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Femminicidio Ornella Pinto: alta tensione ai funerali. Respinti i suoceri della vittima

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Questa mattina alla Cattedrale di Napoli, l’Arcivescovo di Napoli, monsignor Domenico Battaglia, ha svolto i funerali di Ornella Pinto, la donna 40 enne uccisa dal marito a coltellate nella notte tra Venerdì e Sabato scorso.

La violenza ti ha strappato alla vita“, ha detto l’arcivescovo di Napoli durante l’omelia. La tragedia di Ornella Pinto ha scosso molto l’animo dei napoletani e in tanti si sono recati fuori la Chiesa per darle l’ultimo saluto, nonostante le restrizioni anti-covid in atto.

Non sono mancati momenti di alta tensione, com’era facilmente prevedibile. Infatti all’arrivo di una corona di fiori inviata dai suoceri, una delle sorelle delle vittima ha strappato il biglietto di accompagnamento e ha respinto il gesto.

Per esplicito volere dei familiari, giornalisti e operatori sono stati tenuti fuori.

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Due uomini arrestati per tentata estorsione nel napoletano: vittima un imprenditore

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Ieri sera, i militari della Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Castello di Cisterna, hanno arrestato un 51 enne del luogo e un 45 enne di Capaccio (SA), già noti alle forze dell’ordine.

Secondo le ricostruzioni investigative, i due, sono ritenuti gravemente indiziati di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Grazie ad una fitta serie d’indagini dei militari dell’Arma, è stato possibile ricondurre agli indagati un tentativo di estorsione, avvenuto tra il marzo e il giugno del 2019, nei confronti dell’amministratore unico di una società edile di Pomigliano d’Arco.

Nello specifico, l’amministratore della società avrebbe dovuto versare la somma di 5 mila euro mensili per proseguire i lavori di realizzazione di un immobile di edilizia civile, all’epoca dei fatti in costruzione nel centro napoletano.

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Marito e moglie sorpresi a coltivare ed essiccare ingenti quantità di marijuana: i particolari

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Blitz dei Carabinieri di Piedimonte Matese, in provincia di Caserta, dove una coppia di imprenditori agricoli, è stata tratta in arresto per detenzione di un ingente quantità di sostanze stupefacenti destinate alla successiva rivendita e per il reato di coltivazione per il commercio senza autorizzazione delle medesime sostanze.

Secondo una prima ricostruzione, i militari avrebbero notato, durante un servizio di controllo, un uomo e una donna spostare in maniera concitata alcuni involucri da un capannone ad un terreno poco distante. Una volta terminate le operazioni di spostamento l’uomo, 39 anni, ha iniziato a rimuovere del terreno con un escavatore, nello stesso luogo dove era stato visto con la moglie spostare gli involucri. Nello specifico, i due coniugi, stavano tentando di occultare, ricoprendoli con il terreno, 3 bidoni in materiale plastico a tenuta stagna, in cui erano conservate 61 confezioni di cellophane termosaldate contenenti 33 kg di infiorescenze essiccate di marijuana e 480 grammi di cocaina.

I militari, hanno proceduto alla perquisizione al vicino capannone, dove sono state rinvenute buste in cellophane, una macchina per il sottovuoto e vari bilancini di precisione, elementi necessari per il confezionamento dello stupefacente. Le successive perquisizioni, hanno permesso di risalire ad una struttura dismessa di circa 100 mq, dove era stata costruita una serra agricola per la coltivazione di piantine di canapa indiana. Mediante altre perquisizioni, sono state invece rinvenute 550 piantine di marijuana di varie specie ed è stato possibile rilevare che l’immobile, era stato trasformato a serra agricola con impianti tecnologicamente avanzati per la coltivazione. Le piantine, al termine della coltivazione, avrebbero consentito di estrarre circa 1000 kg di marijuana di varie specie ad altissimo contenuto di T.H.C.

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Trasporto pubblico in sciopero: la decisione dei sindacati per il 1° giugno

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 “Nuovo sciopero di 24 ore il prossimo primo giugno nel trasporto pubblico locale“: a proclamare la protesta, dopo quelle dell’8 febbraio e del 26 marzo scorsi, sono unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Ugl Fnaper il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro scaduto da più di tre anni“.

Malgrado le consistenti risorse stanziate dal Governo a salvaguardia del settore, a seguito delle possibili conseguenze della pandemia per le aziende e sul servizio le rappresentanze aziendali Asstra, Agens e Anav continuano a sostenere proposte irricevibili e a negare a lavoratrici e lavoratori del Tpl quello che è un loro sacrosanto diritto, ancor più motivato dal fatto di non aver mai interrotto l’attività, garantendo il diritto costituzionale alla mobilità di tutti i cittadini italiani anche nei momenti più difficili dell’emergenza sanitaria” hanno sottolineato le organizzazioni sindacali.

Si fermeranno dunque in tutt’Italia tutti i trasporti pubblici martedì 1° giugno.

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