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Liliana Segre insultata e minacciata per il vaccino. La Procura apre un’inchiesta

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La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta per il reato di minacce aggravate dalla discriminazione e dall’odio razziale, per il caso degli insulti e delle minacce rivolte alla senatrice a vita Liliana Segre dopo essersi sottoposta al vaccino. Come se non bastasse, le sono pervenute frasi offensive di stampo antisemita anche sui social e pertanto, la polizia postale sta indagando per identificare gli autori di questi messaggi.

“Parole inaudite, ignobili e irripetibili” ha affermato la segretaria metropolitana del PD Silvia Roggiani, che ha poi continuato: “Un segnale allarmante dell’intolleranza e dell’ignoranza che purtroppo serpeggia sui social. Una violenza di fronte alla quale non si può restare indifferenti”. 

La Segre tra l’altro, ha prestato il volto anche per la campagna di sensibilizzazione di Regione Lombardia rivolta agli over 80, al fianco del governatore Attilio Fontana e del vicepresidente Letizia Moratti.

 

 

 

 

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Paura per la Meloni, minacce di morte al suo indirizzo: identificato l’autore

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“Se togli il Reddito ammazzo te e tua figlia”; “Ci vuole la morte di lei e sua figlia”; Veramente attenta, finiscila co’ sta cosa di togliere il Reddito di Cittadinanza, sennò ti ammazzo, lo capisci?”. Sono questi alcuni dei messaggi minatori indirizzati al premier Giorgia Meloni, attorno alla quale si stringe l’intero partito di Fratelli d’Italia.

Tuttavia, la Polizia ha già identificato l’autore, che altri non è che un uomo di 27 anni disoccupato e residente nella provincia di Siracusa, indagato per violenza privata aggravata nei confronti del Presidente del Consiglio.

In particolare, la Polizia ha sequestrato dispositivi elettronici, avendo conferma che l’account era dell’indagato. Intanto, sono in corso indagini su diverse apparecchiature, mentre le perquisizioni sono state eseguite dalla Polizia Postale della Sicilia Orientale e dalla Digos della Questura di Siracusa.

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Telecamere tenute a distanza e funerali blindati a Ischia

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Si annuncia come una giornata di tensione oltre che di dolore quella che è iniziata a Ischia oggi in occasione dei primi funerali delle vittime della frana di Casamicciola. Il familiari delle vittime hanno chiesto alle autorità di tenere a distanza telecamere e fotografi e di potre vivere il proprio dolore nella forma più privata possibile. La richiesta di privacy è arrivata nelle ultime ore e a farse portavoce è stato il sindaco di Lacco Ameno, Giacomo Pascale. “Cari concittadini, cari isolani, col cuore distrutto comunico che domani sarà lutto cittadino. A nome delle famiglie, assieme al Commissario Calcaterra, chiediamo alla stampa di tenere spente le telecamere e ai fotografi di non scattare foto, nel rispetto di quanti piangeranno i propri cari. Domani la professione deve cedere il passo al rispetto e al dolore di quanti hanno rifiutato i funerali di Stato proprio per stringersi in forma più ristretta”. 

“L’esposizione a mezz’asta delle bandiere esposte presso la sede comunale, gli uffici pubblici e gli edifici scolastici in segno di lutto. La sospensione di ogni attività degli esercizi commerciali e degli uffici pubblici dalle ore 10,45 alle ore 12,45 mentre saranno in corso le esequie delle giovani vittime; la sospensione delle attività didattiche di tutte le scuole di ogni ordine e grado presenti sul territorio comunale; che i cittadini, le istituzioni pubbliche, le organizzazioni, le associazioni e i titolari delle attività private di ogni genere ad esprimere, per l’intera durata della cerimonia funebre, la propria partecipazione al lutto nelle forme ritenute più opportune in segno di raccoglimento e rispetto; sono vietate le attività ludiche, ricreative ed ogni altro comportamento che contrasti con il lutto durante le esequie” ha scritto Pascale. 

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Maxi sequestro a Villaricca: scoperto ‘tesoro’ da 53 milioni di euro contraffatti

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Blitz dei carabinieri della Compagnia di Giugliano, che nel corso di una perquisizione domiciliare hanno rinvenuto ben 53 milioni di euro contraffatti, occultati in una cantina a Villaricca. In particolare, si tratta di 53 milioni di euro in banconote da 100, 50, 20 e 10 euro.

Pertanto, è stato colto in flagranza di reato Antonio Sgambati, 51enne già noto alle forze dell’ordine e proprietario dell’abitazione. Egli è stato arrestato per falsificazione, spendita e introduzione nello Stato di monete falsificate.

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