I serpenti, una razza da molti detestata, ma che ha un ruolo fondamentale nell’equilibrio dell’ambiente, sono soliti deporre le uova in primavera che schiudono in estate. L’altra caratteristica dei serpenti è che hanno scarso istinto parentale. La metafora ci serve per spiegare quello che è accaduto e che sta accadendo nel Comune di Caivano. Negli ultimi decenni sono state poste varie bombe ad orologeria programmate per scoppiare successivamente con il risultato di distruggere l’Ente, perché a questo siamo. Si è voluto costruire un carrozzone come l’Igica sapendo che quando sarebbe fallito avrebbe portato in “dote” al Comune ben 81 dipendenti. Si è voluto alimentare per anni la leggenda metropolitana che “la monnezza era ricchezza”. Nessuno ha visto una lira per il ristoro ambientale mentre per questo scempio il Comune di Caivano paga circa 1.500.000,00 € per il conferimento dei rifiuti nello STIR. Hanno svenduto il territorio alla TAV per “4 ciceri” con l’unico risultato che il Comune di Caivano è uno dei pochi comuni che non ha un collegamento ferroviario, con enormi disagi per tutta la collettività. Nel corso degli anni sono stati accumulati diversi milioni di euro per debiti nei confronti di imprese per servizi richiesti senza avere la disponibilità finanziaria. Tutti sapevano ma nessuno ha denunciato la voragine dei contri dell’Ente per mancate entrate. Nessuno ha fatto niente per regolarizzare la posizione degli occupanti del P.co Verde. Tutte queste uova si sono schiuse e hanno dato vita a decine di serpenti che hanno invaso la sede comunale, ma all’orizzonte non si vede nessun Santo capace di schiacciare il fascio di serpenti che ha avviluppato e sta soffocando il Comune e i Caivanesi.
CAIVANO – Non solo Parco Verde. Il business della droga a Caivano tenta di riprendersi gli spazi del centro storico, ma la risposta dei Carabinieri non si è fatta attendere. In un’operazione lampo condotta tra i vicoli del cuore antico della città, i militari della locale compagnia hanno stretto le manette ai polsi di tre pusher, smantellando due diverse basi dello spaccio.
Il primo intervento è scattato quando i militari hanno notato un 34enne, volto già noto alle forze dell’ordine, fermo in strada. La scena è stata da manuale: un passante si è avvicinato, ha allungato delle banconote e ha ricevuto in cambio una bustina. Alla vista delle divise, l’uomo ha tentato una fuga disperata a piedi tra i vicoli, ma è stato bloccato dopo pochi metri.
La perquisizione ha confermato i sospetti: addosso aveva 6 dosi di cocaina e 240 euro in contanti, ritenuti il guadagno delle vendite precedenti. Per lui sono scattati i domiciliari in attesa di giudizio.
Poco dopo, l’attenzione dei Carabinieri si è spostata su un “basso” (un’abitazione al piano terra) situato sempre nel centro storico. Il via vai sospetto di “clienti” aveva già messo in allerta gli investigatori, che hanno approfittato della porta lasciata aperta per fare irruzione.
All’interno, una scena quasi cinematografica: un 40enne e un 21enne, entrambi con precedenti, erano seduti attorno a un tavolo, intenti a preparare le dosi per la serata. Sul tavolo i militari hanno sequestrato:
15 grammi di sostanza stupefacente tra cocaina e crack;
Materiale per il confezionamento e bilancini;
290 euro in contanti.
Oltre alla droga, i Carabinieri hanno posto sotto sequestro 4 televisori di grandi dimensioni, probabilmente utilizzati per monitorare sistemi di videosorveglianza abusivi o ricevuti come “pegno” per dosi non pagate. Per i due uomini si sono spalancate le porte del carcere, dove restano in attesa di giudizio.
L’operazione conferma la metamorfosi dello spaccio a Caivano: con la pressione costante delle forze dell’ordine nelle piazze storiche del Parco Verde, la criminalità cerca rifugio e mimetismo tra le abitazioni del centro, trasformando appartamenti privati in veri e propri laboratori della droga.
A CAIVANO la politica ha smesso di essere confronto per diventare un esperimento di prestidigitazione. Il protagonista indiscusso è il Presidente del Consiglio, Luigi Esposito, che in un recente video social si è lanciato in una difesa d’ufficio che definire “arrampicata sugli specchi” sarebbe un complimento alla fisica.
Il Giallo delle notifiche svanite
Il Presidente esordisce dichiarando di voler “fare chiarezza” e “smentire la stampa”. Ma poi, con una giravolta logica degna dei migliori parolai, conferma punto per punto la gravità del fatto: la relata di notifica del Bilancio di Previsione — l’unico documento che attesta se i consiglieri abbiano avuto i tempi di legge per studiare le carte — è sparita.
