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Cultura e spettacolo

“Che cos’è il teatro?”, la risposta di eminenti attori in occasione della presentazione della nuova stagione al Teatro Lendi

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Napule è ‘nu paese curioso” affermava Eduardo in una delle sue poesie “è ‘nu teatro antico, sempre apierto. | Ce nasce gente ca senza cuncierto | scenne p’ ‘e strate e sape recita‘.“ E’ come se a Napoli il teatro fosse parte del DNA di ogni cittadino: questa l’aria che abbiamo respirato alla conferenza stampa per l’apertura della nuova stagione del Teatro Lendi. Siamo entrati al Gran Cafè Gambrinus di buon mattino e ci siamo ritrovati davanti a buona parte delle etoile del teatro napoletano, nomi dal calibro di Isa Danieli, che porterà in scena uno spettacolo con Lello Arena dal 15 Febbraio.
Ad aprire la stagione è invece Lina Sastri, dal 23 Novembre e, in più, grazie al direttore Francesco Scarano, potremo assistere a 12 spettacoli e un fuori programma di San Valentino con Gigi Finizio in concerto.
La curiosità non manca, specie se vediamo apparire, accanto al nome di Simone Schettino, quello di Marino Bartoletti, un esperimento teatrale dal nome “lo scoprirete solo venendo”.
A chiudere l’anno 2016, “La Sciantosa”, la bellissima Serena Autieri, in scena dal 26 al 28 dicembre.
Una stagione quindi molto ricca quella ideata dal direttore artistico Francesco Scarano, che ormai da un po’ di anni contribuisce alla crescita del prestigio del Teatro Lendi.

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Attualità

Antonella Laezza: l’eccellenza della danza campana brilla al Gran Galà Premio DAS

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La splendida cornice di Villa Campolieto, autentico gioiello architettonico del Miglio d’Oro di Ercolano, ha fatto da sfondo a una serata straordinaria: il Gran Galà Premio DAS. L’evento, promosso dal Comitato Territoriale Napoli di ACSI e presieduto dal Dott. Claudio Cimmino, si è confermato come uno degli appuntamenti più prestigiosi e autorevoli dell’intero panorama coreutico nazionale, nato con l’obiettivo di celebrare la danza quale espressione artistica, culturale e formativa.

In questa magica atmosfera, tra i grandi nomi internazionali e le stelle del firmamento della danza, è emersa con forza la figura di Antonella Laezza, direttrice della rinomata scuola “A passi di Danza “ di Crispano (situata in via Provinciale 53). La presenza della direttrice sul palco di una manifestazione così esclusiva — nello stesso contesto in cui sono stati conferiti i Premi alla Carriera e all’Eccellenza a icone mondiali come l’étoile Giuseppe Picone, Steve La Chance e Karl Alfred Schreiner — ne consolida ulteriormente il prestigio e la preziosa collaborazione con il comitato di promozione sportiva ACSI Napoli.

Il ruolo centrale di Antonella Laezza all’interno della serata testimonia la grande autorevolezza e la stima di cui gode nell’intero settore, accreditando la sua scuola come un vero punto di riferimento per la didattica sul territorio. Il successo straordinario della manifestazione è stato, infatti, il frutto di una perfetta sinergia tra le più importanti figure del comitato ACSI: se la Direzione Artistica dell’evento è stata affidata al celebre coreografo Francesco Annarumma, la complessa macchina organizzativa è stata curata da Massimo De Santis (referente del Settore Danza di ACSI Napoli) con la preziosa e fondamentale collaborazione della stessa Laezza.

Operare a stretto contatto con personalità di tale calibro riflette la straordinaria professionalità, la passione e il rigore che la direttrice porta ogni giorno nelle sale della sua accademia.

Di conseguenza, gli allievi di “A passi di Danza ” hanno la straordinaria opportunità di formarsi in un ambiente di assoluto livello, dove si studia regolarmente con maestri e coreografi di chiara fama nazionale e internazionale e si apprende il valore del sacrificio e dell’impegno richiesti da quest’arte.

L’immagine di Antonella Laezza, immortalata sul proscenio di Villa Campolieto, diventa così l’emblema di una Campania che produce cultura, bellezza e soprattutto formazione di altissima qualità, capace di creare un ideale ponte tra chi ha già scritto la storia della danza e i giovani talenti che stanno costruendo il proprio futuro artistico.

