Resta sintonizzato

Attualità

CAIVANO: Il sindaco Monopoli inaugura una nuova sala scommesse e presto ci ritroveremo in una Las Vegas dei poveri

Pubblicato

il

P1040712

La nuova attività inaugurata ieri sul Corso Umberto I di Caivano

Ieri sera alle ore 20:00 è stata inaugurata una nuova attività di giochi e scommesse al centro del corso Umberto I di Caivano, proprio nelle vicinanze di un’altra sala scommesse, che da pochissimo tempo opera sul territorio, sembra che a Caivano gli unici tipi di attività fruttuose siano quelle che inducono dipendenza, e mentre il sindaco Monopoli non riesce a cavare un ragno dal buco, visto che dopo il dissesto il suo unico compito è quello di creare fatturato, quindi entrate, da parte della casa comunale, lui, i suoi amici e la sua maggioranza: Gaetano Ponticelli, Fabio Mariniello, Domenico Falco, Angelo Marzano, l’ex assessore Nunzia Orefice, l’imprenditore Antonio Navas, l’ex rappresentante sindacale degli Lsu del Comune Nino Ponticiello e Giovanni Lizzi, esponente storico della destra a Caivano, come si legge anche su “Il Giornale di Caivano”, non disdegnano di partecipare e festeggiare un tipo di attività che finisce di indebitare il proprio popolo.

Ricordiamo i nostri lettori che in Italia molte città hanno adottato un regolamento che stabilisce le concessioni di nuove aperture ad attività che inducono alla ludopatia, ora senza entrare nei termini e nei cavilli dei regolamenti, pensiamo che l’ubicazione della nuova sala scommesse, non si trova certamente a debita distanza da una sua attività concorrente, creando così un precedente sul territorio che permetterà un’apertura di sala slot ogni 20 metri, portando così Caivano ancor di più nel degrado e mettendo la sua popolazione ad un aumento di patologie ludopatiche senza pari.

L’ attività in questione è stata inaugurata come qualsiasi altro tipo di attività con tanto di taglio di nastro, scomodando perfino la chiesa, infatti i futuri maniaci del gioco sono stati anche benedetti da Dio per intercessione di padre Tarantino Generoso del Santuario di Campiglione, insomma è incredibile come l’ignoranza abbonda da qualsiasi categoria a Caivano, è incredibile come in questa città si riesca a mischiare anche il sacro col profano, ve lo immaginate Gesù cristo liquefatto in quell’acqua benedetta che, mentre il parroco benedice, prega il Padre affinché i clienti di quella sala slot, spendano soldi fino ad indebitarsi senza mai vincere nulla? Si, perché la benedizione nell’antica cultura tradizionale ha lo scopo che, secondo il quale, Dio deve proteggere il commerciante e aiutarlo a prosperare, e l’unico modo affinché un titolare di una sala scommesse prosperi è quello che lo scommettitore non vinca o vinca poco.

In conclusione si può asserire con tutta tranquillità che l’ennesimo “attacco” della nostra testata non è rivolta all’imprenditore a cui la nostra redazione fa tutti gli auguri, ma alle istituzioni che in assenza di regolamenti e di etica morale, hanno fatto si che un domani, secondo noi neanche tanto lontano, Caivano possa diventare la Las Vegas dei poveri.

Attualità

Esercizi commerciali, si riaccende il dibattito nazionale sull’opportunità di limitare le aperture domenicali e festive

Pubblicato

il

Si riaccende il dibattito nazionale sull’opportunità di limitare le aperture domenicali e festive degli esercizi commerciali, al fine di garantire maggiore equilibrio tra vita lavorativa e familiare per i dipendenti del settore.

Sull’argomento è intervenuto Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’Associazione dei Direttori di Centri Commerciali, sottolineando la necessità di distinguere tra i diversi comparti del commercio.

È fondamentale separare il tema della grande distribuzione organizzata (GDO) da quello dei centri commerciali. Questi ultimi, oggi, non sono più solo luoghi di acquisto, ma veri e propri spazi di aggregazione sociale e svago per famiglie, giovani e anziani, soprattutto nei giorni festivi. Limitare le aperture avrebbe un impatto non solo economico, ma anche sociale”.

Il confronto resta aperto e merita un approccio equilibrato, che tenga conto sia delle esigenze dei lavoratori sia della funzione sociale che molti spazi commerciali svolgono nelle comunità locali.

Continua a leggere

Attualità

Il fascino delle Sovrane alla Reggia di Caserta: una grande mostra internazionale

