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Giustizia

Omicidio Cerrato: chiesto l’ergastolo per gli Scaramella e per i Cirillo

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Ergastolo per tutti e quattro gli imputati: a chiederlo, oggi, al termine della sua requisitoria, è stata il sostituto procuratore generale Ginevra Abbamonti al processo di secondo grado in corso davanti alla Corte di Assise di Appello di Napoli per l’omicidio di Maurizio Cerrato, il custode del Parco Archeologico di Pompei ucciso con una coltellata al petto a Torre Annunziata, in provincia di Napoli, il 19 aprile del 2021, solo per un parcheggio.

La massima pena è stata chiesta dal magistrato per Giorgio e Domenico Scaramella, Antonio e Francesco Cirillo.
Vennero tutti condannati a 23 anni di carcere, in primo grado.

Il magistrato ha chiesto per Giorgio Scaramella (colui che chiese e ottenne l’intervento degli altri aggressori dopo la prima lite) il riconoscimento del concorso “pieno” nell’omicidio di Cerrato che, invece, in primo grado venne ritenuto “anomalo” dai giudici.

Per i restanti tre imputati ha chiesto il riconoscimento dell’aggravante dei futili motivi.

Giustizia

Legittimo l’uso durante le indagini delle chat criptate: lo ha deciso la Cassazione

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L’utilizzabilità delle chat SkyEcc intercettate dalle autorità giudiziarie francesi, poste alla base di decine di procedimenti penali non solo in Italia ma anche in altri Paesi, è legittima.

Lo hanno sancito le Sezioni unite penali della Corte di Cassazione, con due sentenze uguali emesse lo scorso 29 febbraio, le cui motivazioni sono state pubblicate nella giornata di oggi.
Secondo i giudici, quelle intercettazioni o dati digitali provenienti da perquisizioni e sequestri informatici disposti legittimamente dall’autorità giudiziaria transalpina, sono legittimi a meno che non vengano dimostrate dalle difese degli imputati violazioni dei principi fondamentali dello Stato democratico.

Per la Cassazione, è ininfluente che i giudici francesi non si siano attenuti a tutte le regole procedurali italiane (altro motivo di contestazione da parte delle difese degli imputati) per l’acquisizione del materiale probatorio.
La Francia ha disposto la raccolta di queste fondamentali informazioni che i narcos si sono scambiati su questa piattaforma – SkyEcc – largamente utilizzata dalle più importanti associazioni di narcotrafficanti mondiali, nell’ambito di procedimenti che mirano appunto a sgominare il narcotraffico internazionale.
E i procedimenti che ora utilizzano questi dati, in corso in Italia ma anche in altri Paesi, riguardano associazioni a delinquere di tipo mafioso esattamente della stessa tipologia.

In Italia, in particolare a Napoli, ce ne sono due di cui si sta occupando la Procura antimafia partenopea: nel primo è imputato Raffaele Imperiale, il cosiddetto boss dei Van Gogh e nell’altro, un noto imprenditore accusato di essersi occupato della logistica, dei trasferimenti della droga per conto della banda di Imperiale.

Nell’udienza dello scorso 30 maggio, nel Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli, il pm antimafia Maurizio De Marco ha chiesto l’acquisizione di quelle fonti di prova ponendo alla base delle sue istanze motivazioni analoghe a quelle su cui si basano le due sentenze delle Sezioni unite della Cassazione.


(fonte: Ansa)

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Giustizia

Violenza sessuale, 3 anni e 7 mesi al figlio dell’ex calciatore Cristiano Lucarelli

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Mattia Lucarelli, figlio dell’ex attaccante Cristiano, e Federico Apolloni, i due giovani calciatori del Livorno accusati di violenza sessuale nei confronti di una studentessa americana di 22 anni, sono stati condannati a 3 anni e 7 mesi.

Lo ha deciso il gup di Milano Roberto Crepaldi al termine del processo con rito abbreviato in cui ci sono altri tre imputati.

I due giocatori finirono agli arresti domiciliari nel gennaio 2023 e nel giugno successivo furono rimessi in libertà.
L’indagine della Procura aveva ipotizzato un presunto stupro di gruppo che risale alla notte tra il 26 e il 27 marzo del 2022.


(fonte: Ansa)

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Giustizia

Napoli, duplice omicidio stradale sotto l’effetto di cocaina e alcol: condannato a 10 anni di carcere

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Dario Lenci è stato condannato a 10 anni di carcere.
Il 35enne è ritenuto responsabile del terribile incidente stradale avvenuto la notte tra venerdì 29 e sabato 30 settembre 2023, nel quartiere Fuorigrotta di Napoli, dove persero la vita una coppia di 20 e 23 anni, Lucia Morra e Francesco Altamura che furono investiti mentre viaggiavano in sella a uno scooter.

La sentenza è stata emessa dal giudice per l’udienza preliminare di Napoli Lo Gozzo.
L’imputato provocò la tragedia mentre era alla guida di una potente Audi sotto l’effetto di cocaina e alcol.
La Procura di Napoli, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto il massimo della pena: 12 anni di reclusione.

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