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CASAVATORE – La politica naviga a vista, senza nocchiero.

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CASAVATORE – Ormai lontana l’eco della campagna elettorale, scomparsi dai radar programmi e buoni propositi, resta il degrado di un territorio senza più scuole, senza spazi, con un commercio alla canna del gas, senza l’ombra di pianificazioni o programmazioni.

In tale continua emergenza, il disagio è evidente: è sufficiente guardarsi intorno per capire. Il dissenso si percepisce ovunque, anche sui social, ma non solo. La “cura” Maglione non sta dando i risultati sperati. Cambi di lampadine a parte e qualche pezza a colori a strade e marciapiedi ormai consunti, di concreto c’è ben poco.

Si va a rilento, si scopre solo ora, dopo oltre un anno e mezzo di presenza in Consiglio, che c’è carenza di personale e di risorse. Persino le “braccia” preziose del RDC vengono sfruttate in maniera inadeguata e insufficiente.

La politica si è ritirata in buon ordine, anche se ci si aspetterebbe molto di più, considerato il traffico nella Casa Comunale, con un solo partito di fatto rimasto sul territorio, il PD, dopo l’incesto politico e la successiva fusione tra Idea Democratica e M5S, “sacrificatosi” generosamente solo per guadagnare un capogruppo e la presidenza di una importante Commissione (non è mai esistito infatti alcun percorso comune tra i due).

Si registrano qualche timida iniziativa dei democratici su temi di attualità sociale, nessuna attenzione al referendum sulla giustizia ormai alle porte e definitiva condanna a morte dei gazebo, ormai un felice ricordo, che era l’unico vero momento di collegamento tra attivismo e cittadinanza, incassato il rifiuto di fatto del M5S a confrontarsi a mezzo social.

Politica che retrocede così da attiva a passiva in un colpo solo. Lontano il tempo del resoconto e del “fiato sul collo”, ormai il M5S locale, con l’abbandono di tutti gli attivisti storici, si è ridotto ai soli due componenti presenti in Giunta e Consiglio. Di attivismo politico neanche a parlarne. Zero proposte, zero soluzioni, zero incontri sul territorio. Non va certo meglio sui social: sulle pagine ufficiali il confronto latita, e i LIKE non raggiungono neanche il numero dei vantati “attivisti”, limitandosi ai soliti tre o quattro aficionados e tifosi. Difficile, allora, credere ancora alla favola del gruppo compatto e coeso. Del resto, la politica tradizionale, quella “in presenza”, quella con la quale si è sottoscritto un patto di sangue unilaterale con tendenza al suicidio, continua a collezionare figuracce.

Dopo la vergognosa farsa della TARI sulle pertinenze, con la commedia in due atti il cui finale è ancora tutto da scrivere in attesa dell’esito dei ricorsi, ci si chiede che fine abbia fatto l’opposizione, ormai rappresentata solo da qualche gruppo di cittadini e comitati.

Tiene ancora banco la questione cimitero, anche se in realtà sarebbe il caso di evitare che il paese, già ridotto a dormitorio, in cimitero vi si trasformasse definitivamente.

Comunicazione ancora non pervenuta: accantonato anche il periodico “PUBBLICO” dopo un esordio non proprio entusiasmante , bloccato nel traffico il più volte nominato “manager della comunicazione”, si ha come l’impressione di vivere in perenne attesa: tra nomine pasticciate, proroghe, e ordinanze emesse e poi ritirate, si avverte tutto il dramma di un paese ormai lasciato a sé stesso. E forse all’incompetenza.

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CASAVATORE – Excusatio non petita, accusatio manifesta

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Casavatore – La politica tocca stasera vette mai violate prima: in una seduta di Consiglio Comunale iniziata male e finita pure peggio, tra domande faziose e risposte confuse con toni sempre accesi, si è riscontrata una difficoltà evidente nel riportare al centro del dibattito gli interessi dei cittadini.

