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Cronaca

Napoli. Paura in strada: camion si ribalta passando sotto una sopraelevata

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L’incidente è avvenuto qualche giorno fa a Napoli quando un camion, passando sotto una sopraelevata, si è ribaltato, a poca distanza dalla zona portuale.

L’autista stava attraversando il breve tunnel che passa sotto una sopraelevata quando, forse perché troppo alto o per un errore di distrazione, ha finito per urtare proprio la stessa strada superiore facendo sganciare il container che trasportava, che ha finito per ribaltarsi.

La vicenda è accaduta qualche giorno fa tra i quartieri della zona industriale e quella portuale. Ma il video ha iniziato a circolare soltanto oggi, dopo che il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli lo ha diffuso sui suoi canali social.

“Abbiamo denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine, vogliamo che si verifichi se l’incidente è stato causato dall’imperizia dell’autista, dalla mancata osservanza dei protocolli o da altro“, ha spiegato Borrelli.

Quello degli autotrasportatori è un lavoro necessario ed indispensabile ma che deve essere sottoposto continuamente a rigidi controlli, per la loro stessa incolumità e quella di tutti gli altri“, ha concluso il consigliere regionale.

Tanta paura ma nessuna grossa conseguenza: l’intervento delle forze dell’ordine e dei tecnici per recuperare il container e mettere in sicurezza la zona, si è concluso per fortuna senza particolari problemi.

Illeso anche l’autista, il quale tuttavia dovrà spiegare come abbia fatto a causare l’incidente: non è escluso che possa non aver visto i cartelli di altezza minima che si trovano prima del passaggio, oppure che abbia casualmente urtato la parte superiore a causa di una manovra sbagliata.

 

 

 

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Cronaca

Precipita da un ponte per scattarsi un selfie: 31enne in gravi condizioni

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Un ragazzo di 31 anni è precipitata ieri da un ponte mentre cercava di scattarsi un selfie.

Ha perso l’equilibrio mentre si stava scattando un selfie con gli amici a ponte Garibaldi, nel centro di Roma.

Il 31enne è precipitato è precipitato nella serata di ieri, sabato 15 maggio, dopo le 20, dal ponte con vista sull’isola Tiberina, finendo sulla banchina sottostante.

Trasportato in codice rosso all’ospedale San Camillo, il 31enne è in attesa di un intervento chirurgico.

Sul caso indagano gli agenti del distretto Trevi.

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Cronaca

La tragedia del piccolo Tommaso: annegato, a soli 10 anni, in una vasca

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Il cuore del piccolo Tommaso Zattarin ha cessato di battere, ed è stata dichiarata la sua morte.

Ad annunciare la tragedia alla comunità di Stanghella (Padova) è stato il parroco del paese che ha postato sulla pagina Facebook della parrocchia una lunga lettera per ricordare il piccolo che non ce l’ha fatta.

Giovedì i genitori avevano trovato il piccolo di 10 anni immerso nella vasca da bagno senza più battito.

Era stato colto da un malore. I medici erano riusciti a rianimarlo e per un po’ tutti hanno sperato che potesse farcela.

Portato d’urgenza in terapia intensiva nell’ospedale di Padova, i soccorsi si sono, purtroppo, rivelati inutili.

«Come tutti sappiamo, Tommaso, mercoledì sera, mentre si divertiva a giocare con l’acqua nella vasca da bagno di casa sua, a causa di un malore improvviso, ha perso i sensi e purtroppo c’è stato un principio di annegamento. Giocare con l’acqua, era uno dei divertimenti più graditi per Tommaso; sguazzare e provocare schizzi lo rendeva felice e così stava succedendo anche mercoledì sera. Quegli attimi di silenzio che si sono creati dopo il malore, hanno immediatamente allertato i suoi genitori e il fratello, i quali erano lì presenti. La chiamata immediata dei soccorsi, ha fatto sì che si riuscisse a rianimare Tommaso; poi, il volo in elicottero fino a Padova, per dargli tutta l’assistenza necessaria. Le sue condizioni sono apparse subito critiche, anche se la speranza sia da parte dei medici come anche dei genitori era grande» ha scritto il parroco, don Francesco Lucchini.

Continuando «Fin da mercoledì sera, quando abbiamo saputo dell’accaduto, tutti abbiamo pregato perchè Tommaso riuscisse a superare questa grave crisi. Abbiamo altresì pregato per i suoi genitori, per il fratello Roberto, per i nonni e per tutta la famiglia. Sì….li abbiamo messi tutti nelle mani e nel cuore di Dio, perchè in questi anni ci hanno dimostrato che cosa vuol dire amare una persona e soprattutto come si doveva amare Tommaso. Nessuno di noi potrà mai dimenticare questo bambino e quello che lui offriva ai nostri occhi e al nostro cuore quando lo si incontrava, in costante compagnia della sua mamma, del suo papà o qualche altro membro della sua famiglia».

Concludendo  «Caro Tommaso, ti piaceva tanto camminare, muoverti, osservare le macchine e i camion che passavano. Ti piaceva giocare, saltare, coccolare e farti coccolare. Ora, tu sei tra i prediletti del Signore; per la tua innocenza e bellezza, stai correndo l’autostrada del cielo che ti porterà dritto al cuore di Dio. Tu fai parte della schiera degli angeli, i fedeli ministri della gloria di Dio che hanno come compito quello di raggiungere e proteggere i figli di Dio che sono pellegrini sulla terra. Sei stato custodito con immenso amore da mamma e papà e da tante altre persone che ti hanno veramente voluto bene. Ora, custodiscili tu…consolali e dona loro la forza di continuare il loro pellegrinaggio per il bene di Roberto e di tutti noi. Ciao, Tommaso…… don Francesco». 
 

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Cronaca

Sequestrata e “costretta” ad aprire la cassaforte: lei era complice dei malviventi

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Una donna sarebbe stata sequestrata e poi “costretta” ad aprire la cassaforte: peccato, però, che lei stessa fosse la complice dei malviventi.

Due furti a Chiaia nell’arco di poco tempo, ma entrambi ricostruiti dagli investigatori della polizia e compiuti, secondo l’accusa, da un 56enne di San Pietro a Patierno.

Con lui, come riporta Il Roma, in un caso c’era un 46enne originario di Castellammare di Stabia, nell’altra un’insospettabile addetta alle pulizie di una società di via Crispi che raccontò di essere stata sequestrata e costretta ad aprire la cassaforte asportata dai ladri.

Nell’altra vicenda gli autori del reato penetrarono nella sede del quotidiano “Roma”, portando via soltanto un lucchetto.

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