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Politica

Un’altra falla nell’amministrazione Monopoli, indagato ex direttore dei lavori per il centro storico

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centroCaivano – Altra bega per l’amministrazione Monopoli, la notizia è di qualche giorno fa, ma nessuno ne parla. E’ indagato l’ormai ex Direttore ai lavori del centro storico, ex, proprio perché, a seguito di queste indagini si è dimesso dal suo incarico, stiamo parlando di Luigi Grosso. Pare che la scelta di auto sollevarsi dall’incarico sia maturata il 17 maggio scorso, come attesta una delibera comunale, che riguardava proprio, mediante un progetto, il recupero delle zone storiche del paese. Parliamo di lavori importanti e delicati, come i costi del progetto stesso, la cifra esatta è di euro 6.570.543,46. I soldi venivano erogati dalla Regione Campania, suddivisi in trance, in base ai S.A.L. ( stato avanzamento lavori ) che venivano presentati,i lavori da eseguire comprendevano il manto stradale, la rete fognaria e la rete idrica di alcune strade del centro storico di Caivano. Di queste opere, pare che siano state eseguite solo in parte, ovvero il rifacimento del manto stradale delle aree interessate, mentre le altre due, ovvero rete fognaria e idrica, nella maggior parte delle strade, sembra che siano state eseguite solo sulla carta; praticamente, il o i responsabili, inviavano in Regione i S.A.L , la Regione erogava i soldi ma le opere rimanevano e sono rimaste tuttora incomplete.

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Arzano

Ad ARZANO lo Stato è assente

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ARZANO – Continuano ad arrivare in redazione le segnalazioni che riguardano Arzano e i suoi livelli di degrado, sporcizia, abusivismo, anarchia. 

Le problematiche, ampiamente documentate da numerose fotografie, sono sempre le stesse: strade sporche, spazzatura non ritirata, marciapiedi invasi da erbacce e feci canine a meno che non siano occupati abusivamente da negozi che allungano tende, innalzano dehors, piazzano cassette, carrelli, griglie.  

Soste selvagge nelle carreggiate, assembramenti nei supermercati e davanti a bar e tabacchi completano il ritratto di una Città allo stremo, completamente abbandonata a se stessa.  

La piazza Cimmino, chiusa dal neo comandante Chiariello, con tanto di proclami fotografici sui social network, viene quotidianamente e tranquillamente affollata da cittadini che sostano lungo i viali e chiacchierano seduti sulle panchine.  

Insomma, ad Arzano le strade sono impraticabili e molti cittadini rimpiangono dolorosamente la vecchia comandante della Polizia Locale, la dott.ssa Agliata che almeno i marciapiedi era riuscita a liberarli. 

Ma al di là del rimpianto, probabilmente si dovrebbe capire cosa stiano facendo i commissari prefettizi, visto che non sono stati capaci di abbattere gli abusi edilizi dei capo clan (tutti ancora lì, nella loro grandiosità); non sono intervenuti sul palazzo con piscina in via Ferrara, un opificio trasformato in appartamenti, con l’aggravante di essere la residenza di uno dei dipendenti comunali che gli abusi dovrebbe combatterli; non fermano la trasformazione di quel gigantesco palazzo usato per 30 anni come sede dell’INPS in quaranta mini appartamenti, senza alcun rispetto degli indici di urbanizzazione, dei servizi, dei parcheggi necessari alle famiglie che lì si insedieranno. 

Neppure sul Parco urbano di via Cardarelli già finanziato dalla Regione stanno lavorando, visto che ancora oggi nessuna recinzione abusiva è stata tolta tra quelle che si sono impossessate di demanio trasformandolo in giardino privato e che, guarda caso, sono la residenza di vari dipendenti comunali. 

Insomma, la Città è abbandonata all’anarchia e al degrado: lo Stato sta miseramente fallendo, basta dare un’occhiata alle foto che i disgustati arzanesi ci inviano ogni giorno. 

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Caivano

Io so ed ho le prove. Andiamo in Tribunale a spiegare il brutalismo CAIVANESE

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CAIVANO – Come volevasi dimostrare. A distanza di quasi ventiquattro ore dalla pubblicazione del nostro articolo dove parlavamo di profili di illegittimità sui permessi a costruire degli immobili sorti all’interno dell’Ex ICIF sulla S.S. Sanntitica (leggi qui) tutto tace.

Sindaco, maggioranza e opposizione decidono di far decantare la cosa nell’assoluto silenzio. Dimostrazione valida che quando si parla di cemento, tutti hanno le mani legate.

