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Nuovo Dpcm. Scuole chiuse in zone rosse e non solo: tutte le novità zona per zona

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Moltissime sono le novità del nuovo Dpcm che sarà oggi, martedì 2 marzo, firmato dal Premier Draghi e che entrerà in vigore a partire da venerdì 6 marzo e sarà valido sino a martedì 6 aprile.

La prima e più evidente delle “innovazioni” sarà l’assenza di una Conferenza Stampa in cui il primo ministro spiegherà tutte le decisioni prese: Palazzo Chigi si limiterà a diffondere una nota sulle misure adottate che dovranno cercare di contenere i contagi da coronavirus.

La cabina di regia a Palazzo Chigi con Draghi e i ministri è durata circa un’ora: nella riunione sarebbe stata espressa molta apprensione per l’alta contagiosità delle varianti Covid.

E’ stato confermato il blocco degli spostamenti tra le regioni, i viaggi in auto sono consentiti con al massimo 3 persone non conviventi, ci sarà un monitoraggio settimanale per fasce di rischio e il coprifuoco continuerà dalle 22 alle 5. Le scuole di ogni ordine e grado saranno chiuse nelle zone rosse, quelle più colpite dal Covid ed inoltre, secondo l’Adnkronos la decisione assunta sarebbe quella di chiudere le aule, e tenere i ragazzi a casa con la didattica a distanza “anche nelle aree con 250 positivi ogni 100mila abitanti nell’aggregato settimanale o se ci sono situazioni di allarme evidente e motivato“.

Ecco le attività consentite e quelle non consentite nelle tre fasce:

-In ZONA GIALLA le attività consentite saranno:

  • Andare al pranzo al bar e al ristorante;
  • Prendere cibo e bevande da asporto dai bar fino alle 18 e dai ristoranti fino alle 22, oppure ordinare la consegna a domicilio;
  • Una volta al giorno, tra le 5 e le 22, due persone, oltre ai minori di 14 anni sui quali esercitano la potestà genitoriale, possono andare a trovare parenti e amici;
  • Andare al centro commerciale dal lunedì al venerdì;
  • Visitare un museo o una mostra dal lunedì al venerdì e, dal 27 marzo, anche il sabato e la domenica;
  • Dal 27 marzo andare al cinema e al teatro;
  • Frequentare la scuola in presenza (in base alle ordinanze regionali/comunali);
  • Andare nei centri sportivi e nei parchi.

-In ZONA GIALLA le attività vietate saranno:

  • Andare al bar o al ristorante dopo le 18;
  • Prendere cibo e/o bevande da asporto al bar dopo le 18 e al ristorante dopo le 22;
  • Consumare cibo e bevande fuori dai locali;
  • Andare in palestra o in piscina;
  • Fare acquisti in un centro commerciale il sabato la domenica, i giorni festivi e prefestivi;
  • Andare al cinema o al teatro prima del 27 marzo;
  • Andare al museo o ad una mostra di sabato o di domenica prima del 27 marzo;
  • Organizzare una festa o parteciparvi;
  • Spostarsi in auto in più di tre persone non conviventi.

-In ZONA ARANCIONE le attività consentite saranno:

  • Prendere cibo da asporto al bar prima delle 18 e al ristorante prima delle 22;
  • Fare attività motoria e sportiva all’interno del Comune di Residenza
  • Andare fuori dal Comune per raggiungere la seconda casa (se non si trova in zona rossa);
  • Andare fuori regione per raggiungere la seconda casa (se non si trova in zona rossa);
  • Visitare parenti e amici (nel Comune) una volta al giorno in due persone, oltre ai minori di 14 anni sui quali si esercita la potestà genitoriale;
  • Recarsi in un centro commerciale dal lunedì al venerdì;
  • Andare a scuola in presenza alle superiori al 50%, con l’altro 50% degli studenti in Dad.

-In ZONA ARANCIONE le attività vietate saranno:

  • Uscire dal proprio Comune di residenza senza motivi di lavoro, salute o urgenza;
  • Andare al bar o al ristorante;
  • Visitare un museo o una mostra;
  • Andare al cinema o al teatro;
  • Andare in palestra o in piscina;
  • Andare nei centri commerciali il sabato, la domenica, i festivi ed i prefestivi;
  • Partecipare od organizzare una festa;
  • Fare attività sportiva o motoria fuori dal proprio Comune;
  • Visitare amici o parenti in più di due adulti e più di una volta al giorno.

-In ZONA ROSSA le attività consentite saranno:

  • Uscire di casa, muniti di autocertificazione, per comprovate esigenze di lavoro, necessità e urgenza;
  • Uscire dal proprio Comune di residenza per motivi di lavoro, salute e urgenza;
  • Andare al supermercato, in farmacia, in edicola e nei negozi che resteranno aperti (saranno chiusi gioiellerie e negozi di abbigliamento e calzature per adulti);
  • Ordinare consegne a domicilio;
  • Fare attività sportiva e motoria all’aperto nei pressi della propria abitazione;
  • Se si è separati o divorziati uscire dal Comune e/o dalla Regione per raggiungere i figli minori.

