La Procura di Napoli indaga nell’ambito di un’inchiesta, che punta a far luce sull’iter di un emendamento alla legge di bilancio 2020 e sulla trasformazione dell’Università in società per azioni. A finire sotto la lente d’ingrandimento sono i vertici dell’Università Telematica Pegaso, tra cui il presidente Danilo Iervolino, il direttore generale dell’Ateneo, Elio Patriota, il capo dell’ufficio marketing, Maria Rosaria Andria e il vice prefetto Biagio Del Prete, che all’epoca dei fatti era capo della segreteria del Miur.

Il reato ipotizzato dagli inquirenti è corruzione. La Procura sospetta che per ottenere un regime fiscale più favorevole per le università private, equiparandole a quelle statali, siano stati ‘oliati’ degli ingranaggi erogando utilità a pubblici ufficiali.

Sotto esame, quindi, un articolo inserito nella legge di Bilancio 2020, che introduceva il regime fiscale e anche il nullaosta del Ministero alla modifica statutaria dell’Ateneo, dopo il parere “non negativo, di valore consultivo” ricevuto dal Consiglio di Stato.

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