Resta sintonizzato

Terremoti

Scossa di terremoto in mare tra la Calabria e le Isole Eolie

Pubblicato

il

Questa notte, alle 2:02, si è verificata una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 in mare: l’epicentro del sisma è stato registrato tra la costa della Calabria e Stromboli, una delle isole Eolie.

Secondo i rilevamenti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto l’ipocentro a circa 220 km di profondità.

Non si segnalano danni a persone o cose.

Continua a leggere
Pubblicità
Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ambiente

Campi flegrei. Boati e sciame sismico di 35 scosse durante la notte

Pubblicato

il

POZZUOLI – L’Osservatorio Vesuviano alle ore 07:21 ha comunicato a questa amministrazione la conclusione dello sciame sismico iniziato alle ore 23:18 (ora locale) del 31 maggio 2021 è costituito in totale da 35 terremoti di magnitudo compresa tra 0.4 e 1.8 ±0.3 localizzati nell’area dei Campi Flegrei.

Una serie di scosse di terremoto di lieve entità si sono susseguite nella zona dei Campi Flegrei, vasta area situata nel golfo di Pozzuoli, a ovest della città di Napoli.

Come si evince dalle registrazioni del sismografo della rete INGV situato nei pressi di Pozzuoli, sono oltre 30 i movimenti tellurici avvenuti a partire dalle 23:18.

Diverse persone si sono riversate in strada per paura di nuove scosse. Testimoni parlano di forti boati uditi poco prima dei movimenti tellurici.

Continua a leggere

Ambiente

Terremoti. Le cause della microsismicità dei Campi Flegrei

Pubblicato

il

Le variazioni nei parametri sismici e geochimici dell’area della Solfatara e di Pisciarelli ai Campi Flegrei (Pozzuoli – Napoli) sarebbero causate dalla pressione cui è sottoposta a struttura presente nel sottosuolo della Solfatara.

Questi i risultati dello studio multidisciplinare condotto dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGVHydrothermal pressure-temperature control on CO2 emissions and seismicity at Campi Flegrei (Italy) appena pubblicato sul ‘Journal of Volcanology and Geothermal Research’.

«Negli ultimi anni nei Campi Flegrei, in particolare nella zona della Solfatara e di Pisciarelli, è stata osservata una più frequente attività sismica e un aumento delle stime di temperatura e pressione basate sulla composizione dei gas emessi dalle fumarole campionate. La variazione di questi parametri ci ha indotto ad analizzare insieme tutti i dati disponibili dell’area, per dare una interpretazione complessiva del fenomeno» ha affermato Giovanni Chiodini, ricercatore dell’INGV e primo autore dello studio.

Continuando «Analizzando i dati abbiamo osservato che parametri completamente indipendenti, come quelli geochimici e sismici, sono nel tempo variati insieme. Fra i parametri analizzati c’è il flusso diffuso di anidride carbonica (CO2) dai suoli dell’area. Dall’elaborazione risulta un aumento della quantità di CO2 emessa che dalle circa 1500 tonnellate al giorno nel periodo ante 2017 è passata alle circa 3500 tonnellate al giorno nel periodo successivo. Questa variazione di emissione di anidride carbonica è contemporanea all’aumento della sismicità».

Inoltre, la maggior parte degli ipocentri dei piccoli terremoti sono avvenuti nella parte superficiale di una struttura verticale che è stata individuata tramite tecniche di magnetotellurica.

Tale struttura è stata interpretata come un plume di gas: lo stesso che alimenta il flusso di CO2 misurato nei suoli della Solfatara e che è stato oggetto dell’aumento della stima di pressione e temperatura.

Questa coincidenza, sia temporale che spaziale, ha suggerito ai ricercatori che le variazioni osservate sono causate dalla pressurizzazione della struttura presente nel sottosuolo della Solfatara. 