-In ZONA ROSSA le attività vietate saranno:

  • Uscire di casa senza comprovato motivo di lavoro, necessità e urgenza;
  • Uscire dal proprio Comune e dalla propria Regione di residenza;
  • Andare nelle seconde case fuori dal Comune e dalla Regione di Residenza;
  • Visitare parenti e amici;
  • Mangiare al bar e al ristorante;
  • Andare al cinema, in teatro, in palestra o in piscina.

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Putin e il cessate il fuoco, Zelensky: “È solo una farsa, non ci si può fidare. È una rinascita del nazismo”

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Zelensky intervistato a Sky Tg 24: “Da Putin nuovo ultimatum. Quello che fa è una rinascita del nazismo. Vuole che noi diamo una parte dei nostri territori occupati, ma vuole anche quelli non occupati. Parla di regioni del nostro Paese, e lui non si fermerà. Non ci sarà un conflitto congelato”. Poi prosegue, “Putin è come Hitler, non ci si può fidare. Oggi parla di quattro regioni, prima parlava solo di Crimea e Donbass. È la stessa cosa che faceva Hitler, quando diceva ‘datemi una parte di Cecoslovacchia e finisce qui’. Sono tutte bugie”

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Campi Flegrei, in caso di eruzione: piano di fuga in 72 ore per 500mila persone

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Un piano di fuga per mettere in salvo nel giro di 72 ore mezzo milione di persone in caso di eruzione del vulcano dei Campi Flegrei.

E’ quello messo a punto dalla Protezione Civile per la prima volta nel 2016, ma oggetto di recenti modifiche e ora al vaglio delle Regioni, e di cui parla oggi Repubblica sulle pagine del quotidiano.
L’ipotesi che farebbe scattare il piano d’emergenza nazionale, però, è quella di una eruzione del vulcano. Uno scenario che ad oggi non è previsto dagli scienziati. Quello che farebbe scattare il piano è il livello di colore rosso che imporrebbe una grande fuga da attuare nel giro di 72 ore a bordo di tutti i mezzi di collegamento, tra bus, navi e treni.
In particolare i cittadini di Pozzuoli, oltre 76 mila, sarebbero accolti in Lombardia, quelli di Bacoli (25mila) tra Umbria e Marche, gli oltre 11 mila di Monte di Procida tra Abruzzo e Molise. Destinazione Lazio per i residenti del quartiere napoletano di Fuorigrotta, rotta verso la Sicilia per i napoletani del quartiere Chiaia-San Ferdinando. Ma tutte le regioni italiane sarebbero coinvolte nell’accoglienza, sia pure in misura differente.

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Jabil a Marcianise, il Vescovo di Caserta a Joe Biden: “Le chiediamo un piccolo miracolo laico. L’azienda non abbandoni 420 persone”

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“Egregio Sig. Presidente Biden, questa lettera non Le recherà forse meraviglia: ma di certo sono profondi i sentimenti che la ispirano. Non so perché, eppure c’è nella mia anima un misterioso ‘catalizzatore’ di speranza e simpatia per Lei. Nonostante l’abisso di tempo e di spazio che ci divide, un intero oceano, nel mio animo trovo per Lei come un «collegamento» di comunione e un ponte di speranza! Perché? Non lo so. Anzi, lo so: perché crediamo nell’unico Dio”. E’ l’inizio della missiva di Pietro Lagnese, vescovo di Caserta e arcivescovo di Capua, al presidente Usa Joe Biden. Al centro dello scritto la vertenza della Jabil, l’azienda di proprietà americana con sede in Marcianise, in predicato di trasferire altrove lo stabilimento.

La lettera è stata consegnata all’ambasciatore americano in Italia.

“Le scrivo per chiederLe un piccolo miracolo. A Marcianise c’è una fabbrica della multinazionale americana Jabil. L’azienda, secondo i manager, deve lasciare l’Italia e chiudere ovviamente il sito di Marcianise oltre le altre attività. Sono 420 le persone che rimarranno senza lavoro oltre la perdita dell’indotto e la chiusura degli altri centri italiani collegati. Eppure la Jabil non è un’azienda in perdita o poco innovativa: produce le colonnine per ricaricare le auto elettriche, le auto del presente e del futuro; sistemi di controllo ferroviario nel mercato dell’alta velocità, i treni del presente e del futuro. E tanto altro. Non sono quindi motivi economici o produttivi a motivare questo trasferimento ma, spiegano gli operai, si tratta di una strategia geopolitica degli Stati Uniti per riportare le aziende innovative in America”.

“Non vogliamo ‘armare guerre tra poveri’ – conclude Lagnese – ma Le chiediamo un piccolo miracolo laico. Intervenga per difendere questi posti di lavoro in Italia, a Marcianise. Chieda alla Jabil di trovare una soluzione alternativa, nuove produzioni. Ci affidiamo a Lei. La Madonna La ispiri e L’assista. Il Suo compito e le Sue responsabilità sono immense: per questa ragione noi, a Caserta e Marcianise, preghiamo per Lei. Grazie per quello che potrà fare e che fa per il mondo”.


(fonte: Ansa)

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