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Cultura e spettacolo

“Abbiamo fatto la rivoluzione”: il commento dei Maneskin dopo il trionfo a Sanremo

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Il Settantunesimo Festival di Sanremo è stato vinto dai Maneskin con il loro brano rock “Zitti e Buoni” (leggi qui la classifica completa).

La band romana, attraverso il proprio account Twitter, ha commentato così la vittoria:

Dedichiamo questa vittoria a quel prof che ci diceva sempre di stare zitti e buoni.

ABBIAMO FATTO LA RIVOLUZIONE“.

Il gruppo musicale ha portato sul palco dell’Ariston un testo davvero rivoluzionario, che mira a prendersi la scena e ad essere promotore di un salto generazionale. I giovanissimi artisti, in tutte le esibizioni, hanno mostrato una voglia incredibile di spaccare il mondo.

Cultura e spettacolo

Festival di Sanremo, Amadeus in conferenza stampa: “Giusta la protesta degli agricoltori, se vengono li accolgo”

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Nel corso della conferenza stampa di presentazione del 74esimo Festival di Sanremo, che si apre domani martedì 6 febbraio, il conduttore Amadeus ha risposto alla richiesta degli agricoltori di avere ospitalità al Festival.

Ecco le sue parole:

“Trovo la protesta dei trattori assolutamente giusta, sacrosanta, per il diritto al lavoro e alla tutela del proprio posto di lavoro. Ma nessuno mi ha contattato e non ho contattato nessuno. Se vengono li accolgo”.

Poi, a chi lo accusa di aver ricevuto pressioni dalla Rai per fare un festival meloniano, il conduttore risponde:

” Posso smentire qualunque cosa. Ho incontrato Sergio appena è diventato amministratore delegato e mi ha detto: ‘Puoi continuare a fare il festival liberamente come hai fatto negli ultimi 4 anni’. Non mi ha mai fatto una telefonata per chiedere chi ci sarà. Nei festival precedenti mai cercato cose sensazionali a tavolino. I miei festival non sono schierati, in passato sono stato attaccato sia da destra che da sinistra”.

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Attualità

In tv arriva “Non ti pago” con Castellitto torna a vestire i panni di Eduardo De Filippo numerose critiche anche su i social

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Dopo Natale in casa Cupiello e Sabato, Domenica e Lunedì, trasmessi rispettivamente nel 2020 e nel 2021, arrivano critiche anche per Non ti pago con Sergio Castellitto. L’opera eduardiana, riproposta in un film di Edoardo De Angelis, sembra non aver convinto il pubblico di Rai1, ma anche molti esponenti del mondo dello spettacolo.

Una delle critiche più “aspre2 è arrivata da Francesco Paolantoni che in un post ha scritto: “Un altro commedicidio”. Nel dibattere con i propri followers paolantoni ha spiegato: “Non giudico l’attore ma l’operazione” per poi aggiunfere “non credo che Eduardo non vada rifatto, anzi. Rivisitazioni? Può essere, ma trasformare una commedia perfetta in un dramma cupo e angosciante proprio no. La leggerezza, la risata,(a cui lui teneva molto) sono elementi imprescindibili. Sennó scriveva un’altra cosa”.

In linea con il pensiero di Paolantoni sembrano essere la stragrande maggioranza degli utenti social. Molti hanno puntato il dito contro alcune scelte del regista che non appartengono all’opera originale come il pappagallo parlante, la ciuccia alata o i balletti del protagonista. Promosso, invece, il cast nel quale figura anche Antonio Casagrande, venuto a mancare l’anno scorso.

“Questa “Non ti Pago” non si può vedere… L’isterismo e gli occhi strabuzzati di Castellitto nulla hanno a che vedere con l’arguzia, le pause, gli occhi al cielo, l’arte del grande Eduardo. Senza parlare di tutto il contorno tra attori musiche, tempi, fotografia, etc.  Forse si salva il solo Casagrande. Per chi ha studiato Eduardo, i suoi personaggi e le sue opere questo è un pugno nello stomaco!”, si legge in uno dei tanti commenti.