Oltre due ore di attacchi, ma soprattutto di giustificazioni, scuse patetiche ed evidenti imbarazzi. In apertura il Consigliere Del Prete, unico presente nei banchi dell’opposizione, esprime il dissenso dell’intera minoranza lamentando un sempre più scarso coinvolgimento e chiedendo chiarezza in alcuni atti, parlando di provvedimenti in “contrasto con le Leggi”, con un richiamo evidente al pasticcio relativo alla modifica fresca di delibera del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, che ha portato alla nascita del nuovo gruppo unipersonale del Movimento Cinque Stelle. Scelta, questa, necessaria per continuare a garantire al Consigliere Sorrentino il mantenimento sia della Presidenza di una commissione che la nomina a capogruppo e, nel contempo, recuperare la smarrita identità politica e la necessaria autonomia in seno ad una maggioranza che appare sempre più dilaniata e litigiosa, come del resto dimostrano gli interventi dei Consiglieri Palmentieri e Napolitano, accomunati da spiccata onestà intellettuale.

Segue l’abbandono dell’aula da parte di Del Prete, che non risparmia critiche feroci al Presidente del Consiglio, avanzando addirittura allo stesso una richiesta di dimissioni, a suo giudizio per manifesta incompetenza. Degno di nota l’intervento del Sindaco che, oltre a difendere il Presidente e la maggioranza tutta, condivide a favore di telecamera senza nascondere una tensione evidente le sue pesanti esternazioni in merito ad una presunta TRUFFA architettata dall’ex Sindaco Vito Marino relativa ai due voti di scarto, definiti appunto come “RUBATI nei seggi elettorali”, che consentirono a quest’ultimo di sedere, ma solo per un anno, sullo scranno più alto dell’ente.

Il Sindaco parla addirittura di vittoria in tribunale, nonostante nessuno sia a conoscenza della relativa denuncia in Procura, né se mai sia stata presentata. Probabilmente si riferisce, confondendosi, al giudizio di un Tribunale Amministrativo, che NULLA ha tuttavia a che vedere con il reato menzionato. Sarà pertanto necessario, da parte degli organi competenti, procedere alla necessaria verifica ed eventualmente individuare e punire i colpevoli, se esistenti.

Non mancano i soliti insulti ai detrattori di questa amministrazione presenti sui social, apostrofati simpaticamente come “i dieci scemi”. Nessuna meraviglia: è ormai abitudine consolidata dell’attuale amministrazione utilizzare Facebook solo per magnificare le proprie gesta e le operazioni ordinarie, o al massimo per accusare indisciplinati cittadini definendoli “falliti” e dileggiare presuntuosi dirigenti scolastici, oltretutto con scarsi risultati o rimediando qualche magra figura.

Nella sua appassionata accusa, poi, il Sindaco menziona velatamente la responsabilità di un “Presidente di seggio all’epoca delle consultazioni del 2020, ex consigliere comunale firmatario della sfiducia a lui mossa” (come buona parte degli attuali Consiglieri che curiosamente siedono in maggioranza) nel dicembre 2019, restringendo così la ricerca ad un solo nominativo, pur senza mai indicarlo: è evidente il riferimento a Luca Galiero, presente in sala, attivista decennale di un nutrito gruppo locale a sostegno del Movimento e Consigliere del Consorzio cimiteriale in quota Arzano, ex portavoce appunto nel 2019 in quanto candidato Sindaco del Movimento Cinque Stelle, e all’epoca dei fatti Presidente del seggio n° 9 nel quale furono annullati tre voti, quelli appunto che il Sindaco definisce “truffati”, due al candidato Maglione e uno al candidato Marino. Decisamente troppi indizi per poter lasciare adito a dubbi o interpretazioni. Ricordiamo, ad onor del vero, che il Sindaco Marino si aggiudicò la competizione elettorale per soli due voti.

Nessuna solidarietà giunge tuttavia a Galiero in questa palese campagna d’odio, come sarebbe stato lecito attendersi, da parte dei due componenti del M5S in Consiglio e in Giunta: nessuna decisa presa di distanze né difesa, nonostante le gravi accuse a chi ha degnamente rappresentato la stessa forza politica che ha garantito loro l’ingresso rispettivamente in Consiglio e in Giunta. Si spera sinceramente in un ravvedimento a breve.

Per il momento, si assiste ad un silenzio che si aggiunge all’imbarazzo del Consigliere Sorrentino, fuoriuscito a petto in fuori dal gruppo misto di Idea Democratica in piena campagna elettorale nonostante la palese violazione del Regolamento votato pochi giorni prima, e rientrato quindi mestamente con la coda tra le gambe chiedendo “asilo politico” al Presidente, atto che sancisce di fatto una nuova, inevitabile perdita di identità e di autonomia politica del Movimento in questa consiliatura.

Una FUGA SENZA VITTORIA, praticamente.

