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CAIVANO. Il Sindaco si assume piena responsabilità su eventuali collusioni nel settore Lavori Pubblici

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CAIVANO – Ennesima presa in giro da parte del Sindaco Enzo Falco. Come ampiamente anticipato dalla nostra testata (leggi qui) il primo cittadino caivanese, dopo aver effettuato l’azzeramento della giunta, riconferma oggi la stessa nomenclatura solo con uno schema un po’ rimaneggiato nelle deleghe assegnate.

L’avevamo previsto e così è andata ma attenzione non vogliamo tutti i meriti, non siamo assolutamente dei geni, solo che un po’ il nostro mestiere lo conosciamo e sappiamo quanto la sprovvedutezza e l’incapacità umana sia prevedibile e non abbiamo fatto altro che attuare un principio di vita basilare: mai sopravvalutare gli stupidi perché pur impegnandosi non potranno mai fare di meglio di quanto fatto in passato e noi questo copione l’abbiamo già visto. Ma veniamo ai fatti.

Una riflessione che salta subito agli occhi andando a leggere le deleghe è che il Sindaco ha posto la firma sul settore indiziato, ha fatto in modo che tutti sapessero a quale settore si riferiva il Consigliere Pippo Ponticelli nell’audio e del perché la figura di Carmine Peluso sia stata messa così tanto in discussione in maggioranza ma con un handicap grave. Mantendendo per sé quella delega in realtà non ha bocciato l’Assessore come vorrebbe far credere – in maniera contraria l’avrebbe proprio sollevato dall’incarico di assessore, visto che se uno è incapace è incapace sempre – ma ha solo tolto le pietre al cospetto di qualche matto che poteva finire di scagliarla contro il nipote del maggiore azionista delle somme urgenze gialloverdi.

In poche parole, per chi mastica poco di politica e per quelli di cui la fascia tricolore si crede più furbo, in realtà non cambierà nulla, l’Assessore ai Lavori Pubblici – questo il settore tolto “solo ufficialmente ma non ufficiosamente” a Carmine Peluso – resterà comunque nelle mani dello stesso, solo che questa volta se commistione c’è stata, c’è e ci sarà se l’è intestata anche e soprattutto il Sindaco Enzo Falco.

Una cosa bisogna riconoscere a questo sindaco! Delle due una: o è scemo, o è anch’egli in malafede! Mi spiego – anche se so che questa frase farà recare la fascia tricolore dai carabinieri per l’ennesima querela intimidatoria – se io sono uno che ci sa fare e, da Sindaco, credo fortemente che chi denuncia di collusione con zone ombra della città il settore dell’Urbanistica e chi tra il legislativo, illegalmente, ne detiene il controllo si sbaglia, lascio le cose come stanno fino a dimostrare alla città che questi anni sono serviti ad una seria programmazione e che in futuro si vedranno i frutti di quanto raccolto.

Quindi alla base di questo ragionamento, se per calmierare gli animi in maggioranza revoco la delega al tanto discusso Carmine Peluso, non faccio altro che finire di accendere i riflettori su un settore già molto attenzionato, in realtà, legittimando l’origine del problema che ha portato alla crisi politica, a serie denunce da parte della stampa e allo sfogo audio del Consigliere Ponticelli, assumendomi piene responsabilità. Allora la domanda che ci si pone in maniera spontanea è perché? Perché assumersi cotanta pesante responsabilità? Perché si è a piena conoscenza del pericolo che si incombe o perché si è fatta una manovra disperata in segno della propria sprovvedutezza e incapacità amministrativa? Ai posteri l’ardua sentenza.

A questo punto saremo curiosi di sapere se questa decisione del primo cittadino è condivisa dal Consigliere Pippo Ponticelli, se l’ex “Noi Campani” crede che così sia stato risolto il problema di collusione e se quel settore, da oggi, ha finito di far paura agli addetti ai lavori con le minacce. Saremo proprio curiosi. Consigliere Ponticelli se ci sei batti un colpo!

Si seguito riportiamo il quadro completo della nuova/vecchia giunta:

– Dott.ssa Tonia ANTONELLI – Assessore: POLITICHE SOCIALI, POLIZIA MUNICIPALE, PROGETTI UTILITA COLLETTIVA, TURISMO, PERSONALE, CIMITERO, ANAGRAFE, CONTENZIOSO E AFFARI LEGALI;
All’Assessore ANTONELLI è conferito, altresì, l’incarico di Vice Sindaco;

– Dott.ssa Pierina ARIEMMA – Assessore SCUOLE E ISTRUZIONE, CULTURA, FORMAZIONE PROFESSIONALE, POLITICHE SANITARIE;