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campania

“Un posto al sole è unico” Marina Tagliaferri, volto storico dell’amata soap, presenta il suo libro

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oce calda. Viso attraente che non disdegna espressioni simpatiche espressioni buffe. Marina Tagliaferri entra da più di 27 anni nelle nostre case dal lunedì al venerdì a ora di cena vestendo i panni di Giulia Poggi in Un Posto al Sole, la soap di Rai3 venuta fuori da un’idea di Giovanni Minoli. Un progetto pionieristico, un azzardo vinto che ha portato tanta fortuna, creatività e la formazione di tanti talenti tra autori, attori e registi, contribuendo a poco a poco immaginare Napoli come il punto di riferimento per chiunque faccia cinema e serie tv. Se si parla di pionieri, bé Marina Tagliaferri lo è. Lei, Patrizio Rispo, Marzio Honorato, Alberto Rossi, se non per brevi periodi di assenza, ci sono sempre stati da quando l’avventura di Un Posto al Sole è iniziata.

Lei ha cesellato Giulia Poggi, l’ha arricchito, l’ha sfumato contribuendo a non stancare mai di una soap ce in Italia non ha pari per la sua longevità e che mantiene sempre vivo l’interesse del pubblico perché Un Posto Al sole è una finestra sull’attualità, aderente a ciò che capita nella vita. Le storie sono in continuo aggiornamento ei personaggi con le loro vicende sono specchio della quotidianità e delle esistenze di tutti, così come Giulia Poggi, un’assistente sociale che è in prima linea per le e con le donne, infatti è alla guida di un centro antiviolenza.

Ma un successo di così lunga data lo si deve anche ad attori della pasta della Tagliaferri che è da 50 anni sulla scena e che viene dal teatro lavorando con l’aristocrazia della recitazione da Vittorio Gassman a Carmelo Bene e formandosi nel tempio della recitazione attoriale italiana l’Accademia Silvio D’Amico. Per dirla alla sua maniera la vita è fatta di continue slide door che nel suo caso sono state determinanti e in modo preminente tanto che decide di raccontarle nel suo secondo libro, Un posto in scena edito dalla Giannini Editore, in cui parla della sua vita e di teatro che ha sbaragliato la sua esistenza per mezzo secolo fino a portarla su Rai3 in Un Posto Al Sole, entrando a pieno titolo in uno dei capitoli della storia della televisione italiana.

Nasce a Roma ma ormai è innegabile che Marina Tagliaferri sia napoletana di adozione. Ecco che sarebbe stato assurdo non presentare Un Posto in Scena a Napoli. Per farlo sceglie il palco di un teatro, quello del Sannazzaro, del resto, è un libro sul teatro. A sostenerla ci sono alcuni dei suoi colleghi e ormai amici di Un Posto al Sole come Michelangelo Tommaso e Patrizio Rispo. In prima fila c’è anche Giovanni Minoli. Accanto a lei ci saranno Antonio Parlati, Direttore della Rai di Napoli, l’attrice Miriam Candurro, a cui ha scelto di affidare le letture. Oltre a condividere il set di Un Posto al sole, con la Candurro condivide anche la passione per la scrittura, anche lei alterna la carriera sul set con quella di scrittrice.

La sua voce rende vive le parole di quelle pagine che evocano gli incontri importanti, la scelta di impegnarsi per entrare in Accademia dopo il diploma in ragioneria e cosa significa l’abnegazione per il teatro e la recitazione. Via via che Miriam Candurro scorre le pagine che evocano parte della sua vita, abbassa lo sguardo, lei vuole aggiungere poco, vuole fare un passo indietro, vuole che il libro ora parli che racconta scena e retroscena della sua lunga ed intensa carriera teatrale, dove la recitazione è uno dei pochi modi per entrare in connessione con la parte più profonda di noi, il nostro “Sé”. Accanto al teatro c’è l’Italia della sua adolescenza dove da sfondo ci sono gli anni della contestazione, in cui anche i movimenti del femminismo prendo sempre più piede. C’è l’infanzia, l’adolescenza, gli incontri con i mostri sacri con cui ha diviso la scena in cui passione, carriera vanno di pari passo con la sua vicenda personale.

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