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Cultura e spettacolo

“La secessione di San Gennaro”, il romanzo-provocazione di Paolo Trapani che interroga Napoli sul proprio futuro

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Non un manifesto politico, né un’operazione nostalgica sul passato borbonico.
“La secessione di San Gennaro” si presenta come una provocazione culturale rivolta direttamente a Napoli e alla sua identità contemporanea.

Il nuovo romanzo di Paolo Trapani sta già alimentando dibattiti tra lettori, ambienti culturali e studiosi dell’identità meridionale, grazie a una narrazione che mescola realtà e immaginazione per costruire uno scenario alternativo e volutamente spiazzante.

Al centro del libro c’è una Napoli immaginata come protagonista assoluta del proprio destino: una città capace di pensarsi come centro autonomo economico, culturale e simbolico del Mediterraneo. Una vera e propria ipotesi di “città-Stato” che utilizza simboli forti della tradizione napoletana, a partire da San Gennaro, per aprire una riflessione identitaria.

La domanda che attraversa l’intera opera non riguarda però una secessione reale, quanto piuttosto la maturità politica e sociale della città: Napoli sarebbe davvero pronta a governarsi da sola? Ha oggi la capacità civile, economica e istituzionale per sostenere un percorso di piena autonomia?

È su questo piano che il romanzo supera la provocazione e diventa strumento di riflessione collettiva, mettendo al centro il rapporto tra orgoglio identitario e responsabilità amministrativa, tra appartenenza e costruzione di una classe dirigente moderna ed efficiente.

All’interno della narrazione convivono elementi di forte immaginario politico e culturale: una città-Stato mediterranea, una nuova valuta digitale chiamata “Januaria” e il riferimento simbolico al tesoro di San Gennaro come garanzia ideale di un sistema economico alternativo. Una vera e propria ucronia napoletana, in cui la finzione narrativa diventa chiave per leggere il presente.

In un momento storico in cui Napoli registra crescita turistica, attenzione internazionale e nuova centralità culturale, il libro si inserisce come una sfida intellettuale aperta. Non offre risposte definitive, ma pone una domanda destinata a restare centrale: cosa potrebbe diventare Napoli se iniziasse davvero a pensarsi come protagonista autonoma del proprio futuro?

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Attualità

Enzo Gambardella incanta Scerni: un viaggio musicale tra emozione e memoria

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Una serata destinata a restare impressa nella memoria collettiva di Scerni: il Concerto dei Ricordi, organizzato in occasione della festa di San Panfilo, ha visto protagonista assoluto Enzo Gambardella, artista capace di trasformare un semplice live in un’esperienza intensa e coinvolgente.

Fin dalle prime note, la voce di Enzo Gambardella ha catturato il pubblico, trasportandolo in un autentico viaggio nel tempo. Il suo timbro caldo, riconoscibile e ancora sorprendentemente potente, ha dato nuova vita ai grandi classici della musica italiana e internazionale degli anni ’60, ’70 e ’80.

Una performance oltre la nostalgia

Ridurre l’esibizione a un concerto nostalgico sarebbe limitante. Gambardella ha dimostrato una straordinaria capacità interpretativa, unendo tecnica vocale, sensibilità artistica e una presenza scenica magnetica. Ogni brano è stato vissuto e trasmesso con autenticità, creando un legame diretto con il pubblico.

Il risultato? Una piazza completamente coinvolta, tra applausi, cori e momenti di forte emozione condivisa.

La forza della band e la sinergia sul palco

Accanto a lui, una band affiatata e di alto livello ha contribuito a costruire un tappeto sonoro impeccabile. La sezione ritmica ha garantito solidità e dinamismo, mentre chitarre e tastiere hanno arricchito l’atmosfera con sonorità avvolgenti e curate nei dettagli.

La vera forza dello spettacolo è stata però la sinergia tra i musicisti, evidente in ogni passaggio: sguardi, intese e improvvisazioni hanno reso la performance viva e autentica.

Un finale da brividi

Il culmine della serata è arrivato con una standing ovation di quasi cinque minuti, tributo spontaneo a un artista che ha saputo emozionare senza artifici. Il pubblico ha riconosciuto in Enzo Gambardella non solo un interprete, ma un vero narratore di emozioni.

Un artista che lascia il segno

Questo concerto segna un momento importante non solo per la comunità locale, ma anche per il percorso artistico di Gambardella. La sua capacità di rimanere attuale, pur attingendo al passato, lo rende una figura unica nel panorama musicale.

Il Concerto dei Ricordi non è stato soltanto uno spettacolo: è stato una celebrazione della musica, della memoria e del potere delle emozioni condivise.

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