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È morto Bernardo Provenzano, il boss di Cosa Nostra, era malato da anni

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E’ morto Bernardo Provenzano. Era malato da tempo il capo di Cosa nostra, che venne arrestato dopo una latitanza di 43 anni l’11 aprile del 2006 in una masseria di Corleone, non molto lontano dall’abitazione dei suoi familiari.
È venuto a mancare all’ospedale San Paolo di Milano: il boss era detenuto al carcere di Parma in regime di 41 bis, gli era stato diagnosticato un cancro alla vescica già da alcuni anni.

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Campania prima regione d’Italia per sequenziamento di Sars CoV-2

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CAMPANIA – La Campania è la prima regione d’Italia nell’attività di ricerca e individuazione delle varianti del virus Sars-CoV-2 (Covid19) grazie al piano di sorveglianza genomica finanziato dalla Regione e condotto dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, dall’Azienda Ospedaliera Dei Colli (ospedale Cotugno) e dal Tigem con il coinvolgimento delle Università e delle eccellenze medico-scientifiche campane. Un progetto avviato nel maggio 2020, quando era ancora in corso la prima ondata della pandemia, che si è rivelato importantissimo nella lotta contro il COVID-19.

Ne ha dato notizia il quotidiano Il Mattino. Il presidente della Regione Vincenzo De Luca ed il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi hanno dato eco alla notizia riportandola sui propri canali social esprimendo la loro ammirazione verso il lavoro svolto.

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David Sassoli, commenti d’odio sui social dopo la sua morte: identificato il responsabile

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I social si sa, sono dei mezzi di comunicazione molto potenti, anche se vengono troppo spesso utilizzati in modo inappropriato. Questo è il caso del famoso no vax Ugo Fuoco, che attraverso un account a suo nome, ha pubblicato numerosi messaggi d’odio all’indirizzo dell’ormai defunto Presidente dell’Europarlamento David Sassoli, secondo cui sarebbe morto a causa del vaccino. In particolare, è stata molto eloquente la frase scritta a seguito della sua scomparsa:

Ogni tanto una buonissima notizia. Se ne va Mr. ‘Il Green Pass non è discriminatorio’ Sassoli. Adesso venitevi a prendere gli altri, grazie”. Tuttavia, i successivi accertamenti hanno consentito d’identificare l’autore del post, che altro non è che un 40enne residente nella provincia di Napoli, già denunciato per inosservanza delle misure sanitarie in materia di Covid-19. Inoltre, l’indagato è risultato anche amministratore di un canale Telegram con più di 30 mila iscritti, sul quale l’interessato ha pubblicato numerosi messaggi d’incitamento alla violazione delle disposizioni anti Covid-19. Pertanto, l’uomo è stato deferito dal Compartimento Polizia Postale di Napoli, che nel corso di una perquisizione informatica hanno ritrovato tracce informatiche, legate alla pubblicazione del messaggio d’odio nei confronti del defunto Presidente del Parlamento Europeo.

Infine, il suo ultimo intervento nel canale Telegram, è un vocale di circa 20 minuti, dove egli giustifica la sua assenza:

“Da undici giorni, con oggi praticamente, sono a letto con una febbre, insomma sempre altissima, insomma, in media oltre i 39 e con una, chiamiamola capacità respiratoria molto ridotta, che mi impedisce anche di parlare senza, purtroppo [tossisce] ecco, appunto, senza purtroppo dover tossire. Quindi, sono a riposo necessariamente, perché non sono in condizioni in questo momento perché, dopo undici giorni di febbre, dovete credermi, anzitutto, mi scoppia proprio la testa e quindi, sto attendendo di migliorare un po’ per tornare a fare, insomma, le cose che faccio regolarmente qui su Telegram”.

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Blitz della Guardia di Finanza: sequestrati 110 milioni di euro ottenuti con il Superbonus 110%

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Blitz della Guardia di Finanza di Napoli, che dopo aver trovato fatture in addebito per lavori edili mai realizzarti, hanno eseguito un sequestro da circa 110 milioni di euro di crediti d’imposta, ottenuti con il ‘Superbonus 110%’ previsto dal decreto ‘Rilancio’. In particolare, il provvedimento, riguarda un Consorzio che avrebbe beneficiato di oltre 109 milioni di euro di crediti d’imposta, accumulati da dicembre 2020 e poi ceduti a intermediari finanziari, ricavandone oltre 83 milioni di euro. Pertanto, le successive perquisizioni e sequestri, sono stati eseguiti a casa di 21 persone, nelle sedi di 3 società e presso istituti finanziari.

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