Resta sintonizzato

Caivano

CAIVANO: Via Matteotti eco di protesta dei commercianti

Pubblicato

il

Caivano – Comune in dissesto: quest’anno non ci sono fondi per finanziare le luminarie, dunque i commercianti sono costretti ad organizzarsi da soli. Un Natale senza luci significa un’occasione persa. Il periodo dell’anno che il commercio aspetta per dare nuova linfa alle casse, in difficoltà durante tutto l’anno.  Strade al buio, senza l’armonia delle luminarie, non rappresentano un’attrattiva per i potenziali acquirenti.

Così i commercianti di via Matteotti hanno dato vita ad una autotassazione, per regalare alla loro strada l’atmosfera natalizia. Spiegano alcuni: “Abbiamo pensato soprattutto ai più piccoli, vederli passeggiare incantati sotto le luci di Natale riesce ancora ad emozionarci. Il clima della festa è per noi un dovere, soprattutto per le famiglie che vogliono regalarsi una passeggiata tra le strade del centro storico”.

Sul Corso Umberto invece ogni esercizio commerciale ha provveduto per sè ad abbellire ingresso e vetrine. Una sorta di anarchia dove come isole autonome, ognuno ha sistemato luminarie e addobbi natalizi a proprio gusto ed esigenze.

Tuttavia nuove ed antiche eco di protesta arrivano da via Matteotti, dove i commercianti chiedono da tempo il pagamento della sosta ad orario. Spiega Fabio, voce dal mondo del terziario di via Matteotti: “Sono anni che chiediamo la sosta a pagamento per consentire ai clienti di parcheggiare davanti ai nostri negozi e facilitare gli acquisti”. Infatti tra residenti e chi lavora negli uffici vicini, i posti auto vengono occupati tutto il giorno, non dando la possibilità agli automobilisti di parcheggiare nelle strade simbolo del commercio di Caivano.

15776332_777041769117960_544405990_o

Continua a leggere
Pubblicità
Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Caivano

Io so ed ho le prove. Andiamo in Tribunale a spiegare il brutalismo CAIVANESE

Pubblicato

il

CAIVANO – Come volevasi dimostrare. A distanza di quasi ventiquattro ore dalla pubblicazione del nostro articolo dove parlavamo di profili di illegittimità sui permessi a costruire degli immobili sorti all’interno dell’Ex ICIF sulla S.S. Sanntitica (leggi qui) tutto tace.

Sindaco, maggioranza e opposizione decidono di far decantare la cosa nell’assoluto silenzio. Dimostrazione valida che quando si parla di cemento, tutti hanno le mani legate.

Ci arrivano indiscrezioni che dal canto suo, il Sindaco Enzo Falco, sarebbe intenzionato a querelare la nostra testata. In una città normale il primo cittadino si sarebbe interessato di individuare i responsabili di tale scempio ambientale, si sarebbe domandato il perché non sia avvenuta la bonifica della falda acquifera in quei terreni.

Allora andiamo in Tribunale! Andiamo a punire coloro che hanno “osato” mettere in luce gli interessi di un’intera classe dirigente, quella che da sempre ha avuto le mani sulla città e anche quelli che in Campagna elettorale si vendevano per il nuovo che avanza. Saremo felici di aprire un’altra pagina di storia caivanese che parla di brutalismo. Saremo contenti se alla fine sarà la magistratura ad individuarne i colpevoli ma saremo poco felici nel dimostrare ancora una volta che a Caivano la storia non insegna.

Stavolta la mia critica non è rivolta alla maggioranza che forse in quel “sistema” ben rodato che la nostra testata ha battezzato “sistema caivano” ha saputo amalgamarsi e fondersi, trovando un giusto mix di collaborazione tra politica e macchina burocratica. La delibera che ammette che l’Assessore Carmine Peluso abbia fatto degli interventi in ambito gestionale ne è la dimostrazione (leggi qui).

Le mie critiche non sono rivolte neanche a quella parte di opposizione, amante del gioco delle parti, che quel “sistema” lo usa a suo uso e consumo, vedi le finte lotte già perse in partenza sui nuovi insediamenti nella zona industriale, atte solo a far lievitare qualche prezzo, salvo poi dispensare posti di lavoro a destra e manca, insieme, sotto braccio, allo zoccolo duro dell’Amministrazione caivanese (IV e PD), tramite agenzia interinale, nella ditta della raccolta rifiuti, facendo registrare anche assunzioni di spicco tra “l’elite” caivanese.

La mia critica è rivolta soprattutto a quella parte di opposizione che nulla ha a che fare con quel “sistema” ma che nei fatti dimostra che tanto “agogni” farne parte.

