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Cronaca

Terza ondata. Il Cardarelli è troppo pieno: “Bloccare ricoveri programmati”

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La “terza ondata” dell’epidemia Covid-19 ha portato a un aumento vertiginoso dei ricoveri negli ospedali, compreso ovviamente anche il Cardarelli di Napoli, il più grande del Meridione.

I pazienti sono così tanti, spiegano i sindacati degli infermieri, che si è venuto a creare una sorta di “reparto fantasma” tra il Pronto Soccorso e l’Obi, dove vengono stipati anche per diversi giorni i degenti: una situazione problematica in quanto, col riempimento di un’area che dovrebbe restare libera anche per consentire il distanziamento, vengono meno anche le norme anti contagio.

Pronto Soccorso ingolfato all’inverosimile addirittura registriamo la presenza di pazienti, anche per alcuni giorni, stipati nell’area che divide il Pronto Soccorso dall’OBI, creando, di fatto, un reparto “fantasma’” che va ad inficiare il distanziamento e l’osservanza delle più scrupolose regole di limitazione del contagio da SARS-COVID 2, oltre che compromettere l’assistenza erogata. Inoltre, la recente riduzione dei posti letto delle Unità Operative di Medicina Interna, scelta ineludibile a causa dei noti limiti strutturali, sta facendo il resto” si legge in una nota congiunta di Nursing Up e FSI-USAE.

Torna quindi di prepotenza un altro problema, da sempre presente nella realtà sanitaria napoletana, ma acuito con la pandemia: le altre grandi strutture della zona non sono provviste di Pronto Soccorso e, con la conversione a Covid di ospedali come il Loreto Mare e il San Giovanni Bosco, il Cardarelli resta l’unico ad occuparsi dei ricoveri in urgenza.

Non può reggere questo peso da solo occorre la collaborazione di tutti, laddove altre strutture, vedi i Policlinici, al momento non ancora provvisti di Pronto Soccorso attivo, risultano non in grado di soddisfare la richiesta di emergenza/urgenza che proviene dal territorio regionale” continua la nota del sindacato.

I sindacati chiedono quindi “il trasferimento dei pazienti che risultano essere in overcrowding presso altri presidi ospedalieri e il contestuale blocco immediato dei ricoveri programmati, al fine di decongestionare Pronto Soccorso, OBI e i reparti“.

 

 

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Avellino

Operaio 63enne muore durante la raccolta delle ciliegie nell’Avellinese

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Nei campi a Cervinara, in provincia di Avellino, questa mattina, un operaio di 63 anni, pare impegnato nella raccolta delle ciliegie, è stato trovato senza vita.

Il pm della Procura di Avellino ha disposto il sequestro della salma che è stata trasferita nell’ospedale del capoluogo per accertamenti medico-legali.

Sulle cause del decesso indagano gli agenti del commissariato di Cervinara. Trapelano molti dubbi sulla reale dinamica dei fatti. Tra le ipotesi degli investigatori, la caduta fatale dall’albero o un malore che non ha lasciato scampo all’operaio, sposato e padre di due figlie, residente nel comune Caudino, sempre nell’Avellinese.
Gli agenti indagano anche sui soccorsi: non sarebbe stato allertato il 118, ma l’operaio sarebbe stato portato in auto da compagni di lavoro presso la sede della centrale operativa del 118 di Cervinara.
   

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Cronaca

Napoli, marito e moglie picchiati dal parcheggiatore abusivo davanti ai loro 3 bambini

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Una famiglia casertana, dopo un’apparente serata in tranquillità passata fuori casa per la cena, è stata aggredita da un parcheggiatore abusivo per essersi opposta alla richiesta del racket per la sosta, aumentata nel corso della serata del 1000%.

A raccontare l’accaduto è stato il padre di famiglia, adesso ricoverato all’ospedale di Aversa, dove dovrà subirà un’operazione, con un trauma cranico, un dito rotto, un occhio malmesso, rivolgendosi al deputato dell’Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli.

“Mercoledì avevo deciso di andare con mia moglie e i miei figli a cena in un locale a Marechiaro –  spiega l’uomo – Arrivati lì con l’auto mi si avvicina subito un parcheggiatore abusivo che mi fa parcheggiare all’interno di un’area privata delimitata da un cancello. Ad un certo punto, nel corso della serata, il parcheggiatore mi raggiunge al tavolo e mi chiede di portare via l’auto in quanto da lì a pochi minuti il cancello sarebbe stato chiuso. Così lo seguo e una volta raggiunta l’auto lui mi dice che il costo per la sosta non era più di 5 euro come preventivato ma bensì di 50 euro”.

La situazione è dunque degenerata: “A quel punto interviene mia moglie dicendogli che al massimo si poteva arrivare a 10. Lui non ci sta, la spintona e la schiaffeggia. Io intervengo ma lui mi ha picchiato selvaggiamente e sono caduto battendo la testa sull’auto. Anche una volta riverso al suolo, il parcheggiatore ha continuato a colpirmi ferocemente a suon di calci in faccia. Ora sto molto male, ma quel che mi fa più rabbia è che i miei tre bambini abbiano dovuto assistere a questa violenza inaudita. Nonostante le urla nessuno ci ha soccorsi probabilmente per paura e connivenza con il soggetto criminale”.

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Cronaca

Napoli, controlli a tappeto sul lungomare di Mergellina: 4 chioschi sotto sequestro

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Sono partite questa mattina le operazioni di controllo da parte della polizia locale, su delega della Procura della Repubblica, su tutti i 19 chioschi posti sul lungomare di Napoli, da Largo Sermoneta fino a Piazza Vittoria.

Dopo i primi controlli, sono stati posti sotto sequestro i primi 4 chioschi, sia per violazioni al codice penale – scarichi abusivi a mare e opere edilizie abusive – che per violazioni di tipo amministrativo per la carenze delle regolari autorizzazioni al commercio fisso ed autorizzati soltanto al commercio itinerante. Le operazioni si sono svolte in collaborazione con la Polizia di Stato e proseguiranno nei prossimi giorni.

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