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CAIVANO: Il comune incassa 75.000 euro per il campo sportivo

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La buona gestione del patrimonio immobiliare dei cittadini caivanesi deve essere prioritaria.

Tra i tanti immobili di proprietà il più in vista è sicuramente il campo sportivo E. Faraone sito in via Diaz. Fatiscente e abbandonato da anni, il campo rappresenta un vero pericolo per chi si accingesse a percorrere la strada usando il  marciapiedi che costeggia il muro di cinta dello stesso.

Il nostro giornale ha già una volta denunciato la caduta di calcinacci da un ingresso secondario e, ad oggi, la situazione è addirittura peggiorata.

Affinché non si possano, in futuro, vivere tragedie irreversibili, il comune attraverso gli organi competenti si dovrebbe attivare per consolidare il muro di cinta o, quanto meno, costringere la società che lo gestisce a correre ai ripari.

Ricordiamo che nel 2011 il Comune aveva provveduto ad effettuare una gara per l’affidamento dei lavori di manutenzione straordinaria vinta dalla ditta CO.FAD di Acerra per un importo di circa 19.000 euro oltre iva.

Lavori che, a quanto sembra, sono stati effettuati male o non hanno avuto seguito nella ordinaria manutenzione.

Fatto che ad oggi, in seguito alla risoluzione del contratto per gravi inadempienze da parte dell’Ass. Dil. Caivanese, l’ufficio Ragioneria e Finanze del Comune, ha ottenuto da parte dell’assicurazione una polizza fideiussoria di 75.000 euro presentata dalla predetta società a garanzia degli obblighi contrattuali.

Dunque il comune ha incamerato per questa vicenda i predetti soldi.

Se per tutte le gare incomplete e inadempienti si sarebbe agito con tempestività e perseguito il fine pubblico, oggi la situazione finanziaria dell’ente sarebbe sicuramente meno grave.

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Vaccini Johnson&Johnson: c’è già lo stop a causa di 6 casi sospetti

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La Fda (Food and Drug Administration) e il Cdc (Centers for Disease Control) hanno richiesto la sospensione precauzionale del vaccino anti-Covid di Johnson&Johnson negli Stati Uniti, dopo la segnalazione di 6 casi di formazione di «coaguli di sangue» nelle due settimane successive alla somministrazione del preparato.

Tutti i 6 casi di reazione rara avversa hanno riguardato donne di età compresa tra i 18 e i 48 anni, scrive il New York Times.

Sinora, negli States, sono state somministrate circa 7 milioni di dosi del preparato della J&J.

Nel frattempo, la Fda ha raccomandato di «mettere precauzionalmente in pausa tutte le somministrazioni del vaccino», annunciando una conferenza stampa (alle ore 16 italiane) per chiarire le ragioni dello stop al vaccino.

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Università. Quando e come riaprirà: le parole della Ministra Maria Cristina Messa

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La Ministra dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, in un’intervista a “Open” ha parlato della riapertura delle Università, spiegando quando e in quali modalità sarà possibile la riapertura.

Ci sono ragazzi al secondo anno dell’Università che non hanno mai visto la propria facoltà, ragazzi che hanno iniziato il proprio percorso senza neppure avere l’opportunità di conoscere di persona i loro docenti, persone che si sono laureate, terminando il loro percorso, senza neppure poter dire addio al mondo che le ha accompagnate per anni. Per non parlare del ricevimento fatto scrivendo il proprio nome su un foglio affisso all’esterno dell’ufficio del professore e delle attese tra libri, ansie e sorrisi seduti a terra in un corridoio prima degli esami, cose completamente sconosciute alle nuove matricole.

Studiare a queste condizioni non è di certo semplice, ma quando si potrà tornare ad una pseudo-normalità?

L’università a distanza, senza le esperienze e le occasioni che si vivono fisicamente negli atenei, semplicemente non è università.

La ministra Maria Cristina Messa lo sa bene: «La maggior parte della formazione deve avvenire in presenza. Questa è una caratteristica imprescindibile per l’università».

Messa è stata la prima donna a capo di un’università milanese, rettrice della Bicocca dal 2013 al 2019, e quarta, in assoluto, in Italia. Con lei alla guida, l’ateneo ha raggiunto la parità di genere assoluta nei suoi organi di governo. Ed è stata anche la prima donna a ricoprire il ruolo di ministra dell’Università e della ricerca.

«C’è un enorme lavoro da fare. Le donne ordinarie sono il 35% del totale. Le ricercatrici, in numero, superano i ricercatori. Ma più si sale di grado, più scende la percentuale di donne» ha spiegato la Ministra.

«Le matricole dell’anno 19/20, che adesso stanno frequentando il 20/21, dovranno sicuramente frequentare il terzo anno in maniera più diretta. La cosa importante, adesso, è seguire con attenzione l’andamento pandemico e programmare la riapertura» ha spiegato Messa.

La ministra, medico specializzato in medicina nucleare, ammette che le incertezze legate al Coronavirus non permettono di avere un piano di riapertura chiaro. Ma nell’intervista ha voluto comunque annunciare una possibile prospettiva «Se, ad aprile, scendono i contagi e aumentano le vaccinazioni, possiamo cominciare a riaprire i laboratori, le biblioteche. Riprendere i corsi in presenza è inutile perché a maggio, di fatto, terminano. Per esempio, le sessioni di laurea si potrebbero fare in presenza. Dobbiamo prepararci per aprire a ottobre».

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Covid-19. I dati delle vaccinazioni in Campania: somministrate 1.123.459 dosi

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Secondo il bollettino pubblicato quest’oggi, martedì 13 aprile, in Campania sono state somministrate in totale 1.123.459 dosi di vaccino.

Complessivamente sono stati vaccinati con la prima dose 827.238 cittadini. Di questi 296.221 hanno ricevuto la seconda dose.

La più alta percentuale di persone vaccinate è quella del personale sanitario: più del 99% dei soggetti che hanno aderito hanno ricevuto la prima dose e circa il 91% di essi ha ricevuto anche la seconda dose.

Più del 95% degli ospiti delle RSA hanno ricevuto la prima dose e quasi l’86% di essi ha ricevuto anche la seconda dose.

Degli over 80 sono stati vaccinati quasi il 79% dei richiedenti e il 67% ha ricevuto anche la seconda dose.

Come si evince dalla tabella in foto alta è anche la percentuale dei vaccinati tra il personale non sanitario con il 98% delle somministrazioni della prima dose ed l’87%della seconda; coì come il personale esterno alle strutture sanitarie il 98% del quale ha ricevuto la prima dose ed il 75% anche la seconda.

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