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Cronaca

POMIGLIANO D’ARCO: Giovane disoccupato, muore lanciandosi dal balcone

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Via Roma - Pomigliano D'Arco - foto di Antonio Calabrese

Via Roma – Pomigliano D’Arco – foto di Antonio Calabrese

Immane tragedia nel napoletano, Gennaro Faraco 25 anni, non avendo più mezzi per il sostentamento suo e della madre, ha deciso di farla finita, ieri, nelle prime ore del pomeriggio, dopo aver lasciato un biglietto alla madre, il giovane compie il gesto insano di buttarsi dal balcone del settimo piano della sua abitazione in Via Roma di Pomigliano D’Arco, comune ridente e operaio a nord est di Napoli, a pochi passi dalla ferrovia della circumvesuviana. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine che hanno potuto effettuare i primi rilievi del caso e allontanare la folla che nel frattempo si era addensata.

Dopo un po’ è arrivata anche l’ambulanza del 118, ma i medici non hanno potuto fare altro che appurare il decesso. Nella lettera la giovane vittima scrive testuali parole: “Non ho lavoro, non ce la faccio più. Devo farla finita”. La frustrazione dettata dalla mancanza di un impiego che potesse sostenere la famiglia è stata troppo forte, da qui l’insano gesto di togliersi la vita.

 

Cronaca

Tragedia in Campania, neonato dimesso dopo crisi respiratoria: morto poco dopo

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Un vero e proprio dramma quello avvenuto ieri presso l’ospedale Santa Maria della Speranza di Battipaglia, dove un bimbo di 5 mesi originario di Perdifumo, nel Salernitano, ha perso la vita.

Secondo le prime informazioni, il piccolo aveva accusato problemi respiratori nei giorni precedenti, forse conseguenza di una bronchite. Una volta trasferito all’ospedale Ruggi di Salerno, era stato poi dimesso dopo un breve ricovero e i controlli di rito.

Tuttavia, il quadro clinico è peggiorato e il bimbo ha avvertito una nuova crisi respiratoria, che ha spinto i familiari a riportarlo in ospedale, questa volta a Battipaglia. Purtroppo, proprio durante il trasporto in ambulanza è spirato, rendendo vani i tentativi di salvargli la vita.

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Cronaca

Maltrattamenti sui bambini all’asilo, indagate la direttrice e cinque maestre

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Bambini sbattuti a terra per costringerli a stare seduti, svegliati bruscamente dal sonnellino e messi in piedi senza tanti complimenti, o ancora lasciati a dormire nei bagni. Queste le accuse mosse a carico della titolare di un asilo nido di Vanzago, nel Milanese, e di cinque sue collaboratrici.

Pertanto, nei confronti delle sei, tutte di età compresa tra i 26 e i 43 anni, è stato disposto l’obbligo quotidiano di presentazione in caserma e l’interdittiva del divieto di esercizio della professione. Infatti, sono ritenute tutte responsabili di reiterati maltrattamenti nei confronti di 17 bambini, da uno a cinque anni, ospiti della struttura.

In particolare, tra i diversi episodi contestati, c’è il lancio di alcune palline e altri oggetti da parte delle maestre, verso alcuni bambini che avevano imparato da poco a camminare, al fine di farli cadere per schernirli. Inoltre, altri piccoli in preda al pianto, venivano ignorati o chiusi nella stanza della nanna fino a quando non smettevano.

Pertanto, le indagini sono partite a seguito della denuncia di alcune studentesse di un istituto superiore di Rho, le quali avevano svolto uno stage presso l’asilo nido tra il marzo e il maggio 2022. Le ragazze hanno riferito alle proprie docenti gli episodi a cui avevano assistito, che poi il dirigente scolastico ha riportato ai carabinieri.

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Cronaca

Attentato terroristico a Gerusalemme, uccise sette persone: morto l’assalitore

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Caos e terrore a Gerusalemme, dove una sinagoga è stata colpita in un attentato, nel quale sono morte sette persone. In particolare, l’attacco armato è avvenuto alle pendici delle mura della Città Vecchia, nel rione a popolazione mista di Silwan.

Inoltre, altri due israeliani sono rimasti feriti nell’attacco: si tratta di un 22enne definito in condizioni gravi e un 45enne. Invece, l’autore dell’attentato è un palestinese di appena 13 anni, rimasto anch’egli gravemente ferito.

Secondo una prima ricostruzione, un palestinese ha aperto il fuoco in pieno Shabbat, sulla gente davanti ad una sinagoga nel rione ortodosso di Neve Yaacov, uccidendo sette persone e ferendone una decina. Poi, si è dato alla fuga a bordo di un’auto usata per l’attentato verso il vicino quartiere arabo di Beit Hanina. A quel punto, è stato inseguito e raggiunto dagli agenti, contro i quali ha esploso alcuni colpi di pistola per poi rimanere ucciso dalla loro reazione. Si tratta del 21enne Alkam Khairi.

Pertanto, almeno 42 persone sono state arrestate dalla Polizia in seguito all’attentato, definito dal presidente americano Joe Biden come “un attacco al mondo civilizzato”.

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