– Sig.na Maria Giuseppina BERVICATO – Assessore: PROTEZIONE CIVILE, SPORT, POLITICHE GIOVANILI, CAIVANO PLASTIC FREE, AREE VERDI, ARREDO URBANO, COMUNITA’ ENERGETICHE, RANDAGISMO, GUARDIE AMBIENTALI, POLITICHE DEL LAVORO, INDUSTRIE E SICUREZZA;

– Sig. Arcangelo DELLA ROCCA – Assessore: GRANDI OPERE, PNRR, EDILIZIA SCOLASTICA, TRASPORTI, NUOVA TOPONOMASTICA;

– Sig.ra Maria DONESI – Assessore: BENI COMUNI, RAPPORTI CON COMMUNIA, PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI, PROGRAMMA LABSUS, AMBIENTE, ECOLOGIA, PARI OPPORTUNITA;

– Dott. Pasquale MENNILLO – Assessore: ALL’ECONOMIA E FINANZE, PATRIMONIO, TRIBUTI, AGENDA DIGITALE, FONDAZIONI;

– Dott. Carmine PELUSO – Assessore: ASSESSORE COMMERCIO, ARTIGIANATO, AGRICOLTURA, SUAP.

Il Sindaco Enzo Falco si occuperà direttamente di manutenzione, lavori pubblici e urbanistica.

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CAIVANO. La politica latita ancora e lascia ancora tanto spazio al prete Patriciello che non disdegna di fare campagna elettorale

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CAIVANO – Una città in fase di riqualificazione, sia urbana che sociale. Grazie al Governo Meloni sono stati stanziati 52 milioni di euro che vengono gestiti da Fabio Ciciliano il Commissario Straordinario nominato dalla Premier, e altri soldi vengono presi dai vecchi fondi CIS che promosse Mara Carfagna, già Ministro del Sud e della Coesione Territoriale che nella chiesa del prete Patriciello, nel Gennaio 2022, firmò il Cis “Terra dei Fuochi” con all’interno un progetto di 2,5 milioni di euro presentato proprio dal parroco Maurizio Patriciello in collaborazione con il Comune di Caivano per un centro di formazione che doveva sorgere all’interno della Zona Asi di Caivano. Progetto poi arenato perché il Governo Meloni ha bloccato quei fondi destinati in 52 comuni della Provincia di Napoli, i fondi destinati a Caivano poi sono stati dirottati per altri lavori, parte sono stati impiegati per la riqualificazione del Teatro “Caivano Arte”.

Quindi qualcosa si sta muovendo. Il Commissario Straordinario ha stilato il proprio programma e i lavori vanno avanti spediti. I fondi CIS almeno a Caivano sono stati impiegati. Peccato per il progetto di Maurizio Patriciello che forse non vedrà la luce ma il suo sacrificio non sarà reso invano. I soldi sono serviti al Teatro e ad altre infrastrutture del territorio.

Il cronoprogramma va avanti e alla fine di questo mese verrà inaugurata anche la nuova “Deplhinia” quindi perché continuare a sponsorizzare, politicamente, ciò che è stato fatto e non si guarda avanti? Caivano non si salverà con le inaugurazioni. Dal punto di vista sociale, oltre all’assunzione di personale, nulla è stato fatto. E quello non compete a Ciciliano ma ai caivanesi.

Ancora una volta si lascia spazio a Patriciello. Ancora una volta gli si dà la possibilità di fare politica. Ancora una volta la classe dirigente o chi ambisce a diventarlo si assenta e lascia voragini a chi ama riflettori e telecamere ma non possiede né il ruolo né le competenze. Maurizio Patriciello va in Tv a difendersi dagli attacchi del Governatore De Luca, senza contraddittorio e con la possibilità di fare da testimonial alla Premier Giorgia Meloni, dato che continua a dire che ciò che ha fatto la leader di Fratelli d’Italia, in passato non è stato fatto dai suoi pari grado. Dichiarazioni che fatte in campagna elettorale vengono considerate dei veri e propri spot con tanto di testimonial di rilevanza nazionale.

Manca solo che il prete, insieme alla Premier Meloni, qualche Ministro e i commissari caivanesi decidano pure chi promuovere alle prossime elezioni amministrative, in maniera tale che si possa passare da un Comune commissariato dalla Prefettura a quello commissariato da Fratelli d’Italia, con un sindaco “fantoccio” manovrato dai poteri politici nazionali con il benestare della chiesa e dei tanti fedeli che credono nella volontà di Dio.

È tempo che i caivanesi, gente onesta e laboriosa da sempre, comincino a prendere in seria considerazione il futuro della propria comunità e del proprio territorio, e facciano sentire la propria presenza, facciano capire al Governo e alle istituzioni, che da troppi anni hanno dimenticato questo territorio, che i caivanesi con la loro presenza al loro fianco, sono pronti a riappropriarsi della vita politica della loro città e che non hanno bisogno né di commissari né di pupari.