Concludo con una massima dello storico Tucidide, che mai avrebbe potuto essere più azzeccata:

“IL MALE NON E’ SOLTANTO DI CHI LO FA: E’ ANCHE DI CHI, POTENDO IMPEDIRE CHE LO SI FACCIA, NON LO IMPEDISCE”.

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CASAVATORE – Riparte la cultura, tra musica e poesia.

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CASAVATORE – Riprendono gli “Appuntamenti con il Libro” a cura della professoressa Vittoria Caso dell’Associazione Clarae Musae con il patrocinio morale dell’Ente, dopo la brusca interruzione dovuta al Covid.

In una Sala Consiliare gremita all’inverosimile, solitamente luogo di accesi dibattiti politici, si torna finalmente a parlare di CULTURA, con la lettura di toccanti versi di poesia del giovane autore Carlo De Felice Vespasiano tratti dalla sua opera editoriale “L’essere sensibile”, e grazie alla magistrale interpretazione di grandi classici della musica napoletana d’autore, a cura di due giovanissime risorse del nostro territorio, la bravissima interprete Miriam Calvani, accompagnata alla chitarra acustica da un musicista d’eccezione, il fratello gemello Emanuele, che si sono cimentati, tra gli altri, nell’appassionante esecuzione del sempiterno “E Spingule Francese”, brano ripreso da un’antica tradizione popolare dal grande Salvatore Di Giacomo.

La serata ha beneficiato dell’autorevole presenza di rinomati autori del panorama poetico dei nostri territori, che hanno commentato i versi dei componimenti estratti dal libro e letteralmente guidato per mano il pubblico presente in un appassionante viaggio nell’intimità del giovane Carlo, che a sua volta ha somministrato ai presenti una grande lezione di umiltà, offrendosi alle domande del pubblico con risposte semplici e sincere, e un invito ai giovani presenti alla perseveranza nel perseguire i propri obiettivi.

Un’occasione di profonda riflessione durante la quale non sono mancati momenti di autentica commozione.

Impeccabile come sempre l’organizzazione della professoressa Vittoria Caso che ha diretto le varie fasi dell’incontro con la consueta disinvoltura, tenendo alta l’attenzione del pubblico presente.

Il primo, si spera, di una lunga serie di momenti di bellezza.

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CASAVATORE – Rifioriscono i Gigli, tra musica ed antiche tradizioni

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Casavatore – La voce rotta dall’emozione, qualche lacrima a solcare i volti, durante l’annuncio di una meritata rinascita della kermesse centenaria della Festa dei Gigli, programmata per il 2023: tutti in via Salvator Rosa, con la “SAN GIOVANNI” in questa calda domenica di ottobre  a dare il calcio d’inizio di una serie di appuntamenti organizzati dalle varie associazioni presenti sul territorio.

Per festeggiare finalmente l’avvio degli eventi che riporteranno le macchine a spalla a solcare nuovamente le vie del Paese. Una strada gremita, pur nel rispetto delle normative vigenti. Le REGOLE citate più volte, sia dagli appassionati che dal Sindaco durante l’introduzione. Tutto ruota adesso intorno al rispetto delle stesse.

Condizione, questa, sicuramente necessaria ma non sufficiente alla perfetta riuscita di una manifestazione troppo a lungo sottratta alla nostra comunità. La politica deve adesso fare fino in fondo la sua parte, garantendo il necessario supporto amministrativo, tecnico ed economico a quanti si assumeranno l’onere di rinverdire una tradizione che è, per molti cittadini, un modo di essere e di vivere il territorio, e per tanti commercianti un’occasione di riscatto, in alcuni casi un vero e proprio toccasana.

E’ fondamentale da oggi in poi riuscire a sfruttare ogni occasione di finanziamento per mantenere vivo lo spirito positivo che si è percepito stamane, lavorando tutti insieme, durante tutto l’anno, nella stessa direzione, mettendo da parte le appartenenze e le divisioni, e facendo tesoro dei passati errori di comunicazione e di organizzazione.

Si è mosso, oggi, il primo vero passo di un cammino lungo ed impegnativo ma sicuramente affascinante, che servirà a riportare il meritato lustro ad una terra salita troppo spesso agli onori delle cronache per eventi tutt’altro che positivi.

E adesso avanti tutta con la programmazione: in fondo, il prossimo luglio è ad un tiro di schioppo.

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