La Storia a Caivano non insegna e i giovani, improvvisamente, vogliono diventare vecchi, consci della loro leggerezza ed inesperienza si affidano all’esperienza di vecchi volponi che hanno ridotto così la loro città, passando di fatto dallo status di inesperto allo status di complice. Nomenclature presenti in più di un documento in mano alla magistratura vengono riesumate perché ritenute elementi di rottura e di conquista, senza sapere che la chiave per scardinare il “sistema” sta proprio in quella leggerezza e in quell’inesperienza che quel “sistema”, per formare gli anticorpi, definisce incapacità, mentre i giovani non si accorgono che la loro rassegnazione e la loro voglia di emulazione non sono altro che carburante di quella macchina chiamata “sistema caivano”.

Allora andiamo in Tribunale e andiamo a raccontare ai giudici quanto è bella la nostra Caivano e quanto siano bravi i nostri amministratori senza dimenticare che al contrario di quello che diceva Pasolini:

“Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che rimette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero. Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell’istinto del mio mestiere…”

Pier paolo Pasolini Il 14 novembre 1974 pubblica sul Corriere della Sera un lungo articolo 

In questo caso, non è un intellettuale a scrivere ma un umile cronista che può dimostrare con fatti, documenti e circostanze, in maniera inequivocabile, tutta la sacrosanta verità illustrata negli scritti dei suoi editoriali. Ci vediamo ad Aversa!

Continua a leggere

Ambiente

CAIVANO. A vincere le elezioni sono stati ancora una volta i cementificatori

Pubblicato

il

CAIVANO – E mentre l’opposizione litiga con l’Amministrazione sul rientro a scuola e i lavori alla “Milani” e mentre si cerca di far apparire il Sindaco e la classe dirigente sprovveduta ed ignorante, nel comune gialloverde, nel più assoluto silenzio, si sta consumando una delle speculazioni edilizie mai viste a queste latitudini con la dimostrata connivenza di questa classe dirigente.

Tutti complici o tutti conniventi, nessuno escluso, sui profili di illegittimità e di ecosostenibilità legati ai permessi a costruire rilasciati alla Gestimm s.r.l. per la costruzioni di quei grossi palazzoni che fanno capolino all’interno della EX I.C.I.F. sulla S.S. Sannitica 87. Da fonti documentate quei permessi in realtà non avrebbero mai dovuti essere rilasciati nelle condizioni in cui versano oggi quelle porzioni di terreno, perché così come si evince dal verbale del tavolo tecnico dell’Unità Operativa Distrettuale della Regione Campania in data 14 Settembre 2020, in quelle porzioni di terra su cui, nel frattempo si sono costruiti quei parchi che adesso campeggiano in bella mostra, dovevano essere state effettuate delle bonifiche alle acque di falda, bonifiche che tra l’altro non sono mai avvenute e la dimostrazione sta nel fatto che Città Metropolitana, ente preposto a rilasciare certificazione di avvenuta bonifica, non ha mai inviato tale documentazione né alla Regione Campania e né al Comune di Caivano, né tantomeno quell’area sia mai stata restituita agli usi consentiti.

Insomma una vera e propria bomba amministrativa ed ambientale starebbe per uscire fuori dalle fondamenta di quel parco all’interno del Comparto C 2.3 dell’Ex ICIF sulla Strada Statale Sannitica.

E se fossero solo queste le stranezze ci limiteremmo a fare una breve cronistoria di quell’intera area e dimostrare come ci si è arrivati all’illegittimità sui rilasci dei permessi a costruire, ma siccome le illegittimità legate a quel nuovo parco non sono solo quelle inerenti la bonifica della falda acquifera, nasce l’esigenza di essere più sintetici possibile ed illustrare tutte le stranezze legate a questa speculazione edilizia.

Un altro lotto a cui bisogna prestare particolare attenzione invece è il C 1.6 dal quale sono partite delle indagini a seguito di alcune denunce sporte da alcuni proprietari terrieri appartenenti a subcomparti dello stesso comparto 1.6, anche qui sull’illegittimità, stavolta legate alle cubature, insistenti sui permessi a costruire degli edifici ivi sorti.

La questione è semplice chi ha costruito nel subcomparto C 1.6A ha usufruito di tutti gli standard urbanistici a proprio uso e consumo, a spese del subcomparto C 1.6B. In poche parole seppur legittimamente usufruito delle cubature previste dal PRG per un solo comparto, nel momento in cui si suddivide in subcomparti è proprio tale rettificazione a “viziare” all’origine la legittimità della suddivisione. Così come è scritto nel parere tecnico rilasciato dal Prof. Domenico Moccia e all’Arch. Alessandro Visalli chiesto dall’ex dirigente all’Urbanistica Arch. Pasquale D’Alisa quando avviò le indagini all’indomani delle denunce sporte dagli altri proprietari terrieri.

In parole povere, adesso chi è proprietario dei terreni appartenenti al comparto 1.6B sarà destinato a seminare ortaggi all’ombra degli immobili adiacenti o godersi il sole, a seconda delle ore e del meteo, senza avere nessuna possibilità di poter costruire sui quei terreni, pur essendo edificabili.

