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AFRAGOLA: Guerra tra clan alle porte, le nuove leve sfidano la vecchia guardia

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AFRAGOLA – Sembra star precipitando la situazione nel Comune situato nel cuore della zona urbana a nord di Napoli a seguito del pentimento del boss locale appartenente al Clan Moccia Salvatore Scafuto, alias “’Tore a’ Carogna”.

Scafuto era da 30 anni un personaggio chiave, un cosiddetto senatore dei Moccia, un potente capo che vedendo la sua vita in pericolo ha deciso di cercare la protezione dello Stato collaborando con le forze dell’ordine e svelando le sue verità.
Le dichiarazioni del pentito stanno minando gli equilibri del potere camorrista e degradando il controllo che il Clan aveva sul territorio, portando nuovi personaggi a farsi strada nel vuoto di potere lasciato dal precedente boss.

Le conseguenze più visibili sarebbero, come descritto dal portale internapoli.it, il passaggio dell’organizzazione e del controllo su spaccio e traffici varii a quelle che da sempre erano state le seconde fila della malavita cittadina, come testimoniato anche da presunti regolamenti di conti avvenuti sul suolo cittadino proprio in questi giorni.

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AFRAGOLA. Ottimo risultato di Più Europa alle Europee. D’Antò: “merito di tutto il gruppo afragolese”

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AFRAGOLA – Dopo il risultato eccellente incassato dal gruppo Più Europa alle appena passate elezioni europee, monta l’entusiasmo nei confronti del partito liberale di Emma Bonino.

Nel comune normanno il partito Più Europa con la candidatura di Alfonso Maria Gallo nella lista “Stati Uniti d’Europa” è riuscito a piazzarsi terzo dietro ai big dei partiti attualmente al Governo italiano, Angela Russo della Lega e Fulvio Martusciello di Forza Italia.

Infatti coi suoi 982 voti il candidato avellinese è riuscito, grazie al supporto della segreteria afragolese, ad attestarsi tra i pià votati ad Afragola.

A tal proposito abbiamo raggiunto il segretario cittadino di Più Europa che davanti ai nostri taccuini ha dichiarato: “Voglio congratularmi innanzitutto con il gruppo, di cui sono portavoce qui ad Afragola, per l’ottimo lavoro di squadra e per il risultato ottenuto, che rappresenta un punto di partenza in visione dei prossimi impegni elettorali che ci vedranno partecipi in prima linea. Continueremo con determinazione il progetto iniziato qualche mese fa quando abbiamo formato il team di +Europa ad Afragola, supportato dal Dirigente Nazionale, afragolese doc Raffaele Mosca e dalla rappresentanza in consiglio comunale dei consiglieri Vincenzo De Stefano e Raffaele Iazzetta, a cui va il mio personale ringraziamento in primis per il loro costante impegno in favore della comunità Afragolese.
Voglio infine augurare un buon lavoro ai neoeletti europarlamentari, in particolare ai rappresentanti del Sud Italia che sono certo lavoreranno per mantenere gli impegni presi durante la campagna elettorale”.

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A.C. Afragolese, il presidente Mosca dopo le indagini della Procura: “Colpevoli di fatti inesistenti. Continuerò a servire gli interessi del club”

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Poco più di una settimana fa, il 31 maggio, all’ A.C. Afragolese è stata notificata una nota dalla procura federale nella quale la si accusa di aver limitato gli allenamenti di un ex calciatore rosso blu Evangelista Cunzi , dopo la denuncia di quest’ultimo che, a seguito di alcune divergenze avute con la società, ha lamentato – a suo dire – una presunta esclusione dagli allenamenti.
In realtà, da fonti vicine alla società, pare che il calciatore si sia sempre allenato insieme alla prima squadra ma non sia mai stato schierato per scelte tecniche, solo in seguito alla decisione di non allenarsi più con l’Afragolese, la società ha saputo dell’esposto depositato in Procura Federale. Come specificato nell’articolo redatto dal direttore di Minformo Mario Abenante.

Sicché pochi minuti fa, il presidente dell’A.C. Afragolese, Raffaele Mosca, ha voluto ribadire la posizione della sua società attraverso i suoi canali social, allegando – con assoluta trasparenza – il DURC online per la verifica della regolarità contributiva:

“In risposta alle recenti accuse mosse dalla procura federale, desidero esprimere la mia ferma intenzione di continuare a servire gli interessi della nostra amata città e del nostro club. È inverosimile che la procura federale, invece di portare alla luce la verità, si limiti ad indicare le Società Sportive come colpevoli di fatti inesistenti.
L’A.C. Afragolese si distingue per la sua integrità finanziaria, essendo in regola con i conti, i contributi INPS se dovuti, l’INAIL e l’IVA. Questo impegno verso la trasparenza finanziaria ci contraddistingue e ci conferma come un modello da seguire, in contrasto con la situazione di molte altre squadre.
Continuerò ad essere il presidente dell’A.C. Afragolese, e questa volta ci impegneremo a riprenderci ciò che ingiustamente ci è stato tolto. Spero vivamente che il Comitato Regionale della LND Campania svolga un ruolo fondamentale in questa vicenda ai soli fini di evidenziare effettivamente la verità, perché se avessimo sbagliato, sono pronto a prendermi le colpe che merito, ma diversamente dovrà essere anche il Comitato a difendere una Società della Regione Campania che milita nel Campionato di Eccellenza.
Il vostro Presidente è qui e combatterà per l’A.C. Afragolese. Non si abbandona la nave nel momento del bisogno, ed è per questo che lotterò con tutte le mie forze contro questo famigerato deferimento ai danni dell’Afragolese.”

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Camorra ad Afragola nel rione Salicelle: condanne e assoluzioni al processo di primo grado

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Condanne e anche assoluzioni da alcuni capi d’accusa al processo di primo grado conclusosi a Napoli che ha visto nella veste di imputati cinque componenti di un gruppo criminale del rione Salicelle di Afragola, in provincia di Napoli.

Il giudice di Napoli Fabio Lombardo ha condannato a 10 anni di reclusione Vittorio Parziale, 32 anni; a dieci anni Giuseppe Sasso, 27 anni; a 9 anni e 4 mesi Adriano Laezza, 27 anni; a 9 anni e 4 mesi Vincenzo De Pompeis, 29 anni e a 8 anni e 6 mesi Luca D’Auria, 23 anni.

A Parziale, difeso dall’avvocato Antonio Bucci, non è stato riconosciuto il ruolo di capo e promotore del gruppo malavitoso: la pena chiesta dal pm è stata dimezzata da 20 a 10 anni.
Le assoluzioni hanno riguardato alcuni episodi di estorsione.
La Procura aveva chiesto pene variabili tra 16 e 20 anni di reclusione.
L’arresto di sei indagati, cinque dei quali oggi condannati, ritenuti dalla DDA appartenenti a un gruppo criminale legato al clan Moccia, risale all’ottobre del 2022 quando i carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, quelli della stazione di Afragola, i poliziotti della Squadra Mobile e del commissariato di Afragola notificarono alle sei persone condannate oggi accuse, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso e porto e detenzione illegale di armi da guerra e comuni da sparo.


(fonte: Ansa)

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