Esposito ammette l’errore della pubblica amministrazione , parla di un procedimento disciplinare e addirittura di un esposto alla Procura della Repubblica per la scomparsa degli atti dai faldoni comunali. Allora, caro Presidente, cosa smentisce? Se i documenti “hanno preso il volo” proprio quando l’opposizione, con il consigliere Mellone, chiedeva trasparenza, non c’è “narrazione distorta”: c’è un fatto oggettivo che mette a rischio la validità stessa della delibera di bilancio. Senza la prova della notifica tempestiva, l’intero castello contabile dell’amministrazione rischia la revoca, come giustamente sottolineato anche dalla stampa nazionale (leggi qui l’articolo de “Il Mattino”).
L’Abisso dell’Incompetenza: Il icaso della Rottamazione-quinquies
Se sulla questione del bilancio si gioca a nascondino con le carte, nell’ultimo Consiglio del 20 febbraio si è toccato il fondo dell’ignoranza procedurale. Durante la discussione sulla Rottamazione-quinquies (Legge 199/2025), il consigliere Mellone ha presentato una mozione per fissare un tetto massimo ai debiti per l’adesione.
Il risultato del voto è un capolavoro di analfabetismo istituzionale: 1 favorevole e 22 astenuti. In qualunque consesso civile e a norma di legge, gli astenuti non si computano tra i voti contrari per il calcolo della maggioranza dei votanti (a meno di specifiche e rare previsioni regolamentari contrarie alla prassi consolidata anche dal Ministero dell’Interno – leggi qui il parere del Ministero). Eppure, il Presidente Esposito ha dichiarato la mozione “respinta”.
Nota per la Presidenza: Confondere l’astensione con il voto contrario non è solo un errore tecnico; è la prova provata che chi siede sullo scranno più alto dell’aula non conosce l’ABC del funzionamento democratico.
Un’Amministrazione “Giovane” ma già vecchia nei vizi
Siamo di fronte a una classe politica che si fregia del titolo di “nuova”, ma che alla prova dei fatti si dimostra totalmente sprovveduta. Da un lato perdono i pezzi (di carta) fondamentali per la regolarità degli atti, dall’altro inventano regole aritmetiche personalizzate per silenziare le proposte dell’opposizione.
Cercare di “tranquillizzare i cittadini” parlando di “errori materiali e non tecnici” è un insulto all’intelligenza dei caivanesi. Se non siete in grado di custodire una ricevuta di notifica o di contare correttamente i voti in aula, come potete pretendere di gestire il futuro di una città complessa come Caivano?
La trasparenza non è un video su Facebook fatto di parole vuote e smentite che confermano i fatti. La trasparenza è l’ordine negli archivi e il rispetto rigoroso delle procedure. Al momento, l’unica cosa “chiara” è l’imbarazzante inadeguatezza di chi ci governa.
Il Sindaco Angelino: chattare mentre Caivano affonda
E mentre in aula si discute di tasse dei cittadini e della possibilità di aiutare i deboli, cosa fa il Primo Cittadino? Le immagini parlano chiaro: il Sindaco Antonio Angelino se la ride beatamente davanti allo schermo del suo cellulare.
Mentre il futuro di Caivano è appeso a un filo e l’opposizione propone soluzione per aiutare solo la povera gente evitando favori ai furbetti, il Sindaco è intento a chattare, forse con qualche amico o qualche consigliere presente, o magari a scorrere meme divertenti sui social. Quel sorriso, in un momento così drammatico per la credibilità dell’ente, è lo schiaffo finale ai cittadini. È l’immagine plastica di un’amministrazione giovane sì, ma di una gioventù spocchiosa e impreparata, che scambia l’aula consiliare per un salotto virtuale.
Cosa rischia Caivano?
L’arroganza e l’incompetenza hanno un prezzo, e a pagarlo saranno i caivanesi. Se il Prefetto e la Procura dovessero accertare che i termini di legge per lo studio del Bilancio sono stati violati (e senza relate è impossibile provare il contrario), ci troviamo davanti a un vizio insanabile.
Annullamento del Bilancio: L’atto principale della vita amministrativa verrebbe rimosso.
Commissariamento: Senza bilancio, scatta la diffida prefettizia e, in caso di mancata regolarizzazione, lo scioglimento del Consiglio Comunale. Ma è risaputo che con l’etereità del Diritto Amministrativo potrà essere sempre regolarizzato e questi baldi giovanotti la faranno franca sicuramente.