Chiodini ha poi spiegato «Le novità dello studio sono la raccolta di una enorme mole di dati multidisciplinari, la maggior parte già pubblici, e l’utilizzo di una tecnica statistica, la Principal Component Analysis, che ha consentito di comprendere gli elementi comuni delle differenti variabili analizzate. Lo studio ha evidenziato che le variazioni osservate trovano nell’aumento di pressione dei fluidi la loro comune causa».

Il ricercatore ha concluso «Il prossimo passo della ricerca potrebbe essere l’esecuzione di studi specifici per definire con maggiore accuratezza la geometria della struttura presente sotto la Solfatara dove il gas, accumulandosi, innesca sismicità e alimenta l’emissione in superficie. In altre parole, lo studio, al momento, si riferisce ad una sezione 2D mentre l’obiettivo sarebbe di avere un modello 3D, ovvero una vera tomografia dei primi chilometri del sottosuolo della Solfatara».

Continua a leggere

Nazionale

Terremoto: altre 65 scosse nella notte

Pubblicato

il

Dopo il grosso spavento di ieri, quando una forte scossa di terremoto ha fatto tremare tutto il Centro-Sud, durante la notte si sono susseguite ben 65 scosse nel Mar Adriatico.

Prosegue la sequenza sismica nel Mar Adriatico iniziata con la scossa di magnitudo 5.2 (rivista al ribasso da 5.6) di ieri tra Italia e Croazia.

Dalla mezzanotte l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) ha registrato oltre 10 terremoti, due dei quali di magnitudo 3.1, per un totale di circa 65 eventi sismici da ieri pomeriggio.

«Il terremoto localizzato alle ore 14:47 italiane di ieri in Mar Adriatico ha avuto una magnitudo momento Mw 5.2, magnitudo Richter Ml 5.6. Il momento tensore, calcolato utilizzando la tecnica del Time Domain Moment Tensor, indica una cinematica dell’evento coerente con una faglia di tipo compressivo con piani orientati circa NW-SE, compatibili con la cinematica della zona interessata dall’evento. Le accelerazioni di picco, dedotte dalle registrazioni delle stazioni accelerometriche, mostrano valori massimi percentuali dell’accelerazione di gravità pari a circa 0.5% g alla stazione di Monte Sant’Angelo che si trova nel Gargano, a circa 110 km dall’epicentro» ha rilevato l’Ingv, che ha poi spiegato che «le repliche localizzate dalla Sala di Sorveglianza Sismica dell’Ingv-Roma nell’area interessata dalla sequenza sismica sono più di 30, di magnitudo Ml compresa tra 2.1 e 4.1».

Il terremoto nel Mare Adriatico centrale è una causa del lento ma incessante spostamento verso SW della catena dinarica ad una velocità variabile tra i 2.0 e i 4.5 metri per millennio.

Questa catena montuosa costituisce un complesso orogenico che si estende dalla Slovenia sud-occidentale al Montenegro, correndo lungo la costa adriatica della Croazia ed estendendosi sia verso SW (ovvero verso l’Italia) per un centinaio di chilometri, sotto forma di una catena sommersa sotto il Mare Adriatico, sia per circa 200 km verso NE, in direzione del cosiddetto Bacino Pannonico (corrispondente all’attuale Ungheria).

La catena dinarica si presenta come un orogene simile e speculare alla catena appenninica settentrionale centrale e centro-meridionale, che a sua volta tende a migrare verso NE generando a sua volta terremoti, come quelli che hanno luogo in Emilia-Romagna e nelle Marche.

Il terremoto odierno, spiega l’Istituto, «è quindi testimonianza diretta della presenza di grandi faglie sismogenetiche, allineate sia lungo la costa dalmata, sia in pieno Adriatico».

Continua a leggere

Popolari

Copyright © 2020 Minformo - Testata giornalistica reg. 20/2016 Tribunale Napoli Nord - Direttore Responsabile Mario Abenante