Senza dilungarci troppo o fare salti carpiati nella storia, vorremmo sottolineare, ancora una volta tutte le inefficienze e le responsabilità in capo all’attuale amministrazione e non solo. Allora ci si domanda: come mai il sindaco Falco non ha permesso che l’attuale dirigente completasse il lavoro svolto dal Dirigente Pasquale D’Alisa? Come mai, nelle more di comprendere meglio il problema ed individuare i responsabili non si è dato mandato di sospendere i lavori prima che quegli immobili venissero ultimati? Come mai nessuno, sul territorio, opposizione compresa, ha mai portato all’attenzione dell’Amministrazione, soprattutto in Consiglio Comunale, questo problema? Come mai sindaco, grillini e opposizione, tutti autoproclamatisi paladini ambientali, non hanno mai reso edotto la cittadinanza su ciò che stava consumando standard urbanistici illegittimamente sul territorio?

Poi, andando a guardare qualche nome qua e là scopri che a Domenico Argiento, cognato del Sindaco Enzo Falco, gli viene conferito dall’Amministratore della Gestimm srl, la ditta costruttrice del parco, l’incarico di Professionista esecutore dei lavori. Ad Un altro nome ben in vista nel panorama immobiliare caivanese e parente di un consigliere di opposizione gli viene conferito l’incarico di esecutore del progetto e che altri personaggi del jet set caivanese e immobiliaristi del territorio che compaiono anche all’interno della documentazione di questa colata di cemento, avrebbero finanziato qualche campagna elettorale di qualche consigliere comunale.

E scoprendo tutto questo, alla mente saltano ancora tante domande, ma quelle preferiamo lasciare che se le pongano i cittadini e invitare questi ultimi a comprendere meglio dove apporre la propria preferenza alla prossima tornata elettorale. Poiché essi solo grazie ad organi di stampa solerti possono adesso sapere il perché di tanto silenzio da parte di maggioranza e opposizione su un tema così grave e importante per il bene collettivo.

Continua a leggere

Caivano

CAIVANO. Il basso livello di questa classe dirigente in un post

Pubblicato

il

CAIVANO – Il livello della classe dirigente caivanese è spiegata nei commenti che si possono leggere sotto un post pubblicato a mezzo facebook dal Consigliere Gaetano Ponticelli dove il forzista cercava di mettere in evidenza il ritardo o l’inconsapevolezza dell’esistenza di alcuni fondi sovracomunali per la rigenerazione urbana. 150 milioni di euro messi a disposizione dal Ministero degli Interni a cui pare che l’Amministrazione Comunale caivanese non abbia destato proprio attenzione, per negligenza o per non dare atto all’opposizione azzurra del merito dell’intercettazione.

Non passa neanche un’ora che il colorito e ruspante Consigliere Francesco Giuliano fa capolino sotto al post nei commenti con un linguaggio da vecchio cantiniere. Comincia ad inveire contro il forzista che dal canto suo non essendo conosciuto per essere un diplomatico moderato e mite, finisce di accendere la miccia pubblicando il doppio volantino elettorale del Giuliano con la variazione del nome del Sindaco da Penza a Falco in basso al mezzo cartaceo.

Ferito nell’orgoglio il grillino perché etichettato come cambiacasacca alla velocità della luce finisce di abbassare il proprio livello semantico ma l’apice lo si raggiunge quando alla diatriba si aggiunge anche il Consigliere Antonio Angelino.

Lì tornano alla mente anche i più recenti litigi social tra il grillino e il caivanocontista e come avviene con i bambini a scuola, la gente di Caivano al passaggio di bacheca si diverte a vedere come si prendono per i capelli persone che dovrebbero rappresentare le istituzioni sul territorio.

Uno spettacolo indecente che ha dovuto correggere chi ha avuto il coraggio di evidenziare il bassissimo livello raggiunto dai Consiglieri caivanesi. Praticamente chi ha delegato il futuro della vita pubblica del proprio territorio si ritrova a correggere i comportamenti di chi dovrebbe essere colui scelto per farlo.

Ogni giorno, ogni comportamento di questa classe dirigente, non fa altro che dimostrare il basso livello da sempre denunciato da Minformo. Non avesse accolto le provocazioni Gaetano Ponticelli, forse avrebbe fatto la figura del migliore tra di loro. A questo punto ci farebbe molto piacere conoscere chi intercetta per tutti, compreso Ponticelli, i vari fondi sovracomunali. Poiché dati i comportamenti infantili non può essere tutta farina del loro sacco.

Continua a leggere

Popolari

Copyright © 2020 Minformo - Testata giornalistica reg. 20/2016 Tribunale Napoli Nord - Direttore Responsabile Mario Abenante