Pubblicato

il

Fino al 20 aprile 2026, le prestigiose sale della Gran Galleria all’interno del Museo Reggia di Caserta ospitano un evento espositivo di respiro mondiale. L’esposizione, intitolata “Regine: trame di cultura e diplomazia tra Napoli e l’Europa”, offre un viaggio inedito alla scoperta delle donne che hanno guidato le sorti del Regno di Napoli, influenzando profondamente la scena politica e culturale europea dal XVIII secolo fino all’avvento della Repubblica. Il cuore della mostra è il racconto delle figure femminili che hanno segnato la storia di quattro grandi casate: Farnese, Borbone, Murat e Savoia. Il percorso espositivo permette di incontrare personalità carismatiche e influenti, tra cui: Elisabetta Farnese e Maria Amalia di Sassonia, la determinata Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, le regine dell’era napoleonica, Giulia Clary e Carolina Murat, le ultime sovrane delle Due Sicilie, come Maria Cristina di Savoia e Maria Sofia di Baviera e le regine d’Italia di casa Savoia: Margherita, Elena di Montenegro e Maria José del Belgio. Grazie alla collaborazione con i principali musei e istituti di cultura del continente, sono esposte più di 200 opere. Il progetto scientifico, curato dalla Direttrice Tiziana Maffei insieme a Valeria Di Fratta, mette in luce come queste donne siano state capaci di costruire fitte reti diplomatiche e culturali. Attraverso matrimoni strategici, il cerimoniale di corte e il sostegno alle arti e all’educazione, le Regine di Napoli non furono semplici figure di contorno, ma vere protagoniste capaci di plasmare il gusto e le relazioni internazionali della loro epoca. Il percorso è suddiviso in sette sezioni tematiche che esplorano ogni aspetto della vita regale: dalla formazione privata alle alleanze politiche, dal potere simbolico alle passioni personali.

Continua a leggere

Attualità

A Caivano è arrivata la Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026

Pubblicato

il

Il Viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026 è molto più di un rito sportivo: è l’avventura entusiasmante che annuncia l’arrivo dei Giochi nel nostro Paese. Un itinerario che è arrivato in Italia, a Roma, il 4 dicembre, da dove, due giorni dopo, ha iniziato il suo percorso che terminerà a Milano il 5 febbraio dopo 60 tappe.
Ed oggi, martedì 23 dicembre, il Viaggio della Fiamma Olimpica ha toccato anche Caivano, per volontà dell’Atleta Domenico Serrao.

Di seguito, in virtù di questo evento speciale che ha riguardato Caivano, riportiamo testualmente la lettera della Torchbearer Specialist Sara Bocchetti.

“In un paese dove per troppo tempo si è raccontato solo il buio, oggi parte una scintilla.
È la Fiamma Olimpica che arriva a Caivano, non solo come simbolo di sport e unità, ma come luce di speranza per un territorio che vuole raccontare un’altra storia: quella della rinascita, del coraggio e della bellezza che resiste.
Il cuore pulsante di questa storia comincia tra le mura antiche del Castello Medievale di Caivano, custode silenzioso di secoli di storia e memoria. È lì che il Coach della ASD Pallacanestro Jirafa Caivano, guida e mentore di questi giovani tedofori, accende la sua torcia con la Fiamma Sacra. Un gesto antico, che oggi assume un significato nuovo.
Non è solo fuoco. È energia, rispetto, voglia di riscatto.
Il primo tratto è breve, solo 200 metri, ma ogni passo ha il peso della responsabilità. Il Coach passa la Fiamma ai più piccoli, le nuove generazioni, coloro che ancora giocano ma che già imparano il valore del camminare insieme. Sono loro a portare la luce lungo il corso principale del paese, tra volti, balconi e occhi che si affacciano sperando in un domani migliore.
Lì, lungo il corso, la Fiamma cambia ancora mani. Questa volta, brilla tra le dita dei ragazzi appena maggiorenni, coloro che hanno appena iniziato il proprio percorso da adulti, ma che hanno già scelto da che parte stare. Ognuno percorre 200 metri da solo, torcia in mano, perché è arrivato il momento di dimostrare che si può camminare da soli, ma senza mai perdere il legame con la comunità.
Sono loro, i più grandi, a illuminare la città, non con parole, ma con passi, sudore, fiato e determinazione. Con ogni falcata, lasciano alle spalle i pregiudizi e accendono nel cuore di Caivano una nuova narrazione.
Il cammino termina in Via Fiore Colanton, davanti a uno dei luoghi più sacri del paese: il Santuario di Maria Santissima di Campiglione. Qui, dove dal 1419 l’affresco miracoloso protegge il popolo di Caivano, la Fiamma trova un momento di pace. I giardinetti adiacenti offrono uno spazio verde per sostare, riflettere e sentire l’eco di una comunità che non si arrende.
Il Santuario, con la sua architettura maestosa e il suo abbraccio inclusivo – accessibile a tutti, senza barriere – diventa il simbolo perfetto del messaggio che questa staffetta vuole lasciare.

‘Caivano non è solo terra dei fuochi. È fuoco di talento. Di passione. Di futuro.’
Questa non è solo una staffetta. È una dichiarazione.
È il passaggio di una torcia che non brucia, ma illumina.
Che non distrugge, ma trasforma.
Da mani giovani a mani forti, da gioco a responsabilità, da oscurità a luce.
I tedofori di Caivano corrono per dire che qui c’è un fuoco buono.
Un fuoco che scalda i sogni, che accende il rispetto, che brucia l’indifferenza.
E che da oggi, non si spegnerà più.”

Continua a leggere
Pubblicità
Pubblicità

Popolari

Copyright © 2020 Minformo - Testata giornalistica reg. 20/2016 Tribunale Napoli Nord - Direttore Responsabile Mario Abenante - info@minformo.com - Privacy Policy