MA È TUTTO FERMO

La conclusione tecnica e contabile è persino imbarazzante per l’Amministrazione: il Comune di Caivano sta pieno di soldi. Le poste vincolate e accantonate a tutela del bilancio (i 12,5 milioni del fondo contenzioso, i 3 milioni dell’OSL e i 3,9 milioni ministeriali) sono di gran lunga superiori a qualsiasi debito fuori bilancio reale. Significa che il bilancio è blindato e i debiti non spaventano. Significa, soprattutto, che i 14.578.477,31 euro di avanzo libero sono interamente utilizzabili per la città.

Come si potrebbero spendere subito questi soldi?

Invece di paralizzare l’Ufficio Tecnico — dove non si rilasciano concessioni edilizie da mesi e dove è stato posizionato a capo del settore Urbanistica il funzionario Tuberosa, un ingegnere elettronico del tutto inadeguato alla materia — l’Amministrazione avrebbe praterie di manovra economica.

Un esempio lampante fornito dalle nuove regole sull’avanzo libero introdotte dalla Legge di Bilancio dello Stato per il 2026 (Legge n. 199/2025)? Una parte di quei 14,5 milioni di avanzo libero potrebbe essere utilizzata immediatamente per effettuare l’estinzione anticipata dei prestiti e dei mutui contratti dall’ente.

Guardando i dati sull’incidenza degli interessi, il Comune di Caivano spende ancora, nel 2025, ben 265.425,77 euro di soli interessi passivi (una cifra fortunatamente virtuosa e pari allo 0,72% delle entrate correnti, ben al di sotto del limite del 10% del TUEL). Estinguendo anticipatamente i mutui con l’avanzo libero, l’amministrazione azzererebbe questa spesa, liberando immediatamente preziose risorse correnti nel bilancio ordinario. Soldi freschi che potrebbero essere utilizzati, ad esempio, per sbloccare la pianta organica ed effettuare nuove assunzioni di personale, dando ossigeno a uffici comunali ormai deserti e incapaci di rispondere ai cittadini.

CONCLUSIONI: LA POLITICA DELLA PAURA PER CONSERVARE IL POTERE

Allora perché il Sindaco continua a dire che non ci sono soldi? Perché preferisce la palude burocratica al coraggio amministrativo?

La risposta è squisitamente politica. Alimentare il mito delle “casse vuote” serve al primo cittadino per giustificare l’immobilismo, per spegnere le legittime richieste dei consiglieri comunali e per mantenere il controllo totale ed esclusivo su ogni singolo centesimo e su ogni singola decisione. È la strategia del bisogno: tenere tutti sulla corda per costringere assessori e consiglieri a presentarsi col cappello in mano davanti alla sua scrivania.

Nel frattempo, la città subisce i monologhi d’élite del PUC, i veti incrociati delle faide interne (come la finta sfiducia all’assessore Cimmino orchestrata sull’asse Gebiola-Sindaco per punire il mancato voto notturno al rendiconto 2025) e l’ordinaria amministrazione cola a picco.

Cari consiglieri di maggioranza che vi riunite in segreto nei corridoi: smettetela di farvi raccontare la favola del bilancio in fiamme. I documenti cantano, i milioni in cassa ci sono. Se continuate a non contare nulla, non è per colpa del bilancio: è perché avete permesso a un solo uomo di trasformare Caivano nel proprio feudo personale, riducendo voi a comparse e i cittadini a sudditi di un’Amministrazione senza visione.

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