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Al di la del mare

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Ci hanno detto che al di la del mare ci sono posti meravigliosi. Gli occhi di mia figlia sono ancora troppo piccoli per poter vedere le storture della guerra, la fame è ancora un’idea allo stato embrionale, anche se l’altro giorno mia moglie non ha potuto allattarla per via della febbre alta.

Ho racimolato dei dollari, pezzi di carta che hanno un valore enorme, sono miracolosi come certe immaginette che ci ha dato il prete il mese scorso. Se sai usarli possono sfamarti, renderti allegro, aiutarti a costruire una casa e a dare un futuro ai piccoli occhi di mia figlia. Ne ho conservati abbastanza per inseguire il sogno, traversare questo mare che ci appare come una linea di demarcazione tra l’inferno e il paradiso.

Non mi spaventa la povertà, per viverla degnamente bisogna conoscerla a fondo. La miseria è come un cagnolino, se lo allevi bene, puoi insegnargli tutto, puoi perfino provare a renderlo un po’ umano. Così ho sempre fatto, così ho imparato e insegnato che il bisogno esiste solo se rendiamo indispensabile ciò che crediamo possa servirsi.

Vorrei che mia figlia avesse mani abbastanza forti da poter, un giorno, carezzare le rughe del mio viso e spianare quelle del cuore. Forse siamo in troppi su questo barcone, probabilmente saremmo molti di più se non costasse così tanto, o forse molti in meno se non ci fosse negato l’indispensabile.

Stanotte qualcuno si è sentito male, ho sentito un peso cadere in mare e stamattina c’è un posto in più sull’imbarcazione. Ho chiesto al capo quando saremmo arrivati, il sole comincia a picchiare forte. Ha scosso la testa e ha spento i motori.

Da lontano si vede la terra, la meraviglia di cui ci avevano parlato, la terra promessa. Mi chiedo perché non si riparte. E’ finito il carburante, l’hanno buttato a mare come il corpo di quel disperato. Dobbiamo attendere i soccorsi e dichiararci clandestini.

E’ strano sentirsi clandestini nel proprio mondo, dove i confini sono disegnati sulle carte come certe storie di fantasia.

Ma gli occhi di mia figlia non li ho immaginati, lei piange con quegli occhi, lei mi guarda con quegli occhi, io posso leggere la sua immatura disperazione, in quegli occhi. E se negassero la nostra esistenza e li vedessi spegnersi minuto dopo minuto?

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Attualità

Coronavirus in Italia: calano i ricoveri e gli ingressi in terapia intensiva

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Continua a rimanere alto il numero di vittime da Coronavirus: nelle ultime 24 ore i decessi rilevati in Italia sono stati 429 (ieri 380), per un totale di 116.366 morti dall’inizio della pandemia.

Secondo il bollettino reso noto oggi, venerdì 16 aprile, dal Ministero della Salute e dalla Protezione Civile sono invece 15.943 i nuovi casi registrati nell’ultima giornata, in calo rispetto ai 16.974 di ieri.

A livello ospedaliero sono 24.743 le persone attualmente ricoverate in reparti non critici (ieri 25.587). In terapia intensiva si trovano invece 3.366 persone (ieri 3.417). Mentre i nuovi ingressi giornalieri in area critica sono stati 199 (ieri 211).

Il dato di oggi sui contagi arriva a fronte di 327.704 tamponi analizzati, ieri 319.633.

Il tasso di positività è invece del 4.9%, ieri 5.3.

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Attualità

Covid-19. La situazione in Campania: i dati di venerdì 16 aprile

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Anche quest’oggi, venerdì 16 aprile, l’Unità di Crisi della Regione Campania ha pubblicato il Bollettino Ordinario con i dati del giorno.

Questi i dati di oggi:

Positivi del giorno: 1.994 (*)

di cui Asintomatici: 1.246 (*)

Sintomatici: 748 (*)

* Positivi, Sintomatici e Asintomatici si riferiscono ai tamponi molecolari

Tamponi molecolari del giorno: 19.495

Tamponi antigenici del giorno: 5.546

Deceduti: 31 (18 deceduti nelle ultime 48 ore, 13 deceduti in precedenza ma registrati ieri)

Totale deceduti: 5.922

Guariti: 1.520

Totale guariti: 268.594

Report posti letto su base regionale:

Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656

Posti letto di terapia intensiva occupati: 131

Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (Posti letto Covid e Offerta privata)

Posti letto di degenza occupati: 1.507

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Arzano

Ad ARZANO lo Stato è assente

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ARZANO – Continuano ad arrivare in redazione le segnalazioni che riguardano Arzano e i suoi livelli di degrado, sporcizia, abusivismo, anarchia. 

Le problematiche, ampiamente documentate da numerose fotografie, sono sempre le stesse: strade sporche, spazzatura non ritirata, marciapiedi invasi da erbacce e feci canine a meno che non siano occupati abusivamente da negozi che allungano tende, innalzano dehors, piazzano cassette, carrelli, griglie.  

Soste selvagge nelle carreggiate, assembramenti nei supermercati e davanti a bar e tabacchi completano il ritratto di una Città allo stremo, completamente abbandonata a se stessa.  

La piazza Cimmino, chiusa dal neo comandante Chiariello, con tanto di proclami fotografici sui social network, viene quotidianamente e tranquillamente affollata da cittadini che sostano lungo i viali e chiacchierano seduti sulle panchine.  

Insomma, ad Arzano le strade sono impraticabili e molti cittadini rimpiangono dolorosamente la vecchia comandante della Polizia Locale, la dott.ssa Agliata che almeno i marciapiedi era riuscita a liberarli. 

Ma al di là del rimpianto, probabilmente si dovrebbe capire cosa stiano facendo i commissari prefettizi, visto che non sono stati capaci di abbattere gli abusi edilizi dei capo clan (tutti ancora lì, nella loro grandiosità); non sono intervenuti sul palazzo con piscina in via Ferrara, un opificio trasformato in appartamenti, con l’aggravante di essere la residenza di uno dei dipendenti comunali che gli abusi dovrebbe combatterli; non fermano la trasformazione di quel gigantesco palazzo usato per 30 anni come sede dell’INPS in quaranta mini appartamenti, senza alcun rispetto degli indici di urbanizzazione, dei servizi, dei parcheggi necessari alle famiglie che lì si insedieranno. 

Neppure sul Parco urbano di via Cardarelli già finanziato dalla Regione stanno lavorando, visto che ancora oggi nessuna recinzione abusiva è stata tolta tra quelle che si sono impossessate di demanio trasformandolo in giardino privato e che, guarda caso, sono la residenza di vari dipendenti comunali. 

Insomma, la Città è abbandonata all’anarchia e al degrado: lo Stato sta miseramente fallendo, basta dare un’occhiata alle foto che i disgustati arzanesi ci inviano ogni giorno. 

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