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Perchè Minformo?

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minformoMi sono chiesto quale potesse essere l’utilità di un ennesimo rotocalco locale, ho cercato di darmi una risposta guardandomi intorno, nel panorama confuso del giornalismo “paesano” e ci ho trovato il niente. Spesso un ammasso di parole lanciate sulla carta, come dadi sul tavolo di un casinò, con la speranza che il caso formuli la giusta combinazione.
E niente succede, se non il risultato di avere della carta straccia gettata negli angoli dei bar, guardata con sufficienza perfino dai vecchietti che giocano a tressette tra il fumo del monopolio e le bestemmie al cristo di turno.
Un tipo di giornalismo che ricalca l’ambiente in cui sopravvive grazie a sponsor generosi o al politico che giustifica il suo far niente in qualche intervista concordata. Accade allora che il fumo dei roghi intossichi anche quel poco di buono che c’è. La terra in cui viviamo, che mai è stata ingrata, sembra ribellarsi perfino a questi venditori di miasmi insaporiti dal profumo della sagra della salsiccia e della bancarella del torrone alla festa padronale.
Un giornalismo che svuota se stesso per assoggettarsi alla pratica di un onanismo di biblica memoria.
Ci vuole altro allora.
Ci vuole la riscoperta del territorio, un’archeologia dell’esistenza. Bisogna scavare laddove si ha la sensazione che la manualità, il prodotto sincero di generose e laboriose mani, l’associazionismo disinteressato, il sapere e la cultura della zona, è stato sepolto, per riportarlo alla luce e mostrarlo a chi ha voglia di abituarsi alla bellezza.
Non abbiamo bisogno di tragedie per fare giornalismo. La descrizione della morte quale istanza di pubblicità la lasciamo agli altri, noi siamo altro; passione, competenza, talento. Molti lo vendono a prezzi stracciati, noi lo offriamo gratuitamente per informare con coscienza chi vuole prendersi un attimo di pausa dall’orrore del quotidiano.

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Omicidio vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, domiciliari per Hjorth: andrà dalla nonna al mare

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A dodici giorni dalla decisione della Corte d’Assise di Appello che ha ridotto a 11 anni e 4 mesi la sua condanna, Gabriele Natale Hjorth, uno dei due studenti americani coinvolti nella morte del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, ottiene gli arresti domiciliari.

I giudici della II sezione hanno, infatti, accolto una istanza presentata dai difensori disponendo la scarcerazione dell’imputato e stabilendo nell’appartamento della nonna del ragazzo, a Fregene, centro del litorale romano, il luogo dove dovrà proseguire la detenzione.

Per il condannato è stato disposto il braccialetto elettronico e il divieto di comunicare con l’esterno. Una decisione che ha provocato la forte reazione della moglie di Cerciello Rega che venne ucciso con 11 coltellate inferte da Finnegan Lee Elder, che ha visto ridursi la condanna nell’appello bis a 15 anni e due mesi, la notte del 25 e il 26 luglio del 2019 in strada a Roma.

Nel processo di primo grado i due giovani americani vennero condannati all’ergastolo. Una pena poi ampiamente rivista al ribasso dopo il secondo processo di appello disposto dalla Cassazione. I giudici hanno fatto cadere le aggravanti, ammesso il rito abbreviato e questo ha portato ad una sensibile diminuzione degli anni da scontare in carcere. In particolare per Elder è arrivata anche una assoluzione, perché il fatto non costituisce reato, per l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.

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Omicidio di Giulia Cecchettin, il 23 settembre parte il processo a Filippo Turetta

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Il 23 settembre prossimo prenderà il via la prima udienza del processo a Filippo Turetta per l’omicidio di Giulia Cecchettin, davanti alla Corte d’Assise di Venezia, con il collegio presieduto dal giudice Stefano Manduzio.

L’accusa, formulata dal Pm Andrea Petroni, è di omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione, crudeltà, efferatezza, sequestro di persona, occultamento di cadavere e stalking. 

Il rito immediato è stato disposto dopo che Turetta, in accordo con il legale di fiducia Giovanni Caruso, ha rinunciato all’udienza preliminare davanti al Gup, che era prevista oggi e mercoledì. Caruso aveva detto che la scelta dell’iter processuale “consegue a un percorso di maturazione personale del gravissimo delitto commesso, e alla volontà che la giustizia faccia il proprio corso nei tempi più rapidi possibili e nell’interesse di tutti”.
Il femminicidio fu commesso l’11 novembre 2023.

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Rapporto annuale Ice, sale l’export del Mezzogiorno

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Nel 2023 il Mezzogiorno ha registrato una crescita dell’export di poco inferiore al 3%.

Una buona performance legata soprattutto alla crescita registrata dalla Campania, in particolare per i flussi di prodotti farmaceutici verso la Svizzera e di autoveicoli verso il mercato nordamericano.

Lo si legge nel rapporto annuale dell’Ice.

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