Anche se, con l’assenza della politica, ognuno rintanato nelle proprie case perché colpevole nell’ignavia e nell’assoggettamento alla camorra, temo che ci possa essere più la probabilità che qualche politicante di turno possa “vendersi” al volere dei potenti che avere un sussulto di dignità e dimostrare quanto i caivanesi siano pronti all’autogestione. Mala tempora currunt.

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Caivano, incendio in un deposito di abiti vecchi: paura nella notte

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Notte di spavento a Caivano. Un improvviso incendio di un deposito di abiti vecchi, in via Fossa del Lupo, nella zona che collega via Diaz a via Atellana, è divampato nell’aria rendendola irrespirabile, provocando una nuvola nera alta decine di metri che si è propagata a chilometri di distanza.
Sul posto sono intervenuti prontamente carabinieri e vigili del fuoco.
L’odore naueseabondo dell’aria ha costretto gli abitanti caivanesi a barricarsi in casa.

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CAIVANO. Il Teatro “Caivano Arte” sarà sostituito da un auditorium di 500 posti. I caivanesi bocciano la visione di Ciciliano

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CAIVANOCiciliano finora tutto bene ma non benissimo. La riqualificazione di Caivano procede spedita, le aree degradate e abbandonate, grazie al ruolo di Commissario Straordinario, alla deroga al Codice Appalti di cui si gode e alla cospicua disponibilità di denaro messo a disposizione del Governo, vengono via via riqualificate e restituite alla collettività.

Ma sento il dovere, in quanto cronista e cittadino caivanese, descrivere il mio disappunto sulla scelta di cambio di destinazione d’uso del Teatro Comunale “Caivano Arte”.

Abolire un Teatro, per far spazio ad un auditorium con annesse sale multimediali, polo museale e arena – quest’ultima tra l’altro già esistente – è un vero e proprio sfregio all’identità culturale di una comunità.

“Caivano Arte”, sin dai tempi della sua nascita ha rappresentato l’orgoglio culturale della cittadina gialloverde, le tavole del suo palco sono state calcate da artisti come Eric Johnson – Chitarrista e cantante compositore e polistrumentista statunitense – Jodorowski, Toni Servillo, Lina Sastri, Morgan dei Blue Vertigo, i 99 Posse, Ashram – gruppo musicale italiano formatosi a Napoli, appartenente alla corrente stilistica della darkwave neoclassica – Francesco Paolontoni, Carlo Buccirosso, Federico Salvatore, Biagio Izzo, Sal Da Vinci e le operette con Dianora Marangoni per quanto riguarda la danza: Alessandra Celentano, Rossella Brescia, Stefano Forti, Fabio Molfesi, Anna Razzi dell’Accademia del San Carlo, I ballerini del Bolshoi di Mosca con Graziella Di Rauso, Laboratori di Teatro tra le tante Teresa Del Vecchio, Nunzia Schiano, Fortunato Angelini e Luca Yurman.

Ho preferito riportare solo qualche artista, giusto per far capire a chi di questa collettività si è fatto un’idea totalmente sbagliata, confrontandosi solo con chi ha preferito affibbiare a questo territorio solo l’etichetta criminale per ottenere propri benefici e privilegi, quali siano state le potenzialità e il livello culturale espresso da questa comunità.

Quindi con la concezione di un territorio degradato, fatto solo di droga, spaccio, pizzo, camorra e malapolitica si è pensato bene di sostituire “Caivano Arte” con un auditorium di 500 posti a fronte dei 750 di cui disponeva il vecchio teatro, oramai abbattuto, per una copiosa perdita idrica.

Noi di Minformo abbiamo interpellato alcuni operatori del settore per sapere cosa potesse offrire un auditorium di 500 posti e tutti hanno dato le stesse risposte.

Organizzare una produzione di entità rilevante, uguale a quelle già citate e viste a Caivano, sarà impossibile, poiché il costo di un normale biglietto, se non raddoppiato, non consentirebbe neanche di coprire i costi della produzione stessa. Al contrario, con l’aumento del costo del biglietto si rischia di ottenere un flop poiché nessuno si sognerebbe di venire a Teatro in periferia, in una struttura piccola e pagare il doppio per vedere un artista che in città viene offerto alla metà del prezzo.

Abbattere il “Caivano Arte” per lasciare spazio ad un piccolo auditorium è stato una scelta, a mio parere, a dir poco incauta, dato che si rischia di aver realizzato un’ulteriore struttura che da qui a poco, non suscitando interesse da parte di nessun gestore, potrebbe risultare di nuovo abbandonata a sé stessa.

La visione giusta, per una giusta riqualificazione di un territorio come Caivano, sarebbe stata quella di rilanciare l’offerta culturale raddoppiandola. Creare un Teatro da 1000 e più posti e prendere per la “gola” i più importanti impresari campani ma ovviamente, una visione del genere, la può avere solo chi conosce ed è innamorato del proprio territorio.

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