Signori della maggioranza, governare non è postare video rassicuranti o ridere su WhatsApp durante le sedute. Governare è trasparenza, competenza e rispetto delle regole. Al momento, a Caivano, di tutto questo non vi è traccia. Restano solo i documenti spariti e i sorrisi di chi, evidentemente, non ha ancora capito la gravità della situazione.
A Caivano le strade non servono più a collegare punti, ma a unire interessi. L’ultima puntata della saga sulla rotatoria sulla Strada Statale Sannitica non è solo una questione di asfalto e precedenze, ma il ritratto plastico di un’Amministrazione — quella guidata dal Sindaco Antonio Angelino — che sembra confondere il bene comune con il plastico di un PUA (Piano Urbanistico Attuativo) ad uso e consumo di pochi eletti.
Il TAR, lo scorso 25 febbraio, ha messo un punto fermo che suona come una sberla: la “determina riparatoria” del Comune non vale nulla. Si torna al via. Si torna alla delibera dei Commissari Prefettizi. Tradotto dal burocratese: non si può procedere a colpi di carta bollata unilaterale, ma serve il consenso di tutte le parti, inclusa la MDP Food srl, che dovrà sedere al tavolo della Conferenza dei Servizi. Il Tar ha stabilito che non deve essere un monologo tra amici ma frutto di una unità di intenti e interessi comuni.
Il gioco delle ombre sui pareri tecnici
Ma il vero scandalo emerge tra le pieghe dei documenti che “appaiono e scompaiono” dall’Albo Pretorio come in un gioco di prestigio di quart’ordine. Nelle determine firmate dal Responsabile del Settore Tecnico, Giovanni Tuberosa, si leggeva di pareri della Polizia Locale citati come “atti presenti”, senza però mai specificarne il contenuto. Un silenzio assordante che oggi, grazie alle indagini sui documenti storici, sappiamo essere stato un vero e proprio ribaltamento della realtà.
Mentre l’ufficio tecnico sventolava studi trasportistici (magicamente favorevoli) e validazioni del DICIV, la verità giaceva sepolta nella Deliberazione 36 del 2024 del Commissario ad Acta. In quel documento, scovato dal sottoscritto dopo aver condotto capillari indagini, la Città Metropolitana di Napoli parlava chiaro: quella rotatoria, così come progettata, non garantisce i parametri di sicurezza. Non solo. Il Comandante della Polizia Locale, Espedito Giglio, metteva nero su bianco un parere negativo tranciante: una rotatoria a meno di 200 metri da un incrocio semaforizzato è un invito al caos, non alla mobilità.
Sicurezza o Cambiale Elettorale?
Qui viene il sospetto, atroce ma legittimo: a chi serve davvero questo rondò? Non certo alle casse comunali. L’incrocio esistente, protetto da un sistema di videosorveglianza hi-tech, garantisce sicurezza e introiti per circa 500mila euro annui (tra multe, assicurazioni scadute e revisioni mancate). Smantellare o depotenziare quell’assetto per far posto, a pochi metri di distanza, una rotatoria “privatizzata” significa regalare soldi dei cittadini ai soliti noti.
Siamo di fronte a un’opera che sembra essere il “prezzo” di una cambiale elettorale. È noto a tutti che i promotori del PUA non sono semplici imprenditori, ma grandi elettori che hanno saputo piazzare parenti prossimi tra i banchi del Consiglio Comunale. La domanda sorge spontanea: la viabilità di Caivano è governata dal Codice della Strada o dal codice delle clientele?
Il rondò delle contraddizioni
L’Amministrazione Angelino ha dimostrato una sola eccellenza: la capacità di far evaporare i documenti scomodi. Prima la relata notifica del Bilancio previsionale e adesso dall’Albo Pretorio è scomparsa la determina 189 del 18/02/2026, quella della Rettifica (descritta qui) della prima delibera sulla rotonda a firma di Giovanni Tuberosa del 27 novembre 2025. Ma la memoria dei fatti è più dura del bitume.
Questa rotatoria non deve essere lo spartiacque tra chi conta e chi subisce. I cittadini di Caivano non possono pagare, in termini di sicurezza e di bilancio, i debiti di gratitudine di chi occupa la poltrona più alta del Comune. La sentenza del TAR non è solo una vittoria legale per la MDP Food, è l’ultima chiamata per la trasparenza. Prima che la “rotatoria che gira” finisca per far girare vorticosamente qualcos’altro ai cittadini onesti. Se l’opera è davvero utile e sicura, lo si dimostri con atti trasparenti, pareri chiari e confronto pubblico. Se non lo è, si abbia il coraggio di archiviarla. Altrimenti non sarà una rotatoria a girare. Saranno sempre gli stessi interessi.
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