Ci arrivano indiscrezioni che dal canto suo, il Sindaco Enzo Falco, sarebbe intenzionato a querelare la nostra testata. In una città normale il primo cittadino si sarebbe interessato di individuare i responsabili di tale scempio ambientale, si sarebbe domandato il perché non sia avvenuta la bonifica della falda acquifera in quei terreni.

Allora andiamo in Tribunale! Andiamo a punire coloro che hanno “osato” mettere in luce gli interessi di un’intera classe dirigente, quella che da sempre ha avuto le mani sulla città e anche quelli che in Campagna elettorale si vendevano per il nuovo che avanza. Saremo felici di aprire un’altra pagina di storia caivanese che parla di brutalismo. Saremo contenti se alla fine sarà la magistratura ad individuarne i colpevoli ma saremo poco felici nel dimostrare ancora una volta che a Caivano la storia non insegna.

Stavolta la mia critica non è rivolta alla maggioranza che forse in quel “sistema” ben rodato che la nostra testata ha battezzato “sistema caivano” ha saputo amalgamarsi e fondersi, trovando un giusto mix di collaborazione tra politica e macchina burocratica. La delibera che ammette che l’Assessore Carmine Peluso abbia fatto degli interventi in ambito gestionale ne è la dimostrazione (leggi qui).

Le mie critiche non sono rivolte neanche a quella parte di opposizione, amante del gioco delle parti, che quel “sistema” lo usa a suo uso e consumo, vedi le finte lotte già perse in partenza sui nuovi insediamenti nella zona industriale, atte solo a far lievitare qualche prezzo, salvo poi dispensare posti di lavoro a destra e manca, insieme, sotto braccio, allo zoccolo duro dell’Amministrazione caivanese (IV e PD), tramite agenzia interinale, nella ditta della raccolta rifiuti, facendo registrare anche assunzioni di spicco tra “l’elite” caivanese.

La mia critica è rivolta soprattutto a quella parte di opposizione che nulla ha a che fare con quel “sistema” ma che nei fatti dimostra che tanto “agogni” farne parte.

La Storia a Caivano non insegna e i giovani, improvvisamente, vogliono diventare vecchi, consci della loro leggerezza ed inesperienza si affidano all’esperienza di vecchi volponi che hanno ridotto così la loro città, passando di fatto dallo status di inesperto allo status di complice. Nomenclature presenti in più di un documento in mano alla magistratura vengono riesumate perché ritenute elementi di rottura e di conquista, senza sapere che la chiave per scardinare il “sistema” sta proprio in quella leggerezza e in quell’inesperienza che quel “sistema”, per formare gli anticorpi, definisce incapacità, mentre i giovani non si accorgono che la loro rassegnazione e la loro voglia di emulazione non sono altro che carburante di quella macchina chiamata “sistema caivano”.

Allora andiamo in Tribunale e andiamo a raccontare ai giudici quanto è bella la nostra Caivano e quanto siano bravi i nostri amministratori senza dimenticare che al contrario di quello che diceva Pasolini:

“Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che rimette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero. Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell’istinto del mio mestiere…”

Pier paolo Pasolini Il 14 novembre 1974 pubblica sul Corriere della Sera un lungo articolo 

In questo caso, non è un intellettuale a scrivere ma un umile cronista che può dimostrare con fatti, documenti e circostanze, in maniera inequivocabile, tutta la sacrosanta verità illustrata negli scritti dei suoi editoriali. Ci vediamo ad Aversa!

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Politica

Il Consigliere Borrelli corre in soccorso alla sartoria Canzanella.

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Disagio per il famoso sarto del teatro e dell’alta modo Canzanella. Oggi il Consigliere regionale, Francesco Emilio Borelli ha parlato con il sig. Canzanella, in una live su Facebook, dei disagi che sta vivendo il più famoso sarto di Napoli.

La sartoria teatrale Canzanella di Napoli rischia di chiudere per sempre. Il Covid ha messo in ginocchio le attività teatrali, quelle cinematografiche – sono tanti i set attivi a Napoli – attingono le loro risorse altrove. E il risultato è che  C.T.N. 75 e la sua ‘anima’, il maestro artigiano Vincenzo Canzanella, rischia di sparire dopo decenni di storia: il deposito è sotto sfratto e senza energia elettrica.

Come riferito, dallo stesso consigliere Borrelli, la situazione può migliorare a breve. Le possibili soluzioni sono due: il primo scenario, verrà inserito un percorso storico dedicato al famoso costumista napoletano nella “Città della Scienza”, la seconda possibilità, prevede invece, il trasferimento dell’intera sartoria di Canzanella nell’area dell’ex Base Nato di Bagnoli, questa ultima soluzione preferita dal costumista da Canzanella, per questioni logistiche e trasporti.

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